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Beato Bertrando a Fontaniva 2027 - La benedizione dei trattori e il pellegrino tedesco

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 27 febbraio al 2 marzo 2026
Dove Area dietro il Municipio, Fontaniva

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 30/08/2026.

La Sagra del Beato Bertrando si tiene a Fontaniva, in provincia di Padova, la prima domenica di marzo; al Beato sono dedicate due sagre annuali, la prima domenica di marzo e la terza domenica di ottobre. Oltre alle giostre, alle bancarelle e agli artisti di strada, la festa ha un tratto suo: l'esposizione dei trattori con la benedizione in Piazza Umberto I e la sfilata delle macchine agricole per le vie del paese con il Gruppo Trattoristi Fontanivesi, e davanti al Duomo si trova il «Pellegrino», il dolce del Beato Bertrando. Bertrando d'Orenga era un pellegrino tedesco: il paese di Fontaniva lo elesse patrono, la chiesa ne approvò il culto e ne fissò la festa il 1º marzo, e le sue reliquie sono venerate da oltre 600 anni.

Un pellegrino diretto a Roma

La storia che Fontaniva celebra comincia lontano. Bertrando d'Orenga era un pellegrino tedesco, e secondo il racconto agiografico sarebbe nato nella seconda metà del XII secolo, probabilmente in Pomerania, regione dell'alta Germania orientale, da un'antica e nobile famiglia — anche se, avvertono le fonti, non esistono notizie storiche in merito a quella famiglia.

Trasportato dallo spirito cavalleresco dei tempi, sotto l'ispirazione di Dio, avrebbe rinunciato a tutti i suoi beni e, vestendo abiti da pellegrino, avrebbe lasciato il suo castello per intraprendere un lungo viaggio, per dar prova della sua carità verso il prossimo. La meta era Roma.

Il viaggio si fermò qui. Arrivato a Fontaniva, fu accolto dai valvassori del luogo, Baldo de Carini e tre suoi fratelli, e si trattenne qualche mese, durante l'inverno. Poi riprese il cammino: arrivato alla Pieve di San Donato, nei pressi di Cittadella, avvertì un malore, si sedette sul sagrato di una chiesa sopra un sasso e ordinò al fanciullo che l'accompagnava di cercare un sacerdote. Passava di lì un abate, zio dei valvassori di Fontaniva, e il fanciullo lo supplicò di recarsi dal pellegrino per accoglierne la confessione. Confessato, Bertrando morì. Era il 1º marzo, secondo la tradizione agiografica del 1220.

Ottant'anni per una chiesa

Il corpo fu sepolto a Fontaniva, e da lì cominciò la devozione. Gli abitanti, che lo consideravano santo, ottennero molte grazie dopo averlo invocato; il paese lo elesse patrono, la chiesa ne approvò il culto e ne fissò la festa il 1º marzo.

Quanto fosse forte quella devozione lo dice il calendario delle pietre. Bertrando morì in odore di santità con grande venerazione da parte dei fontanivesi, che gli intitolarono la chiesa del paese nel giro di due generazioni: il Duomo è stato intitolato al Beato già dal 1262, quarantadue anni dopo la sua morte, e la chiesa ancora oggi si chiama «Santa Maria e del Beato Bertrando». Nel 1423 il suo corpo fu traslato dal cimitero e posto in un'urna inserita in un enorme sarcofago di pietra, che divenne l'altare della chiesa — lo stesso che oggi è l'altare della cappella invernale del Duomo.

Il nome si è infilato dappertutto: affreschi murali, pale d'altare, capitelli e statue, santini con preghiere, una via di Fontaniva e una di Cittadella, la farmacia comunale e una ditta di trasporti. Sul Beato è stato scritto un libro nel 1943 e gli è stata dedicata una tesi di laurea nel 1976, e la sua figura è stata studiata da storici dell'Ottocento e del Novecento; la prima descrizione risale a Giovanni da Nono, ai primi del Trecento. E c'è un dettaglio che dice tutto: «Nella zona di Fontaniva e San Giorgio in Bosco, fino a 60 anni fa, moltissimi di secondo nome si chiamavano Bertrando».

Le ossa che il DNA ha smentito

Nell'ambito del Giubileo dedicato al Beato — il terzo, dopo quelli indetti nel 1821 e nel 1921 per il sesto e settimo centenario — le reliquie custodite nell'altare del Duomo sono state traslate e analizzate. Il risultato ha stravolto secoli di devozione popolare: le analisi del DNA e la tecnica del carbonio 14 hanno stabilito che quelle ossa sono di un'epoca precedente, databile fra il 1030 e il 1170, e che appartengono a due donne.

Le reliquie sono costituite dall'intero scheletro di una donna e dal calcagno di un'altra, e apparterrebbero a due donne della ricca famiglia medievale dei Da Fontaniva. Lo scambio potrebbe risalire al momento della traslazione: i resti erano stati prelevati nel 1423 dalla prima tomba dal parroco tedesco Teodrico del fu Gerlach di Grunenberg e dal suo cappellano Giovanni, alla presenza — e con l'autorizzazione — del signor Marco del fu Bartolomeo da Fontaniva, probabilmente titolare della tomba da cui vennero prese. Secondo gli esperti le reliquie autentiche potrebbero trovarsi proprio nella tomba della famiglia Da Fontaniva, in un'altra parte del Duomo.

Lo studio ha anche confermato una cosa: la cassa di legno in cui furono traslate è di un periodo che va dal 1330 al 1370, e quindi l'urna di legno presente in chiesa è quella originale. La devozione, in paese, non è cambiata: il Beato contrassegna la cultura, l'identità e molte iniziative di Fontaniva.

I trattori benedetti in Piazza Umberto I

La festa si tiene dietro il Municipio, nel parcheggio di fronte alla Polizia locale, in via degli Alpini, e dura quattro giorni; la promuovono il Comune di Fontaniva e la Parrocchia insieme alle associazioni del territorio. Al Beato sono dedicate due sagre annuali: la prima domenica di marzo e la terza domenica di ottobre.

Il momento che distingue questa sagra da tutte le altre riguarda le macchine agricole. C'è l'esposizione dei trattori con la benedizione in Piazza Umberto I, e poi la sfilata dei trattori per le vie del paese con il Gruppo Trattoristi Fontanivesi: una processione fatta di mezzi da campo, in un paese che al pellegrino ha dedicato perfino i nomi di battesimo.

Il resto del programma tiene insieme la parrocchia e la piazza: la Santa messa nel Duomo, seguita dalla sfilata della banda di Fontaniva verso il tendone, e poi la Festa del volontariato, la pesca di beneficenza, le serate di ballo liscio, il grande tendone gastronomico con le specialità del territorio, le giostre, gli artisti di strada, l'angolo della salute, le serate giovani e il tradizionale pranzo comunitario. Bancarelle, hobbisti, creativi, espositori, prodotti a chilometro zero e associazioni occupano Via Roma e lo spazio dietro il Municipio.

E c'è anche un dolce che porta il nome giusto: il «Pellegrino», il Dolce del Beato Bertrando, che si trova davanti al Duomo.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Fontaniva è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Fontaniva a un passo dal centro, 400 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Bassano Ovest, e da lì restano 14 chilometri e 17 minuti.

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