Le fiere di paese che durano da secoli: come sono nate e a che servivano
Le fiere di paese nascono dalle feste religiose: si tenevano sui sagrati delle chiese e nei cimiteri, nel giorno del santo, e servivano a far incontrare venditori e compratori in un'epoca in cui viaggiare era pericoloso. La più antica carta di fiera conosciuta è del 642.
Anche il nome viene dal calendario liturgico.
Perché sono nate
Le fiere sono sorte con le prime attività di scambio, per una necessità semplice: gli scambi avevano bisogno di appuntamenti fra chi vendeva e chi comprava.
Nel Medioevo quel bisogno diventa urgente. Le fiere servivano al commercio in tempi di instabilità politica e di comunicazioni difficili: si tenevano lungo le grandi vie di comunicazione, godevano di privilegi speciali e permettevano scambi regolari dove altrimenti non ce ne sarebbero stati. Nel Nord Europa nacquero anche per ragioni di insicurezza e di conflitti.
Nell'Europa del X secolo la fiera era già un fattore di trasformazione economica, che metteva in circolo insieme merci, moneta e credito.
Il legame con la Chiesa
Le fiere si affermarono con l'appoggio della Chiesa, e la loro geografia lo dimostra: nacquero vicino alla cattedrale, e solo in seguito si spostarono fuori le mura.
Nascevano dalle feste religiose e si tenevano sui sagrati delle chiese e nei cimiteri, nel giorno del santo. In Inghilterra questa consuetudine venne poi vietata dallo Statute of Winton, che proibì la vendita nei sagrati.
Anche il nome viene da lì: «fiera» deriva dal latino feria, un termine che la Chiesa prese in prestito dalla pratica romana. Molte fiere famose dell'Europa medievale, del resto, derivavano da concessioni sovrane a enti religiosi.
Come si distinguono dai mercati
Non sono la stessa cosa. Le fiere sono convegni abituali di venditori e compratori di importanza maggiore dei mercati, e si distinguono per due caratteri:
- la durata, molto più lunga — generalmente da tre a cinquanta giorni;
- il commercio all'ingrosso, che nei mercati non c'è.
La data veniva scelta anche in base al clima e alle comunicazioni: si teneva la fiera quando le strade erano praticabili.
Le concessioni: chi autorizzava
Una fiera non si apriva da sé. I sovrani concedevano fiere e mercati liberi per vantaggiare il commercio e facilitare la pubblica negoziazione, e le antiche fiere erano istituite grazie a un privilegio commerciale imperiale. In Inghilterra, nel XII secolo, le città dovevano ottenere una carta del re o del Parlamento per la fiera annuale.
Alcuni esempi italiani:
- 1258, Salerno. La fiera è istituita con decreto regio di Manfredi di Svevia: un luogo di mercatura che coincideva con una ricorrenza religiosa — la Traslazione delle reliquie del Santo, avvenuta nel 1085, e la festa del 21 settembre. Durava otto giorni per ciascuna delle due parti annuali.
- 1358, Monopoli. Viene concessa una fiera annuale di otto giorni alla Chiesa di Santa Maria Nuova, con i giorni contati dai Vespri dell'Annunciazione.
- 1394, Monopoli. Viene concessa la Fiera dell'Assunta, per il 15 e 16 agosto, libera da balzelli.
Le fiere più antiche d'Europa
- 427, Champagne. In Francia si ricordano fiere già a quest'altezza.
- Fine V secolo, Italia. Risalgono a qui le prime fiere commerciali documentabili nella penisola.
- 629, Parigi. La prima fiera nota del Medioevo, dedicata a San Dionigi: durava quattro settimane e si conservò fino al 1789.
- 642, Saint-Denis. La più antica carta di fiera conosciuta, concessa da Dagoberto, re dei Franchi, «per la gloria di Dio e l'onore del santo». Nell'XI secolo vi si aggiunse la fiera reale estiva del Lendit.
- 1204, Irlanda. Giovanni d'Inghilterra autorizza una fiera agricola a sud di Dublino, a Domhnach Broc.
- 1229, Lipsia; 1240, Francoforte sul Meno; 1360, Colonia.
La fiera di Stourbridge, vicino a Cambridge, ebbe una prima carta da Giovanni concessa per mantenere un lebbrosario; la tradizione ne attribuisce l'origine addirittura a Carausio, nel 207.
Le fiere di Champagne
Il caso più importante è francese. Le fiere di Champagne nacquero come fiere agricole e del bestiame locali, e fiorirono nel XII e XIII secolo fino a diventare il sistema centrale di scambio dell'Europa medievale.
Il meccanismo era un ciclo continuo: sei fiere distribuite in quattro città — Lagny, Bar-sur-Aube, Provins e Troyes — ciascuna della durata di circa sei settimane, collocate in momenti diversi dell'anno. Ricevettero privilegi ufficiali a metà del XII secolo.
Che cosa erano, in fondo
Le fiere medievali combinavano mercato, esposizione e festa: si compravano bestiame e stoffe, si guardavano le merci arrivate da lontano e si stava insieme nel giorno del patrono.
È la ragione per cui, nei paesi, la fiera è sopravvissuta anche quando il commercio non ne aveva più bisogno: quello che restava era la data e la festa.
Domande frequenti
Come sono nate le fiere di paese?
Dalle feste religiose: si tenevano sui sagrati delle chiese e nei cimiteri, nel giorno del santo, con l'appoggio della Chiesa. Servivano a far incontrare venditori e compratori quando viaggiare era difficile e insicuro.
Che differenza c'è fra una fiera e un mercato?
La fiera dura molto di più — da tre a cinquanta giorni — e prevede il commercio all'ingrosso; è un appuntamento di importanza maggiore rispetto al mercato ordinario.
Qual è la fiera più antica documentata?
La carta di fiera più antica conosciuta è quella di Saint-Denis del 642, concessa da Dagoberto re dei Franchi. A Parigi una fiera dedicata a San Dionigi è attestata già dal 629.
Da dove viene la parola «fiera»?
Dal latino feria, termine che la Chiesa prese in prestito dalla pratica romana: le fiere si tenevano infatti durante la festa di un santo.