Natività della Beata Vergine a Loreto 2026 - Il palio dei rioni e il sorvolo dell'Aeronautica
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: acistampa.com, letta il 20/09/2026.
A Loreto, in provincia di Ancona, nelle Marche, la festa della patrona finisce con gli aerei. Dopo la messa dell'8 settembre, sul sagrato si recita l'Angelus e si benedice tutto il mondo dell'Aeronautica civile e militare, mentre alcuni velivoli sorvolano il cielo della città per omaggiare la loro Celeste Patrona: per molto tempo sono state le Frecce tricolori. Il giorno prima, invece, si corre: il palio dei rioni sulla salita di Montereale.
L'8 settembre, la «vera» giornata di festa
L'8 settembre, si legge, «rappresenta un momento centrale nel calendario annuale del Santuario Lauretano», ed è la «vera» giornata di festa per la città: si celebra la Natività della Beata Vergine Maria, patrona di Loreto. Da secoli l'inizio di settembre porta eventi e manifestazioni religiosi e civili, che i loretani chiamano «Feste di settembre» e che culminano nella giornata dell'8.
Non è una consuetudine recente. Una fonte antica registra: «A dì 8 di Settembre d'ogn'anno si fà la festa della Natività a spese della Chiesa, sotto il detto titulo di Loreto, e vi si lotta e corre a piedi, et a cavallo, facendovisi come una Fiera», con esenzione dal dazio per chi andava a vendere la frutta — franchi «dal pagamento si fa al Grassiere», che in ogni altro tempo era di un rotolo per ciascuna specie di frutti venduti.
Dalla fiera del bestiame alla Corsa del Drappo
Il palio nasce da una prova pratica. A partire dal XVII secolo, in cima a Montereale si teneva una fiera del bestiame che comprendeva anche i cavalli; per saggiarne le qualità, gli animali venivano condotti ai piedi della salita e poi lanciati al galoppo fino a tornare sulla sommità. Da quella verifica di mercato nacque una corsa, che divenne il palio di Loreto, detto anche Corsa del Drappo, tenuto per moltissimo tempo il pomeriggio del 7 settembre, ad apertura delle festività.
I rioni del paese competono ognuno con il proprio cavallo per aggiudicarsi il drappo raffigurante la Madonna di Loreto: erano sei fino al 1994 e sono nove dal 1995. Il luogo della corsa è rimasto quello di sempre, la salita di Montereale, oggi via Fratelli Brancondi, e alla gara partecipano fantini e scuderie di rilievo nel circuito delle competizioni ippiche del Centro Italia.
Nel tempo la corsa ha cambiato animali secondo quello che il paese aveva: i cavalli sono stati sostituiti dai muli, utili alle famiglie che lavoravano sul tratturo, e i meno abbienti ci hanno aggiunto «asini cocciuti e indifferenti e qualche ronzino».
La lampada che si accende dentro la Santa Casa
Il rito che regge la giornata dell'8 è l'accensione della lampada per l'Italia e per il mondo, la «lampada della preghiera», che al termine viene posta nella Santa Casa, sopra l'altare davanti all'effigie della Beata Vergine. A compiere il gesto è un protagonista del mondo dello sport, con l'intenzione dichiarata che «il mondo dello sport contribuisca a ripartire con rinnovato slancio promuovendo la crescita di una società più umana e fraterna».
La Santa Messa è il culmine della giornata, e ha una parte dedicata ai bambini: sull'altare l'Arcivescovo pone i nomi di tutti i bambini che nell'anno sono stati affidati alla materna protezione della Madonna, e in una recente edizione alcuni bambini hanno ricevuto la fiamma dalla lampada benedetta, poi portata in tutte le regioni italiane e in un santuario mariano scelto per ogni continente. Nella stessa occasione i bambini hanno offerto all'altare il «Velo di Maria», con l'iscrizione del nome di oltre 50.000 loro coetanei provenienti da ogni parte del mondo.
Perché la patrona vola
Il legame con l'aviazione ha una sua logica interna: la tradizione racconta che la Santa Casa arrivò a Loreto in volo, trasportata dagli angeli fra il 1291 e il 1294, e da lì «venne assai naturale collegare la miracolosa traslazione "in volo" al ruolo delle persone che lavorano sospese nei cieli, sia per scopi puramente civili sia di sicurezza militare». Il 24 marzo 1920 Benedetto XV proclamò la Vergine Lauretana patrona universale di tutti i viaggiatori d'aereo; la Madonna di Loreto è patrona dell'Aeronautica Militare, e per questo l'8 settembre il cielo sopra la città è parte della liturgia.
La casa attorno a cui è cresciuta la città
Quello che si festeggia sta dentro la basilica edificata tra il 1469 e il 1587: la Santa Casa, tre pareti prive di soffitto e fondamenta, in pietra nabatea, che secondo la tradizione erano addossate alla grotta di Nazareth. Gli scavi archeologici hanno rilevato che le tre pareti combaciano con il perimetro di quella grotta e che le pietre non provengono dal territorio recanatese, ma sono proprie della tradizione edilizia della Palestina al tempo di Cristo. Alle tre pareti originali ne è stata aggiunta una quarta, dove è posta l'immagine sacra della Vergine Lauretana: la statua che si vede oggi è del 1922, perché la precedente andò perduta in un incendio scoppiato in Santa Casa nel 1921.
«Loreto è fiorita dalla Santa Casa, perché prima del suo arrivo su questo colle non vi era nulla»: i primi a farsi portare tra quelle mura furono i malati, in cerca della guarigione del corpo e dello spirito. Il nome stesso della città viene dal luogo: il colle era ricoperto di piante di alloro — in latino laurus — e fu perciò detto Loreto.
Il colle dei pellegrini
La devozione che riempie Loreto l'8 settembre ha radici documentate. Le fonti sul culto della Virgo lauretana cominciano dal 1315, quando dentro la chiesa che sorgeva sull'alto colle è attestata la presenza di un dipinto raffigurante la Vergine, attribuito all'evangelista san Luca; allo stesso anno risale un processo intentato contro tre nobili recanatesi per essersi appropriati di elemosine, ceri, lampade, doni e immagini votive che adornavano la statua. Attorno alla chiesa nacque un insediamento chiamato nel 1336 Villa Laureti e nel 1361 Villa Santa Maria de Laureto, e nella seconda metà del Trecento quella chiesa rurale nella selva di allori era già il centro religioso della città e della diocesi di Recanati.
Nel 1375 papa Gregorio XI, da Avignone, concesse un'indulgenza ai fedeli che avessero compiuto il pellegrinaggio lauretano nei giorni delle maggiori festività; nel 1399 una moltitudine di flagellanti vestiti di bianco confluì a Loreto per chiedere misericordia, pace e salute. Nel 1520 papa Leone X equiparò il voto dei pellegrini di Loreto a quello di Gerusalemme. E nel febbraio del 1493 l'equipaggio di Cristoforo Colombo, sorpreso da una tempesta nel viaggio di ritorno dall'America, fece un voto alla Madonna di Loreto, «la quale si trova nella Marca di Ancona, terra del Papa, ed è la casa dove nostra Signora ha fatto e fa tuttavia numerosi e grandi miracoli».
Una data che non è solo locale
L'8 settembre non è una scelta di Loreto. La festa della Natività di Maria si celebra l'8 settembre sia in Oriente sia in Occidente, per una tradizione legata ai Vangeli apocrifi: nel Protovangelo di Giacomo si legge che Maria sarebbe nata a Gerusalemme, nella casa di Gioacchino e Anna. Nel IV secolo i fedeli costruirono in quel luogo una chiesa dedicata a sant'Anna, e nel giorno della sua dedicazione si celebrava la natività della Madre di Dio; la festa si estese poi a Costantinopoli e fu introdotta in Occidente da papa Sergio I, di origine siriana.
Il senso della ricorrenza lo riassume una frase di San Pier Damiani riportata fra le fonti: «Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla». A Loreto, dove la casa è l'oggetto stesso del culto, quella frase suona in modo particolare.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla Natività della Beata Vergine a Loreto è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Loreto è a 2,9 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Villa Musone: da lì bastano 3 minuti di guida (3,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Altri appuntamenti in provincia di Ancona.
- I Focaracci della Venuta a Loreto — dicembre
- La Morte del Giusto a Loreto — marzo
- San Settimio di Jesi — settembre