Festa dei Santi Patroni Vittore e Corona a Castelfidardo 2027 - Raduno di vetture Lancia e folclore argentino
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.castelfidardo.an.it, letta il 19/09/2026.
La festa dei santi patroni Vittore e Corona si celebra il 14 maggio a Castelfidardo, in provincia di Ancona. Nel pomeriggio la processione porta per le vie del centro il reliquiario e la statua di San Vittore, accompagnata dal complesso filarmonico Città di Castelfidardo, e in piazza della Repubblica l'Arcivescovo benedice la città; poi il Sindaco accende la lampada della pace con la fiamma del cero pasquale. Nella stessa giornata l'Amministrazione Comunale organizza la fiera lungo il centro storico e il conferimento delle civiche benemerenze al Salone degli Stemmi.
Si comincia con le automobili
Il programma prende forma già nei giorni che precedono, con il raduno nazionale delle vetture Lancia dotate di motore boxer con trazione anteriore (modelli Flavia, 2000, Gamma e una produzione del marchio Lancia dal 1961 al 1984) a cura del Boxer Lancia club, che fa tappa a Porta Marina.
Il giorno dopo tocca allo strumento che ha reso nota la città: nella mattinata si svolge la giornata del made in Italy che valorizza la tradizione artigianale della fisarmonica, con esperienze didattiche e musicali per studenti. La sera, al teatro Astra, va in scena «L'alba dentro l'imbrunire», un viaggio musicale nell'arte di Franco Battiato con finalità benefiche a favore di tre associazioni del territorio: Aido, Avis e Croce Verde.
Si inaugura poi la tradizionale mostra-mercato del libro per ragazzi, aperta per alcuni giorni in Auditorium San Francesco, per impulso dell'I.C. Mazzini in collaborazione con la libreria Aleph e gli altri istituti scolastici.
Il 14 maggio, fra piazza e Salone degli Stemmi
Il giorno dei patroni tiene insieme due calendari che si incrociano.
Gli eventi civili organizzati dall'Amministrazione Comunale vivono il loro apice il 14 maggio con la fiera lungo il centro storico e il conferimento delle civiche benemerenze al Salone degli Stemmi.
Poi la città si riempie di musica e di ballo: una giornata intensa, animata anche dallo spettacolo di folclore argentino in piazza della Repubblica e dallo spettacolo serale in piazza di Alessandro Lunardi con il suo Nek tribute. A chiudere, l'estrazione della lotteria di San Vittore.
La festa intesse note musicali, istituzionali e spirituali per consolidare il senso comunitario, e quelli che si rinnovano il 14 maggio sono riti che vanno al di là della ripetitività, intercettando l'anelito di unità, svago e armonia in un periodo storico dilaniato da sin troppi conflitti.
La processione per cinque vie
Il calendario della Chiesa Collegiata prevede la processione, la Santa Messa delle quattro parrocchie presieduta dal Vescovo Spina, che riaccende la lampada della pace, dopo il fioretto nella parrocchia Collegiata Santo Stefano.
La processione dei santi patroni per le vie Marconi, Soprani, Matteotti, Don Minzoni, XVIII Settembre è stata animata dal complesso filarmonico Città di Castelfidardo, con la statua di San Vittore portata dalla Confraternita del Santissimo Sacramento di Castelfidardo. Dietro il reliquiario camminano i fedeli, il sindaco Roberto Ascani, il presidente del Consiglio regionale delle Marche Dino Latini e le altre Autorità civili e militari; davanti alla statua l'arcivescovo Angelo Spina e il parroco della Collegiata don Giuseppe Ricotti.
Il corteo ha un punto d'arrivo preciso: pregando e cantando, i fedeli hanno raggiunto piazza della Repubblica, dove Mons. Angelo Spina ha recitato la preghiera ai santi patroni e ha benedetto la città con il reliquiario, contenente la reliquia di San Vittore.
La lampada che il sindaco accende
Il gesto che chiude la giornata passa di mano, dal vescovo al sindaco.
In chiesa l'Arcivescovo ha acceso dal cero pasquale la candela che ha consegnato al sindaco per accendere la lampada della pace. «Con la fiamma del cero, che simboleggia Cristo Risorto che è la luce e ha vinto le tenebre, abbiamo poi acceso la lampada per la pace, e abbiamo chiesto alla Madonna il dono della pace per il mondo».
A Castelfidardo, come è tradizione consolidata, in occasione della festa dei santi patroni Vittore e Corona, il Sindaco ha acceso la lampada della pace.
Un legionario e la moglie di un commilitone
I due patroni sono una coppia di martiri del II secolo, e il racconto del loro martirio è brutale.
Vittore e Corona, detta anche Incoronata o, in greco, Stephania, sono stati due cristiani che subirono il martirio nel II secolo in Siria, e sono ricordati nel Martirologio romano il 14 maggio.
Vittore era un legionario cristiano proveniente dalla Cilicia (regione dell'antica Asia Minore), di stanza in Egitto ai tempi dell'imperatore romano Marco Aurelio. Altre tradizioni lo dicono originario di Ocriculum, l'odierna Otricoli, oppure romano o di Feltre. Denunciato al tribunale del prefetto romano Sebastiano, fu condannato a morte dopo torture che la tradizione elenca una per una: gli furono spezzate tutte le giunture del corpo, fu lasciato tre giorni in una fornace ardente, avvelenato due volte nel cibo, scorticato vivo.
Corona sarebbe stata invece la moglie non ancora sedicenne di un compagno d'armi di Vittore; vedendolo resistere ai supplizi lo incoraggiò dicendogli di vedere due corone scendere dal cielo, una per lui e l'altra per sé. Per questo fu arrestata e legata per i piedi alla cima di due palme piegate che, raddrizzandosi, ne causarono lo squartamento; Vittore fu decapitato, e secondo la tradizione dalla ferita sarebbe sgorgato sangue mescolato a latte, con molti dei presenti che si convertirono alla vista del miracolo.
Le reliquie sbarcate a Numana
I corpi dei santi Vittore e Corona sarebbero stati sbarcati al porto di Numana, nelle Marche, pochi anni dopo il loro martirio, assieme al corpo di san Filippo.
Poi hanno cambiato più volte posto: nel 1193 i resti furono traslati nella vicina città di Osimo, dopo aver brevemente sostato a Castelfidardo, dove viene custodito un braccio. Da allora i due martiri sono stati i patroni di Osimo, almeno fino al 1967, quando nuovo patrono della città divenne san Giuseppe da Copertino. Nascoste per terrore di una profanazione saracena, le reliquie furono riesumate solo nel 1432, e nel 1662 il vescovo Antonio Bichi fece una ricognizione nei sarcofagi posti nella cripta del duomo di Osimo.
Il vescovo Gentile di Osimo distrusse il tempio di San Vittore e asportò le reliquie dei santi martiri Vittore e Corona, e la cronaca del canonico Baldi dice che gli osimani vennero «con forte nerbo di soldatesche a quel tempio», e che «non senza spargimento di molto sangue» i fidardeschi contesero a viva forza d'armi il sacrilego attentato.
L'altare nella cripta
L'altare è dedicato ai Santi Patroni della città di Castelfidardo: Vittore e Corona, e custodisce la Memoria sia nella pietra della mensa sia nel reliquiario posto sotto l'altare il 14 maggio 2001. Sulla sinistra sta la statua di San Vittore, martire a Damasco nel 178.
La scelta viene da un anno santo: Castelfidardo ha eletto i due martiri celesti patroni e nel Giubileo del 2000 ha dedicato loro l'altare nella cripta della Collegiata.
Quindici giorni di fiera, e un torneo perduto
Al patrono san Vittore era pure dedicata una grande fiera, della durata anche di quindici giorni a seconda dei periodi storici, fissata a ridosso del 14 maggio.
E c'era dell'altro: ai festeggiamenti di san Vittore era legata la tradizione del carro e della Lizza del Moro (torneo cavalleresco), entrambe tradizioni finite con l'avvento napoleonico.
La contrada dove sorgeva cambiò nome in San Vittore quando vi fu costruito il tempio, affidato ai monaci benedettini di stanza all'Abbadia di Osimo. Oggi i due martiri sono patroni di Otricoli, Feltre, Castelfidardo, Rivalta di Torino, Castelminio di Resana, Canepina, Monte Romano, Vallerano e della diocesi di Belluno-Feltre.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Castelfidardo per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Osimo-Castelfidardo, a 6,5 chilometri da Castelfidardo, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Villa Musone ha davanti un percorso di 8,5 chilometri che in 11 minuti porta a destinazione.
Altre feste in provincia di Ancona
Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.
- Palio dell'Acqua a Castelfidardo — agosto
- San Michele a Filottrano — maggio
- Sant'Eleuterio a Cupramontana — maggio