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Fuochi di San Giovanni a Cogne 2027 - I falò del 23 giugno e i fiori raccolti nella rugiada

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
24 giugno 2026
Dove frazioni di Épinel e Gimillan, Cogne

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: lovevda.it, letta il 20/09/2026.

I «feux de joie» della notte del 23 giugno, la vigilia della festa di San Giovanni, aprono a Cogne, in Valle d'Aosta, la stagione estiva del folklore valdostano. Qui succede al calar della sera, e non nel capoluogo: sono le frazioni di Épinel e Gimillan a illuminarsi con i tradizionali fuochi. La mattina dopo, a Épinel, si raccolgono i fiori bagnati dalla rugiada e se ne fanno mazzetti da appendere agli usci delle case.

I mucchi di legna sono stati preparati con cura nei giorni precedenti e sembrano addormentati. Poi il fuoco prende vita e illumina la notte più breve dell'anno.

Il fuoco che sposa l'acqua

In questa notte, secondo un'antica credenza, il sole — cioè il fuoco — si sposa con la luna, cioè l'acqua: di qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare.

I falò accesi nei campi o lungo i pendii della montagna erano considerati propiziatori, e l'usanza non è solo valdostana: si riscontra in moltissime regioni europee e persino nell'Africa del nord. Avevano anche una funzione purificatrice, e si vedeva da che cosa ci si buttava dentro: cose vecchie o non gradite, «perché il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni e… streghe».

Chi resta sveglio intorno alle fiamme

Il rito è un gesto spontaneo e collettivo, non un cartellone. Intorno alle fiamme si condivide cibo, vino e bevande, accompagnati dalla musica dei fisarmonicisti «cognein», giovani e meno giovani.

E una volta era anche una gara: un tempo i villaggi si sfidavano a chi manteneva il fuoco acceso più a lungo. Oggi quella sfida non c'è più, e il rito «resiste grazie all'entusiasmo di chi crede nel valore della memoria e della comunità».

I bambini guardano il fuoco con gli occhi spalancati, convinti che tra le scintille si nascondano fate, gnomi e piccoli draghi di montagna. Si racconta che le scintille portino lontano i pensieri pesanti dell'inverno, che il calore del fuoco custodisca desideri segreti, e che le stelle, quella notte, si avvicinino un poco alla terra per ascoltare le storie degli uomini.

I fiori bagnati di rugiada

La mattina dopo, a Épinel, c'è la seconda metà del rito, e ha un nome in patois: «Le Fieur de Sèn-Dzouèn èn Pené», i fiori di San Giovanni.

Il 24 giugno, giorno dedicato a san Giovanni Battista, è usanza cogliere i fiori bagnati dalla rugiada — proprio così, ancora umidi e non ancora illuminati dal sole — per poi sistemarli a mazzetto.

I mazzetti finiscono sulle porte delle case, e talvolta aggrappati alle croci in legno affisse sugli usci. Gli abitanti invocano per le loro abitazioni la benedizione del santo, soprattutto per preservarle da possibili incendi. Le composizioni restano esposte tutto l'anno.

Come arrivare alla festa

I Fuochi di San Giovanni a Cogne si raggiungono con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Arvier, a 26 chilometri da Cogne, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Aosta Est - Gran San Bernardo ha davanti un percorso di 31 chilometri, trentaquattro minuti di guida.

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