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Perché l'11 novembre era il capodanno dei contadini
L'anno agrario andava dall'11 novembre al 10 novembre successivo, e il giorno di san Martino era il capodanno dei contadini. Si chiudevano i conti di dodici mesi, si rinnovavano o si rompevano i patti, si assaggiava il vino nuovo e si mangiava l'oca.
Per i mezzadri era anche il giorno del giudizio.
Un anno che comincia a novembre
Il calendario dei campi non coincideva con quello civile: l'anno agrario andava dall'11 novembre di un anno al 10 novembre del successivo, e comprendeva il ciclo di usufrutto dei poderi e tutte le attività dell'annata.
L'11 novembre era il momento in cui si chiudevano i conti di dodici mesi e si aprivano le pagine dell'anno seguente. Da qui i nomi con cui la data è conosciuta: capodanno dell'agricoltura, capodanno agrario, capodanno della campagna.
Era anche una giornata religiosa di ringraziamento: si ringraziava per l'anno concluso e si propiziava quello che cominciava.
Il giorno del giudizio
Per chi lavorava la terra di altri, quella data aveva un peso diverso.
A san Martino scadevano i patti agrari, e il proprietario decideva: chi restava sul podere e chi partiva. Il mezzadro non confermato poteva essere sfrattato, e il rito che ne seguiva ha lasciato un'espressione in italiano — «fare san Martino», cioè caricare le poche masserizie sul carro e lasciare casa e terra.
Non ovunque la scadenza cadeva l'11 novembre: a Bologna si dice «fare san Michele», perché lì il contratto scadeva il 29 settembre, festa di san Michele Arcangelo.
La mezzadria dietro la data
Il contratto che regge tutto questo è la mezzadria, che si consolida fra tardo Medioevo ed età moderna.
La storica Maria Ginatempo ne colloca la genesi fra XIII e XV secolo, nell'Italia comunale in piena espansione urbana: nasce come strumento di controllo delle città sulle campagne e come modo per assicurarsi rendite regolari.
Il nucleo più compatto stava fra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna, con diffusione ampia dal Veneto all'Umbria. Il colpo finale arrivò molto tardi: la legge 203 del 1982.
Che cosa c'era prima
La data non è nata con il cristianesimo.
L'11 novembre coincideva con la fine del capodanno celtico, il Samuin, che cadeva nei primi dieci giorni di novembre e durava dodici giorni, nel passaggio dal vecchio al nuovo anno. La festa nasce in Francia, e la Chiesa sovrappose il culto di san Martino a quei riti.
I gesti della giornata sono infatti più antichi della loro istituzionalizzazione cristiana.
Come si festeggiava
Era una delle feste più importanti dell'anno, con cibo e vino in abbondanza — l'ultima abbondanza prima dell'inverno.
- L'oca arrosto era il piatto rituale, e in area anglosassone il Martinmas medievale aveva lo stesso protagonista. L'oca era per il contadino povero una riserva di grassi e proteine.
- Si beveva il vino di san Martino, il primo del raccolto appena fatto: attorno all'11 novembre si svuotavano le botti e si faceva la prima spillatura del vino novello, assaggiato con tutta la famiglia.
- Si mangiavano biscotti e dolci della festa.
In Veneto la giornata teneva insieme le tre cose che contavano: il trasloco, il vino nuovo e l'oca arrosto.
Poi finiva: dal 12 novembre cominciava il periodo di penitenza e digiuno che precedeva il Natale, la Quaresima di san Martino.
Carducci
Il momento è entrato nella poesia italiana con Giosuè Carducci, che a questa giornata ha dedicato San Martino: il borgo, la nebbia, e nelle cantine i tini che ribollono con il vino nuovo.
Domande frequenti
Perché l'11 novembre era il capodanno dei contadini?
Perché l'anno agrario andava dall'11 novembre al 10 novembre successivo: quel giorno si chiudevano i conti dell'annata, scadevano i patti e cominciava il ciclo nuovo.
Che cosa succedeva ai mezzadri?
Il proprietario decideva se rinnovare il contratto. Chi non veniva confermato doveva lasciare podere e casa: è il gesto da cui viene l'espressione «fare san Martino».
La festa è di origine cristiana?
La data coincide con la fine del capodanno celtico, il Samuin, che cadeva nei primi dieci giorni di novembre. Il culto di san Martino si sovrappose a quei riti.
Che cosa si mangiava e beveva?
Oca arrosto e biscotti, con il vino di san Martino, cioè la prima spillatura del vino novello. Dal 12 novembre cominciava invece il digiuno della Quaresima di san Martino.