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«Mamma» di Beniamino Gigli: la storia della canzone italiana più famosa sulle madri
«Mamma» è la canzone italiana sulle madri che ha fatto il giro del mondo: nata per un film del 1941 dimenticato quasi subito, cantata da Beniamino Gigli, ripresa poi da Pavarotti e da Connie Francis. Sulla sua paternità, però, esiste una contestazione mai chiusa.
E il primo a cantarla potrebbe non essere stato Gigli.
La versione ufficiale
La canzone è di Cesare Andrea Bixio (musica) e Bixio Cherubini (testo), e nasce per la colonna sonora del film Mamma diretto da Guido Brignone, uscito nel 1941.
Nel film Beniamino Gigli interpreta il protagonista — non la figura materna, che è affidata a Emma Grammatica.
Il film fu presto dimenticato; la canzone no.
La composizione è del 1939. C'è una sfasatura: quando esce il film, in Italia la ricorrenza dedicata alle madri non esiste ancora — arriverà a metà degli anni Cinquanta. La canzone è diventata popolare prima del giorno a cui oggi la si associa.
La contestazione sulla paternità
La paternità della canzone è stata contestata, e la contestazione ha nomi, date e luoghi.
Secondo questo racconto, il 2 febbraio 1933 Beniamino Gigli ricevette nella propria casa Torricelli ed Eugenio Carboni, che gli portarono uno spartito nuovo: era quello di Mamma. Gigli lo lesse, lo cantò e ne restò molto colpito.
Il maestro Torricelli rivendicò la musica, e attribuì le parole alla poetessa Michelangeli di Porto Recanati. A sostegno portò due esecuzioni anteriori:
- 20 novembre 1933 — Mamma diretta da Torricelli alla Sala Bossi di Parma, con il baritono Eugenio Perna;
- 29 aprile 1939 — una nuova esecuzione al Teatro del Dopolavoro.
Solo in seguito il brano venne registrato a nome di Bixio e Cherubini.
La contestazione non ha mai avuto un esito.
La guerra, e le parole che rimasero
Il successo della canzone si lega a un momento preciso. Mamma risuonò nelle trincee sui fronti di Grecia-Albania, Africa e Russia.
Le parole dell'incipit — «Mamma, son tanto felice perché ritorno da te» — e la promessa che segue divennero il simbolo delle madri in attesa dei figli dal fronte della Seconda guerra mondiale.
Il giro del mondo
Da lì in avanti la canzone esce dall'Italia, e il percorso è documentato anno per anno.
- 1946 — testi inglesi scritti da Harold Barlow e Phil Brito; la registrazione di Brito fa scalpore nel maggio di quell'anno.
- 1955 — successo di David Whitfield; nello stesso anno il brano entra nell'album Récital au Carnegie Hall, pubblicato in Francia per La Voix de son Maître (numero di catalogo FALP 30216).
- 1959 — la versione di Connie Francis, arrangiata e diretta da Tony Osborne: secondo posto nel Regno Unito e ottavo nella Billboard Hot 100.
- 1967 — Heintje Simons la registra in tedesco, olandese e inglese, con testi tedeschi di Bruno Balz.
- 1976 — la versione francese di Dalida.
I testi britannici sono diversi da quelli americani.
Chi altro l'ha cantata
L'elenco delle esecuzioni notevoli attraversa mezzo secolo di canzone italiana: Carlo Buti, Claudio Villa, Luciano Tajoli, Nunzio Gallo, e più tardi Luciano Pavarotti.
Curiosità in pillole
- Il film che le diede origine è ricordato oggi soprattutto per la canzone.
- Nella pellicola Gigli fa il figlio, non il padre né la madre: la parte materna è di Emma Grammatica.
- La stessa canzone ha almeno tre testi diversi in inglese, americano, britannico e tedesco.
Domande frequenti
Chi ha scritto «Mamma»?
Cesare Andrea Bixio per la musica e Bixio Cherubini per il testo. La paternità fu però contestata dal maestro Torricelli, che rivendicò la musica e attribuì le parole alla poetessa Michelangeli di Porto Recanati, portando a prova esecuzioni del 1933.
Di che anno è?
Il 1939. Il film omonimo è del 1941.
Chi l'ha resa famosa nel mondo?
Beniamino Gigli in Italia; all'estero Phil Brito nel 1946, David Whitfield nel 1955 e Connie Francis nel 1959, che arrivò seconda in Gran Bretagna e ottava negli Stati Uniti.