Madonna delle Grazie a Massignano 2027 - La gara di 'ngiocchetta con le uova sode dopo la processione
Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.
La festa della Madonna delle Grazie si celebra a Massignano, in provincia di Ascoli Piceno, il martedì dopo Pasqua. A poche centinaia di metri dal centro storico, tanto vicina che ci si arriva a piedi, sta una piccola chiesa campestre dedicata alla Madonna delle Grazie: non è un santuario monumentale e non domina nulla, è un edificio agreste ai margini della campagna picena, e per una giornata all'anno diventa il punto verso cui cammina tutto il paese. La festa tiene insieme due cose che di solito si raccontano separate: la devozione mariana, con le sue statue e i suoi inni, e una fiera popolare con una gara di uova sode.
La chiesetta che un muratore ricostruì
La costruzione della chiesa risale a diversi secoli fa, quando fu eretta in onore della Madonna delle Grazie, venerata dagli abitanti locali per le sue miracolose intercessioni. Il nome con cui la conoscevano i massignanesi, però, per lungo tempo è stato un altro: Madonna di Mario. Mario Di Giacomo era un devoto muratore, e a inizio Novecento l'aveva ricostruita con la collaborazione della comunità massignanese.
È un dettaglio che dice molto di come questi luoghi restino in piedi. La chiesa è antica di secoli, ma il suo nome popolare porta quello di chi le ha rimesso le mani addosso in un'epoca precisa, e non da solo. Il titolo ufficiale e quello d'uso convivono senza contraddirsi.
Il martedì dopo Pasqua, quando arrivava la fiera
La chiesetta ospitava ogni martedì dopo Pasqua una festa religiosa popolare molto conosciuta nei dintorni, e in quell'occasione si svolgeva un'importante fiera. La collocazione nel calendario non è casuale: cade nella settimana pasquale, quando le campagne riprendono e la gente torna a muoversi fra i paesi.
A completare la giornata c'erano quattro cose. Una partecipatissima processione, la benedizione dei nuovi nati, la gara di 'ngiocchetta con le uova sode e, alla fine, i fuochi d'artificio. È una sequenza che tiene insieme il sacro e il gioco senza soluzione di continuità: si porta un bambino appena nato davanti all'altare e poco dopo, sullo stesso prato, ci si sfida a colpi di uova sode.
La processione che parte da San Giacomo Maggiore
Ogni anno, in occasione della festa della Madonna delle Grazie, la chiesa ospita una solenne processione religiosa che attira numerosi fedeli e visitatori. Durante la celebrazione vengono portate in processione le statue della Madonna e di vari santi, mentre i fedeli recitano preghiere e inni sacri in onore della Vergine Maria.
Il corteo parte dal paese e si snoda fino alla chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie: in una delle edizioni documentate la Sacra Immagine è partita dalla chiesa di San Giacomo Maggiore ed è arrivata fino alla chiesetta agreste. La processione con il Simulacro della Madonna è accompagnata dalle suggestive melodie della Banda musicale «Città di Massignano», e giunti alla chiesetta si celebra la Santa Messa all'aperto, animata dalle note della banda.
Le due confraternite, il Rosario e il Suffragio
Dietro a queste processioni, per secoli, ci sono state le confraternite. Quella del santo Rosario di Massignano risulta stabilita nel 1570 e aggregata nel 1617 dal papa Paolo V all'arciconfraternita romana di Santa Maria sopra Minerva. I confratelli vestivano un abito bianco con medaglione al petto, e fra gli arredi avevano il calice argenteo, i candelieri d'ottone, la croce processionale e un Crocifisso tutto d'argento. La festa del santo Rosario si faceva con la Messa cantata e la processione con la statua per le vie, assieme con i confratelli del Santissimo Sacramento e con gran concorso di popolo. Nello stendardo di seta erano dipinti la Madonna del Rosario e il Figlio in braccio che porgevano i rosari a san Domenico e a santa Caterina, tra i cherubini; e vi erano dipinti i santi martiri Gervasio e Protasio, protettori di Massignano. A sera si accendeva il 'focarone' bruciando molte fascine di sarmenti e con spari di tonanti.
L'altra era la confraternita del Suffragio, che invitava i soci alla pratica della Confessione e alla Messa per suffragare i defunti, e che aveva lo statuto approvato dal papa nel novembre 1668. I suoi vestivano un rocchetto nero, la loro veste era azzurra e recavano in mano una candela nel partecipare a tutte le processioni. Nel gonfalone processionale erano dipinti i santi Gervasio e Protasio da una parte e dall'altra le anime del Purgatorio, con san Carlo Borromeo, e in alto la Beata Vergine in gloria.
Un calendario che copriva tutto l'anno
Il Suffragio non si riuniva solo per la sua festa. Nella seconda domenica di ogni mese celebrava le ore liturgiche assieme con i sacerdoti, e i confratelli si riunivano per il solenne funerale, con Messa cantata, in occasione della morte di un confratello e di una consorella. C'era grande partecipazione alla processione il Venerdì santo, e a Pentecoste si teneva il triduo di preghiere per solennizzare la discesa dello Spirito Santo con i salmi e la Messa cantata, e la processione pomeridiana.
Messi in fila, questi appuntamenti disegnano l'anno di un paese piceno prima che le feste diventassero eventi: una scadenza al mese, i grandi passaggi della Pasqua e della Pentecoste, i funerali cantati, e in mezzo quel martedì d'aprile in cui si saliva alla chiesetta di campagna con la banda davanti e le uova sode in tasca.
Come arrivare alla festa
La festa della Madonna delle Grazie a Massignano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Cupramarittima, a 8,1 chilometri da Massignano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Pedaso ha davanti un percorso di 9,9 chilometri, sedici minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Ascoli Piceno
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
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- San Giacomo della Marca a Monteprandone — novembre
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