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Festa della Donna · Storia e origini

Da quando ci si fanno gli auguri per l'8 marzo: dalla lotta alla mimosa

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Gli auguri dell'8 marzo, in Italia, cominciano nel 1946: fu quell'anno che l'UDI scelse la mimosa come fiore della festa. Prima di allora la giornata esisteva già, ma era una data di rivendicazione politica e non un'occasione da festeggiare con un fiore in mano.

La violetta era arrivata seconda.

Prima del 1946

La Giornata internazionale della donna nasce lontano dall'Italia. La prima festa dedicata alle donne fu celebrata nel febbraio 1909 negli Stati Uniti, promossa dal partito socialista americano, che invitava a manifestare per il diritto di voto; quel primo Women's Day non cadeva l'8 marzo, ma il 28 febbraio.

In Italia la prima celebrazione della Giornata risale al 1921, e la prima celebrazione pubblica avvenne domenica 12 marzo 1922.

Fra le origini richiamate dalla tradizione ci sono lo sciopero delle operaie tessili di New York e l'incendio della Triangle Shirtwaist Company, del 1911, le cui lavoratrici erano già state protagoniste nel 1909 di una mobilitazione durata quattro mesi. La data, però, non nasce da lì: viene dalla manifestazione delle operaie di Pietrogrado dell'8 marzo 1917, adottata come giorno unico nel 1921.

L'UDI e le due date della rinascita

Nel settembre 1944, a Roma, nasce l'UDI, l'Unione Donne in Italia, creata da donne di PCI, PSI, Partito d'Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro.

L'8 marzo 1945 l'UDI organizza la prima giornata della donna nelle zone dell'Italia libera, cioè nei territori già liberati dal fascismo. L'anno dopo, l'8 marzo 1946, la festa si celebra in tutta Italia: è la prima del dopoguerra, e la prima con un simbolo.

Perché la mimosa

Nella riunione romana dell'UDI si discusse quale fiore adottare, e la scelta fu votata all'unanimità. A proporre la mimosa furono Rita Montagnana, Teresa Mattei e Teresa Noce.

Gli altri fiori furono scartati per ragioni pratiche:

La mimosa vinceva su tutti i fronti: fiorisce fra fine febbraio e inizio marzo, cresce anche sui terreni difficili, fioriva spontaneamente in molte località del centro-sud e nei dintorni di Roma, e si poteva raccogliere senza costi e senza danni. In un Paese devastato dalla guerra, era il fiore che tutti potevano permettersi.

Teresa Mattei aggiunse una ragione che non riguardava il prezzo: la mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette.

Come si diffuse

Il simbolo circolò con gli strumenti dell'associazione: Marisa Rodano disegnò un rametto di mimosa per una circolare dell'UDI, e il fiore fu diffuso insieme ai volantini e al giornale Noi Donne.

A Roma, l'8 marzo 1946, gli uomini regalarono mimose a mogli, madri, sorelle e figlie. Oggi anche le donne se le scambiano fra loro, come segno di solidarietà.

Nel linguaggio dei fiori la mimosa sta per forza e femminilità, e insieme per libertà, autonomia e sensibilità; nella storia dell'8 marzo è anche il simbolo della lotta per i diritti, a partire dal voto.

La data ufficiale

Il riconoscimento internazionale arriva molto dopo la scelta italiana.

Nel 1975 l'ONU invitò gli Stati a scegliere un giorno comune per la celebrazione, e nel 1977 l'8 marzo divenne Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e per la pace internazionale.

Le Nazioni Unite hanno riconosciuto la ricorrenza, ma non il fiore: la mimosa resta una tradizione solo italiana.

Il fiore che viene dall'Australia

La pianta che oggi sta in ogni fioraio italiano l'8 marzo non è nata qui.

La mimosa fu importata in Europa dall'Australia sudorientale all'inizio del XIX secolo, intorno al 1820. In Francia ha una sua capitale, Mandelieu-La Napoule, dove dal 1931 si tiene ogni anno una Festa della Mimosa di dieci giorni.

La sua coltivazione non è mai stata sicura: il 13 febbraio 1929 gelo e neve provocarono un disastro fra le piante.

Domande frequenti

Da quando si fanno gli auguri l'8 marzo in Italia?

Dal 1946, la prima Festa della donna del dopoguerra celebrata in tutta Italia, quando l'UDI scelse la mimosa come simbolo. Prima la giornata era una data di rivendicazione politica.

Perché proprio la mimosa?

Perché fiorisce a inizio marzo, cresceva spontanea nel centro-sud e si poteva raccogliere gratis: in un Paese uscito dalla guerra era il fiore che tutti potevano permettersi. La violetta fu scartata perché rara e costosa.

La mimosa si regala anche negli altri Paesi?

No: la ricorrenza è internazionale e riconosciuta dall'ONU dal 1977, ma la tradizione della mimosa è tutta italiana.

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