Fiera di San Martino a Latisana con bancarelle di artigianato e prodotti tipici 2026
Ricorrenza a data fissa.
La Fiera di San Martino si tiene a Latisana, in provincia di Udine, in novembre, per un lungo fine settimana intorno alla ricorrenza dell'11 novembre. La fiera occupa tutto il centro storico con oltre cento bancarelle — artigianato, hobbismo, antiquariato e banchi commerciali — un luna park e gli stand di dolciumi, frittelle e noccioline; in Piazza Indipendenza, al suo centro, si tiene la festa della zucca e del vin novello. Nata come fiera-mercato del bestiame, è organizzata dall'Amministrazione comunale in collaborazione con l'Associazione Pro Latisana.
Cento bancarelle lungo il centro storico
Attorno all'11 novembre Latisana si prende un lungo fine settimana. La fiera occupa tutto il centro storico con oltre cento bancarelle e un luna park, e le vie del paese cambiano faccia per qualche giorno.
Fra i banchi si passeggia scegliendo: c'è l'artigianato e c'è l'hobbismo, ci sono i banchi commerciali e c'è l'antiquariato. Poi gli stand dei dolciumi, delle frittelle e delle noccioline, la pesca di beneficenza, le giostre e le attrazioni dello spettacolo viaggiante. Per i più piccoli si organizzano laboratori e attività, mentre nel programma trovano posto anche gli appuntamenti culturali e il teatro di strada.
A metterla insieme è l'Amministrazione comunale, che organizza la fiera per intero, in collaborazione con l'Associazione Pro Latisana.
Dalla fiera del bestiame ai corredi
La fiera nasce come fiera-mercato del bestiame. Ci si veniva da tutto il territorio circostante, e non soltanto per gli animali: si compravano vestiti per bambini e per adulti, e si compravano i corredi per le spose, perché quello era il periodo in cui si celebravano i matrimoni.
Lungo il corso degli anni la fiera si è adeguata ai cambiamenti commerciali che hanno caratterizzato Latisana, fino ad arrivare alla forma che ha adesso, fatta di banchi e di attrazioni per i ragazzi. Quello che non è cambiato è quanto il paese ci tenga: resta la festa più sentita di Latisana e dei suoi dintorni.
San Martino e i contratti agricoli
Le feste di San Martino derivano dalle antiche fiere-mercato paesane, quelle in cui la popolazione scambiava prodotti e attrezzi agricoli. I contadini festeggiavano la chiusura dell'annata portando in piazza i frutti della terra e gli animali da cortile, e si preparavano ad affrontare l'inverno.
L'11 novembre era il giro di boa dell'annata agraria. Cadeva allora la scadenza dei contratti di mezzadria e d'affitto, e durante i tre giorni dell'estate di San Martino i patti annuali venivano rinnovati. Se il patto si rinnovava, per la famiglia erano lavoro e cibo assicurati; altrimenti bisognava prendere le poche masserizie che si avevano e andare a battere contrade e campagne alla ricerca di un altro proprietario terriero da servire. Alcune famiglie sceglievano invece di trasferirsi in cerca di migliori guadagni. Da quel movimento viene il detto «fare San Martino», che indica il trasloco e il cambio del luogo di lavoro.
Nello stesso periodo finiva la vendemmia, e l'11 novembre si aprivano le botti per il primo assaggio del vino nuovo. Il culto del santo è legato per intero a questo: alle attività agricole, ai frutti della terra, ai riti culinari per propiziare l'abbondanza del cibo.
Il mantello diviso nella bufera di Amiens
Martino di Tours era figlio di un veterano di guerra e da giovane si arruolò nell'esercito romano. Si racconta che nel rigido inverno del 335, mentre tornava verso casa e si trovava ad Amiens, in Gallia, nel mezzo di una bufera incontrasse un mendicante seminudo, rattrappito dal freddo. La leggenda vuole che, mosso a pietà, Martino tagliasse in due la clamide bianca della guardia imperiale e ne desse metà a quell'uomo. Pochi attimi dopo la pioggia smise, il vento si placò e uscì il sole.
Si narra che quella stessa notte Martino vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello militare, e lo udì dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Al risveglio, racconta la leggenda, il mantello era di nuovo integro. Quel mantello venne conservato come reliquia, ed entrò poi nella collezione dei re Merovingi dei Franchi.
Dopo quel sogno Martino si fece cristiano e lasciò l'esercito. Cominciò a viaggiare in lungo e in largo per convertire i pagani, dedicandosi in particolare ai ceti più umili e alla gente di campagna, con cui mantenne sempre uno stretto legame. Nel 371 divenne vescovo di Tours e compì numerosi miracoli. Morì l'8 novembre del 397, ma il funerale fu celebrato l'11 novembre, ed è la sepoltura, non la morte, la data che si ricorda.
In novembre l'autunno si fa più mite e capita di incontrare giornate soleggiate, tanto che il periodo si chiama estate di San Martino: dura tre giorni e poco più, e la mitologia vuole che quella breve interruzione della morsa del freddo si ripeta ogni anno per commemorare il gesto del mantello.
La zucca e il vin novello
Dentro la fiera ce n'è un'altra, più piccola, dedicata ai prodotti dell'autunno. In Piazza Indipendenza, proprio al centro, si tiene la festa della zucca e del vin novello, nata per recuperare le antiche tradizioni contadine e riproporre i sapori che i nonni di Latisana ricordano.
Si degustano piatti a base di zucca, castagne, vin brulé e vino novello che arriva dalle cantine della zona DOC Friuli Latisana. E se il freddo comincia a farsi sentire, sono il rimedio di sempre. Sotto il tendone si possono vedere le zucche più grandi di tutta la festa.
I disegni dei bambini sulla locandina
Ogni anno i bambini e i ragazzi delle scuole di Latisana disegnano che cosa significa per loro questa ricorrenza. Durante i festeggiamenti viene premiato il «Disegno per San Martino», scelto fra tutti.
Quel disegno diventa poi la grafica ufficiale della manifestazione dell'anno successivo. È per questo che la locandina della fiera è diversa ogni volta, e la disegna un bambino del paese.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Latisana è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Latisana - Lignano - Bibione è a 800 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Ronchis: da lì bastano 5 minuti di guida (4,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
- Festa della Zucca a Venzone — ottobre
- San Michele Arcangelo a Cervignano — settembre
- Santi Ermacora e Fortunato ad Udine — luglio