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Festa della Mamma · Poesie e filastrocche

Le poesie per la mamma che si possono copiare per intero, e quelle no

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Una poesia si può copiare per intero quando sono passati settant'anni dalla morte di chi l'ha scritta. Prima di quel termine il testo è protetto, anche se lo si trova gratis su un sito. È l'unico criterio che conta, e non dipende da dove la poesia è stata trovata.

Per la festa della mamma questo divide in due il repertorio che gira in rete: le poesie dell'Ottocento e del primo Novecento si possono usare liberamente, quelle degli autori contemporanei no.

Poesie liberePoesie protette
quandol'autore è morto da più di settant'annil'autore è vivo, o è morto da meno di settant'anni
si può copiare il testo intero?no
si può stampare per la classe?solo con l'autorizzazione di chi la detiene
si può mettere online?no, nemmeno una parte
si può cambiare o tradurre?no
esempi per la festa della mammaAda Negri, Edgar Allan PoeAlda Merini, Gianni Rodari, le poesie dei siti per bambini

Quali si possono copiare per intero

Sono le poesie il cui autore è morto prima del 1956. Il conto si fa sull'anno di morte, non su quello di pubblicazione, e il passaggio avviene sempre il 1° gennaio: è la data che nel diritto d'autore viene chiamata public domain date.

Per il tema della madre la poetessa italiana più usata è Ada Negri, morta nel 1945: le sue poesie sono libere dal 2016. Nella raccolta d'esordio Fatalità, del 1895, c'è «Madre operaia», che racconta la madre che lavora e si consuma per la famiglia; ed è sua anche «La mamma», quella che comincia dicendo che la mamma non è più giovane e ha già molti capelli grigi, ma la voce le è rimasta da ragazza.

Fuori dall'Italia il caso più citato è «To My Mother» di Edgar Allan Poe, che le raccolte americane per la festa della mamma indicano esplicitamente come opera di pubblico dominio.

Un dettaglio che salva parecchi errori: se la poesia ha più di un autore — succede con le traduzioni e con i testi musicati — i settant'anni si contano dalla morte dell'ultimo di loro. Basta un curatore morto di recente perché il testo sia ancora protetto.

Quali no, anche se le trovi online

Qui sta l'equivoco che porta la gente a sbagliare in buona fede: la pubblicazione sul web non rende una poesia di pubblico dominio. La protezione del diritto d'autore nasce insieme all'opera, in automatico, senza bisogno che nessuno la registri o scriva «tutti i diritti riservati» da qualche parte.

Quindi restano protette:

Vale anche per gli usi che sembrano innocui. Trasformare una poesia trovata online in un video e caricarlo su un canale è uno degli atti che la legge vieta espressamente, esattamente come la trascrizione e la recitazione in pubblico.

Che cosa si rischia

La legge italiana punisce la riproduzione, la trascrizione e la recitazione in pubblico di un'opera protetta fatte senza averne diritto, e comprende fra gli atti vietati anche il metterla online, in tutto o in parte. La sanzione prevista va da 51 a 2.065 euro.

In pratica il rischio per un genitore che scrive una poesia su un biglietto è nullo; diventa concreto quando il testo viene ripubblicato, cioè messo su un sito, su un canale video o dentro un materiale che si distribuisce.

Che cosa si può fare comunque

Una poesia protetta non è una poesia vietata: cambia che cosa se ne può fare.

I nomi che si incontrano di più, e come stanno messi

Chi cerca una poesia per la mamma incontra sempre gli stessi autori. Questa è la loro posizione, calcolata sull'anno di morte:

autoreannipoesia più cercatasi può copiare?
Ada Negri1870-1945«Madre operaia», «La mamma»sì, dal 2016
Elizabeth Akers Allen1832-1911«Rock Me to Sleep», del 1859
Edgar Allan Poe1809-1849«To My Mother»
Napoleone Bonaparte1769-1821la frase sull'avvenire dei figli
Gianni Rodari1920-1980le filastrocche per la mammano, fino al 2051
Alda Merini1931-2009«Madre diffusa come l'ape e il miele»no, fino al 2080
Maya Angelou1928-2014«The Mothering Blackness»no, fino al 2085

Due righe meritano un'occhiata in più.

Alda Merini è la poetessa italiana più citata nelle raccolte di frasi per la festa della mamma, e il verso «Madre diffusa come l'ape e il miele» compare in decine di pagine. È morta nel 2009: quel testo resta protetto per altri cinquant'anni abbondanti, e le pagine che lo riportano per intero lo fanno senza averne diritto.

Napoleone invece si può citare senza pensieri, e la frase che gli viene attribuita — l'avvenire di un bambino è l'opera di sua madre — è di quelle che stanno bene su un biglietto.

Se serve per la scuola

Nelle classi la poesia per la mamma non si legge soltanto: si impara a memoria, e la memorizzazione viene proposta dalle maestre come esercizio che allarga il lessico dei bambini. Da qui vengono tre accorgimenti pratici.

Attenzione al paese: le regole non sono le stesse ovunque

Il termine dei settant'anni è italiano, e i siti da cui si copiano le poesie spesso non lo sono. Le regole del diritto d'autore cambiano da paese a paese, e una poesia libera altrove può essere ancora protetta qui.

Negli Stati Uniti il criterio principale non è la morte dell'autore ma la data di pubblicazione: le opere uscite prima di una certa soglia sono di pubblico dominio a prescindere. È il caso di Mother poems for Mothers' Day, la raccolta di Clara Ellen Cooper Burton pubblicata nel 1923, che la Library of Congress dichiara libera da usare e riusare; o di Mother di Luis G. Dato, dalla raccolta Manila: A Collection of Verse del 1926. In Canada il termine è stato a lungo di cinquant'anni dalla morte, non settanta.

Il modo più prudente di regolarsi è quello che adotta Wikimedia Commons per accettare un testo: deve essere fuori copyright sia nel paese d'origine sia negli Stati Uniti. Se una poesia soddisfa tutti e due i criteri, è al sicuro dappertutto.

Che cosa si può fare con una poesia libera

Quando una poesia è di pubblico dominio non si può soltanto copiarla. Si può ripubblicarla, anche a stampa; adattarla e farne una versione nuova; tradurla; digitalizzarla; e recitarla in pubblico, che per una festa di classe è il punto che conta di più. Non serve chiedere il permesso a nessuno e non si deve nulla a nessuno.

Un'idea pratica che i siti per maestre suggeriscono e che con un testo libero si può fare senza pensieri: la poesia si stampa, si arrotola e si lega con un nastrino. Diventa il regalo, invece che il biglietto dentro il regalo.

Come si verifica una poesia in tre passi

1. Cerca il nome dell'autore. Se la pagina non lo dà, la poesia non è per questo libera: è solo una pagina fatta male. 2. Cerca l'anno di morte. Se è prima del 1956, il testo è libero. Se l'autore è vivo, è protetto. 3. Controlla se ci sono più autori — traduttore, curatore, chi ha musicato il testo. I settant'anni partono dall'ultimo.

Domande frequenti

Dopo quanti anni una poesia diventa di pubblico dominio in Italia?

In Italia una poesia diventa di pubblico dominio settant'anni dopo la morte dell'autore. Se gli autori sono più di uno, il termine si conta dalla morte dell'ultimo di loro.

Le poesie che trovo gratis su internet si possono copiare?

No. La pubblicazione su internet non rende una poesia di pubblico dominio: la protezione nasce con l'opera stessa e resta finché non passano i settant'anni dalla morte dell'autore.

Posso stampare una poesia per i bambini della classe?

Se la poesia è di pubblico dominio, sì. Se è protetta, serve l'autorizzazione: molti siti che offrono poesie per la scuola chiedono di mantenere il nome dell'autore e la dicitura di copyright anche sulle copie stampate.

Quali poesie per la mamma sono sicuramente libere?

Quelle degli autori morti prima del 1956. Per il tema della madre le più usate sono le poesie di Ada Negri, morta nel 1945, fra cui «Madre operaia» e «La mamma».

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