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Da quando a scuola si fanno i lavoretti per la mamma: la prima volta nel 1952
I lavoretti per la mamma nascono con la festa stessa: la prima celebrazione italiana si tenne in una scuola femminile di Brescia nel 1952, e già allora le allieve prepararono un piccolo dono da consegnare insieme a una rosa. Cento mamme lo ricevettero, e l'abitudine non si è più interrotta.
L'idea venne alla direttrice.
Chi ebbe l'idea
Emma Lubian Missiaia dirigeva la scuola femminile «Angela Contini» di via Trieste, a Brescia.
Voleva celebrare le mamme italiane come si faceva già in molti altri Paesi — in Germania, per esempio, la festa si celebrava dal 1923 — e presentò l'iniziativa anche come una verifica di come le madri italiane avrebbero risposto.
Aveva origini tedesche e festeggiava la ricorrenza da sempre.
La prima celebrazione
La prima festa si tenne solo dentro la scuola, e questo è il punto che spiega tutto il resto: nasce in un istituto scolastico, non in un contesto religioso.
Cento mamme delle allieve dell'istituto Contini ricevettero una rosa e un piccolo dono preparato dalle scolare. I fiori li acquistava la direttrice stessa, sulla riviera ligure, in provincia di Imperia.
La data è il maggio 1952.
L'appoggio del Comune
L'iniziativa non restò isolata dentro le mura scolastiche. Il Comune di Brescia la sostenne, e il sindaco Bruno Boni diede alla direttrice un appoggio concreto.
Da lì l'idea bresciana si diffuse in tutta Italia. Il senatore e sindaco Raoul Zaccari apprezzò l'iniziativa prima di presentare un disegno di legge per renderla ufficiale — un passaggio del 1958.
Che cosa c'era già nel 1952
Gli elementi presenti fin dalla prima edizione sono gli stessi di oggi:
- la scuola come luogo della festa;
- i fiori, e in particolare la rosa;
- il lavoretto preparato dalle allieve;
- il dono consegnato alla propria madre.
La tradizione dei lavoretti scolastici, quindi, non si è aggiunta dopo: era nel progetto originario.
Che cosa è rimasto
Un resoconto giornalistico osserva che la tradizione scolastica dei lavoretti è sopravvissuta fino a oggi, e la collega direttamente all'idea bresciana del 1952.
Nella scuola primaria si continuano a preparare lavoretti e biglietti: vasi di terracotta decorati dai bambini, collane di pasta colorata infilata su filo di cotone, biglietti con fiori di carta in rilievo e una frase dedicata alla mamma scritta a mano.
Perché è nata così
La festa italiana non arriva da una liturgia né da una legge, ma da una scuola: è questo che spiega la forma che ha ancora oggi.
Dove una ricorrenza religiosa avrebbe portato una funzione e una processione, e una ricorrenza commerciale un acquisto, la festa bresciana porta un oggetto fatto a mano da chi la celebra. Il dono non si compra: si prepara in classe nei giorni precedenti, e questo lo lega al calendario scolastico più che a quello civile.
La data, e come è cambiata
Per i primi decenni la ricorrenza rimase fissata all'8 maggio, data collegata alla Madonna del Rosario di Pompei.
Dal 2001 la festa è passata per consuetudine alla seconda domenica di maggio, che è la data di oggi.
Domande frequenti
Da quando si fanno i lavoretti per la mamma a scuola?
Dalla prima celebrazione italiana, nel 1952, alla scuola femminile «Angela Contini» di Brescia: le allieve prepararono un piccolo dono da consegnare insieme a una rosa.
Chi organizzò la prima festa della mamma?
Emma Lubian Missiaia, direttrice dell'istituto, con l'appoggio del Comune di Brescia e del sindaco Bruno Boni.
Quante mamme parteciparono?
Cento, tutte madri delle allieve dell'istituto: la festa restò inizialmente interna alla scuola.
La data è sempre stata la seconda domenica di maggio?
No. Per i primi decenni la festa cadeva l'8 maggio; dal 2001 è passata per consuetudine alla seconda domenica del mese.