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San Martino · Storia e origini

Perché l'11 novembre era il capodanno dei contadini

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

L'anno agrario andava dall'11 novembre al 10 novembre successivo, e il giorno di san Martino era il capodanno dei contadini. Si chiudevano i conti di dodici mesi, si rinnovavano o si rompevano i patti, si assaggiava il vino nuovo e si mangiava l'oca.

Per i mezzadri era anche il giorno del giudizio.

Un anno che comincia a novembre

Il calendario dei campi non coincideva con quello civile: l'anno agrario andava dall'11 novembre di un anno al 10 novembre del successivo, e comprendeva il ciclo di usufrutto dei poderi e tutte le attività dell'annata.

L'11 novembre era il momento in cui si chiudevano i conti di dodici mesi e si aprivano le pagine dell'anno seguente. Da qui i nomi con cui la data è conosciuta: capodanno dell'agricoltura, capodanno agrario, capodanno della campagna.

Era anche una giornata religiosa di ringraziamento: si ringraziava per l'anno concluso e si propiziava quello che cominciava.

Il giorno del giudizio

Per chi lavorava la terra di altri, quella data aveva un peso diverso.

A san Martino scadevano i patti agrari, e il proprietario decideva: chi restava sul podere e chi partiva. Il mezzadro non confermato poteva essere sfrattato, e il rito che ne seguiva ha lasciato un'espressione in italiano — «fare san Martino», cioè caricare le poche masserizie sul carro e lasciare casa e terra.

Non ovunque la scadenza cadeva l'11 novembre: a Bologna si dice «fare san Michele», perché lì il contratto scadeva il 29 settembre, festa di san Michele Arcangelo.

La mezzadria dietro la data

Il contratto che regge tutto questo è la mezzadria, che si consolida fra tardo Medioevo ed età moderna.

La storica Maria Ginatempo ne colloca la genesi fra XIII e XV secolo, nell'Italia comunale in piena espansione urbana: nasce come strumento di controllo delle città sulle campagne e come modo per assicurarsi rendite regolari.

Il nucleo più compatto stava fra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna, con diffusione ampia dal Veneto all'Umbria. Il colpo finale arrivò molto tardi: la legge 203 del 1982.

Che cosa c'era prima

La data non è nata con il cristianesimo.

L'11 novembre coincideva con la fine del capodanno celtico, il Samuin, che cadeva nei primi dieci giorni di novembre e durava dodici giorni, nel passaggio dal vecchio al nuovo anno. La festa nasce in Francia, e la Chiesa sovrappose il culto di san Martino a quei riti.

I gesti della giornata sono infatti più antichi della loro istituzionalizzazione cristiana.

Come si festeggiava

Era una delle feste più importanti dell'anno, con cibo e vino in abbondanza — l'ultima abbondanza prima dell'inverno.

In Veneto la giornata teneva insieme le tre cose che contavano: il trasloco, il vino nuovo e l'oca arrosto.

Poi finiva: dal 12 novembre cominciava il periodo di penitenza e digiuno che precedeva il Natale, la Quaresima di san Martino.

Carducci

Il momento è entrato nella poesia italiana con Giosuè Carducci, che a questa giornata ha dedicato San Martino: il borgo, la nebbia, e nelle cantine i tini che ribollono con il vino nuovo.

Domande frequenti

Perché l'11 novembre era il capodanno dei contadini?

Perché l'anno agrario andava dall'11 novembre al 10 novembre successivo: quel giorno si chiudevano i conti dell'annata, scadevano i patti e cominciava il ciclo nuovo.

Che cosa succedeva ai mezzadri?

Il proprietario decideva se rinnovare il contratto. Chi non veniva confermato doveva lasciare podere e casa: è il gesto da cui viene l'espressione «fare san Martino».

La festa è di origine cristiana?

La data coincide con la fine del capodanno celtico, il Samuin, che cadeva nei primi dieci giorni di novembre. Il culto di san Martino si sovrappose a quei riti.

Che cosa si mangiava e beveva?

Oca arrosto e biscotti, con il vino di san Martino, cioè la prima spillatura del vino novello. Dal 12 novembre cominciava invece il digiuno della Quaresima di san Martino.

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