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Le cartoline dell'8 marzo: dai manifesti di lotta ai mazzi di mimosa

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Le immagini dell'8 marzo hanno cambiato natura due volte: prima erano volantini e giornali di un'associazione politica, poi cartoline di auguri, oggi immagini da mandare sul telefono. Il soggetto, dal 1946 in poi, è quasi sempre lo stesso: un rametto giallo.

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Prima delle cartoline: volantini e giornali

Il materiale che circolava per l'8 marzo, nell'Italia del dopoguerra, non era pensato per fare gli auguri.

L'UDI — l'Unione Donne Italiane, nata per promuovere i diritti delle donne — diffondeva volantini e il giornale Noi Donne, e fu attraverso quei canali che la mimosa si affermò come simbolo dal 1946. Le prime immagini della giornata, quindi, erano immagini di mobilitazione: la festa nasceva come memoria e protesta, legata agli eventi di New York del primo Novecento, allo sciopero delle operaie tessili e a quello russo del «pane e pace» dell'8 marzo 1917.

Che cosa raffigurano le cartoline

Il soggetto dominante è il fiore, e la ragione è pratica prima che simbolica: la mimosa fiorisce fra fine febbraio e inizio marzo, si trova in tutta Italia e non costa quasi nulla.

Sulle cartoline compare in due forme ricorrenti:

Accanto al fiore si trova spesso una frase d'autore — nelle raccolte compare per esempio una citazione di Oscar Wilde — oppure una dedica scritta a mano.

Le formule scritte

Le frasi che accompagnano le immagini sono poche e ripetute, e si dividono per destinatario.

Le formule neutre sono le più comuni: «Buon 8 marzo», «Buona Festa della Donna», «Tanti auguri di felice 8 marzo!», «Auguri a tutte le Donne». In inglese circola «Happy Women's Day».

C'è poi la formula fra donne, che dichiara la solidarietà invece dell'augurio generico: «Da donna a donna, auguri gialli e profumati».

E ci sono le versioni per la persona amata, in cui il partner accompagna il «Buon 8 marzo» con una dedica personale.

Dalla carta allo schermo

Oggi la cartolina dell'8 marzo esiste in tre forme che convivono.

La formula standard resta quella: una mimosa e la scritta «Buona Festa della Donna», con l'anno che cambia ogni volta.

Un simbolo che si mangia

Accanto al fiore, l'8 marzo italiano ha prodotto anche un dolce che ne copia l'aspetto.

La torta mimosa nacque negli anni Cinquanta a Rieti, nel Lazio, ed è legata alla Festa della donna: i cubetti di pan di Spagna sulla superficie imitano i fiori gialli.

Perché solo in Italia

Chi cerca cartoline straniere dell'8 marzo trova immagini diverse, e il motivo è che il fiore non fa parte della ricorrenza internazionale.

L'8 marzo è celebrato in molti Paesi come Giornata internazionale della donna; nel 1975 l'ONU invitò gli Stati a scegliere un giorno comune e nel 1977 la data divenne Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e per la pace internazionale.

La mimosa, però, è una scelta italiana del 1946, e la tradizione di regalarla resta unica nel panorama della festa. All'inizio erano gli uomini a regalarla alle donne; oggi anche le donne se la scambiano fra loro.

Domande frequenti

Che cosa c'è raffigurato sulle cartoline dell'8 marzo?

Quasi sempre la mimosa, in rametto o in mazzo, accompagnata da una formula d'auguri o da una citazione. È il simbolo scelto in Italia nel 1946.

Quali sono le frasi più usate?

«Buon 8 marzo», «Buona Festa della Donna», «Auguri a tutte le Donne», «Tanti auguri di felice 8 marzo!» e, in inglese, «Happy Women's Day».

Perché le cartoline straniere non hanno la mimosa?

Perché il fiore è una tradizione solo italiana: la giornata è internazionale e riconosciuta dall'ONU, ma il simbolo floreale nasce dalla scelta dell'UDI nel 1946.

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