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L'8 marzo non nasce da un incendio in fabbrica: come è nata la leggenda

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La storia delle operaie chiuse in una fabbrica di camicie di New York e morte in un incendio l'8 marzo non è vera. Non esistono registri di quell'incidente, e la ricorrenza non nasce da lì: viene dalle lotte operaie e per il suffragio. Un incendio, però, c'è stato.

Solo che ha un'altra data e un altro nome.

Che cosa dice la leggenda

Il racconto circola in versioni diverse, e già questo è un indizio.

È un falso storico e una leggenda metropolitana. Vanity Fair è netta su due punti: l'8 marzo non fu istituito per ricordare quelle operaie, e le operaie non furono chiuse in fabbrica dal padrone.

Da dove è venuta

La leggenda è nata dopo la Seconda guerra mondiale, e in Italia se ne può indicare un punto di comparsa preciso: il 7 marzo 1952, sul settimanale bolognese La lotta.

L'ipotesi più accreditata è che sia una rielaborazione di un fatto reale, spostato di data e di nome.

L'incendio vero: la Triangle

Il fatto reale è l'incendio della Triangle Shirtwaist Factory, a New York, il 25 marzo 1911.

I morti furono 146: 123 donne e 23 uomini, in gran parte giovani immigrati italiani ed ebrei, molte fra i 13 e i 22 anni; fra le vittime si contarono 39 italiani. Le porte erano chiuse a chiave per impedire uscite non autorizzate — ed è questo il dettaglio che la leggenda ha trasferito su un'altra fabbrica e un'altra data.

Il disastro ebbe conseguenze concrete: influì sulla legislazione del lavoro negli Stati Uniti.

Fra l'incendio della Triangle e l'istituzione della giornata non c'è alcun legame.

Che cosa è successo davvero l'8 marzo

Le date vere della storia della giornata sono altre, e nessuna riguarda un rogo.

Il 3 maggio 1908 si tenne a Chicago il primo Woman's Day, organizzato dal Partito socialista statunitense con 1.500 donne che chiedevano uguaglianza economica e politica. Nello stesso anno 15.000 donne marciarono a New York per orari più brevi, salari migliori e voto, e l'8 marzo le tessili dimostrarono a Rutgers Square chiedendo un sindacato proprio e il diritto di voto. Nel 1909 ci fu l'uprising delle 30.000 shirtwaist makers, da cui nacquero i primi sindacati permanenti per lavoratrici negli Stati Uniti.

Il primo National Woman's Day è del 28 febbraio 1909, come indica la Britannica; il 1909 è l'anno della dichiarazione del Socialist Party of America.

Come si è arrivati alla data

Nel 1910, alla conferenza di Copenaghen, Clara Zetkin — con Luise Zietz — propose una giornata internazionale annuale, approvata all'unanimità da 100 donne di 17 Paesi. L'idea non era legata a una data precisa.

La prima celebrazione fu il 19 marzo 1911, in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera. Quella data è legata al quarantesimo anniversario della Comune di Parigi, ma la riferisce all'8 marzo anziché al 19.

La data attuale viene invece dallo sciopero delle donne russe del 1917: l'8 marzo — 23 febbraio del calendario giuliano — le donne di Pietrogrado chiesero «pane e pace» contro prezzi, condizioni di vita, guerra e autocrazia, e furono la scintilla della Rivoluzione di Febbraio. Le russe avevano celebrato la giornata per la prima volta nel 1913.

Dopo la rivoluzione d'Ottobre Lenin la rese festa ufficiale sovietica; nel 1921 la Seconda conferenza delle donne comuniste, a Mosca, fissò ufficialmente l'8 marzo come «Giornata internazionale dell'operaia», in onore proprio delle operaie di Pietroburgo. Il riconoscimento ONU arrivò nel 1977.

Domande frequenti

È vero che l'8 marzo ricorda le operaie morte in un incendio?

No. Non esistono registri dell'incendio raccontato dalla leggenda, che circola con date, numeri e nomi diversi fra loro.

Qual è l'incendio vero?

Quello della Triangle Shirtwaist Factory di New York, il 25 marzo 1911: 146 morti, 123 donne e 23 uomini, con le porte chiuse a chiave.

Quando è nata la leggenda?

Dopo la Seconda guerra mondiale. In Italia la sua prima comparsa nota è del 7 marzo 1952, sul settimanale bolognese La lotta.

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