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Fiera di San Settimio a Jesi con oltre 600 bancarelle 2026

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
22 settembre 2026

Fonte: beweb.chiesacattolica.it, letta il 19/09/2026.

Le Fiere di San Settimio si tengono a Jesi, in provincia di Ancona, dal 22 al 25 settembre. Il 22 è la festa del patrono della città, e nei tre giorni successivi si svolgono le cosiddette Tre Fiere, con oltre 600 bancarelle fra ambulanti ed espositori provenienti da tutta Italia, nel centro storico e nelle aree adiacenti alle mura medievali. La manifestazione apre l'autunno jesino dal 1304.

Oltre 600 bancarelle dal 1304

Dal 1304 l'autunno a Jesi comincia con le Fiere di San Settimio, uno degli eventi più attesi delle Marche. La manifestazione presenta oltre 600 bancarelle fra ambulanti ed espositori provenienti da tutta Italia, con merci di ogni genere e prodotti tipici di qualità, e richiama decine di migliaia di visitatori.

Non si tratta di una fiera sola, ma di tre. La festa del patrono cade il 22 settembre, e i tre giorni successivi vedono lo svolgimento delle cosiddette Tre Fiere.

Dentro le mura e appena fuori

Le bancarelle occupano il centro storico e le aree adiacenti alle mura medievali: Piazza della Repubblica, Piazza Colocci, Piazzale San Savino e l'ex Pista di Pattinaggio a Porta Valle. Accanto ai banchi ci sono degustazioni di birre artigianali e prodotti senza glutine, spettacoli e attrazioni, con particolare attenzione alle arti, ai mestieri e agli oggetti di ogni genere.

La parte religiosa resta il perno: le celebrazioni comprendono le messe festive e una veglia in onore del santo nella Cattedrale, che è a lui dedicata e ne custodisce le reliquie.

Cinque giorni per sacrificare agli dèi

Settimio di Jesi, nato in Germania, fu nominato primo vescovo di Jesi da papa Marcello I: è il protovescovo della città, e vi fondò la prima cattedrale, dedicata al Santissimo Salvatore. Ma entrò presto in urto con il giudice romano Florenzio, che gli impose di compiere un sacrificio agli dèi entro cinque giorni, secondo l'editto imperiale.

Settimio continuò a operare conversioni e miracoli. Allo scadere del termine fissato dal giudice, il 5 settembre del 307, venne decapitato.

Il corpo ritrovato nel 1469

Il culto di questo santo precede di secoli le prove materiali.

Gli Acta della sua vita furono pubblicati per la prima volta nell'Ufficio proprio stampato nel 1624, e riprodotti integralmente negli Acta Sanctorum nel 1757. Il corpo venne ritrovato solo nel 1469 e quindi traslato in duomo, e nel 1623 gli fu consacrato un primo altare — ma il culto è molto anteriore, perché la cattedrale di Jesi era già intitolata a san Settimio almeno dal 1208.

Anche la data della festa è cambiata: fino al 1623 si celebrava il 5 settembre, giorno del martirio, e venne poi fissata al 22 settembre, che è la data di oggi.

L'imperatore nato sotto un padiglione

La storia di Jesi ha lasciato altri due segni.

Il primo è una nascita illustre: il giorno di santo Stefano del 1194, sotto un grande padiglione appositamente eretto, nacque l'imperatore Federico II.

Il secondo è una festa scomparsa. Per ricordare san Floriano, in età comunale, tutte le genti e i cittadini dei comuni sottomessi si riunivano ogni anno, il 4 maggio, nella piazza principale per rendere omaggio alla città con i propri gonfaloni — detti palli — e festeggiare il patrono. Quella festa si chiamò palio di San Floriano.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Jesi per la Fiera Di San Settimio non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Jesi è a 2,8 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Jesi Centro: da lì bastano 6 minuti di guida (4,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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