Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Feste Patronali

Feste Patronali

Festa della Madonna delle Milizie a Scicli 2027 - L'unica Madonna a cavallo armata di spada e il canto dell'angelo su una nenia araba

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
l'ultimo sabato di maggio — quest'anno 29 maggio 2027
Dove piazza Italia, Scicli

Fonte: comune.scicli.rg.it, letta il 20/09/2026.

La Festa della Madonna delle Milizie si tiene a Scicli, in provincia di Ragusa, l'ultimo sabato di maggio: la città celebra la Madonna guerriera, la Vergine armata di spada e in sella a un bianco destriero, con una festa che comincia il venerdì con la processione del simulacro e prosegue il giorno dopo con la sacra rappresentazione in piazza Italia. È l'unica manifestazione al mondo che ricorda una discesa della Vergine in armi: un'immagine di cui, nella tradizione iconografica religiosa siciliana, non esistono altri esempi. La festa, insieme al testo della sacra rappresentazione, è entrata dal 2011 nell'elenco delle Eredità Immateriali dell'Unesco.

Il fatto del 1091

Secondo una diffusa tradizione, riscontrata da diversi autori di opere storiche e religiose, quindici giorni prima della Pasqua del 1091 si sarebbe svolto sulla marina di Scicli uno scontro fra i Normanni di Ruggero d'Altavilla, il Gran Conte, e i Saraceni dell'emiro Belcane, miracolosamente risolto in favore dei Cristiani per l'intervento della Vergine. L'emiro avrebbe tentato di occupare la zona di Donnalucata per annetterla ai propri domini e riscuoterne le tasse, accampandosi nella piana nei pressi della contrada Mulici.

Il decreto che nel Settecento riconobbe la festa racconta così l'accaduto: gli abitanti della città, offerti alla Beatissima Vergine digiuno e preghiere, «videro una Donna molto maestosa nell'aspetto, che cavalcava un bianco cavallo, con la mano armata di una spada», e subito dopo furono liberati. La leggenda aggiunge che Maria apparve vestita da cavaliere, con una spada sfolgorante che accecava i nemici, e che scacciò i Saraceni fino al mare senza versare una goccia di sangue.

Le fonti scritte sono più caute della leggenda. L'apparizione è attestata nei Codici Sciclitani, che però non menzionano né la presenza diretta di Ruggero d'Altavilla né l'immagine della Vergine a cavallo: secondo quei documenti la Madonna sarebbe apparsa avvolta in una nube splendente. La prima menzione scritta del prodigio è contenuta nella «Memoria trovata nell'Archivio del Castello Triquestre di Scicli», un documento tardo-medievale che descrive la liberazione della città per intervento divino. Dal luogo della battaglia, la contrada Mulici, viene anche il nome: Maronna ri Mulici in siciliano, italianizzato in Madonna delle Milizie.

Nel luogo dell'apparizione fu costruito un santuario, dove si conserva un'impronta che, secondo la tradizione, sarebbe stata lasciata dal cavallo o dal piede di Maria al momento della sua discesa sulla Terra.

Una festa antichissima

La festa in onore della Madonna delle Milizie è una delle più antiche celebrazioni religiose della Sicilia. Inizialmente si teneva nei giorni precedenti la Pasqua, e la prima testimonianza dei festeggiamenti nella contabilità comunale sciclitana risale al 1709: un mandato di quell'anno destina somme per «la rinnovazione della memoria che si fa ogni anno quando nostra Signora comparve, visibilmente a cavallo, e conculcò Belcane con tutti li saracini».

Il 10 marzo 1736 la Sacra Congregazione dei Riti, sotto il pontificato di Clemente XII, stabilì che la festa dovesse essere celebrata il sabato prima della Domenica di Passione; il decreto fu poi eseguito a Palermo, a Siracusa e infine a Scicli l'anno successivo. In seguito la ricorrenza fu spostata all'ultimo sabato di maggio, periodo più adatto per le celebrazioni all'aperto. La devozione, del resto, non riguardava solo la guerra: nel 1708 gli sciclitani portarono in processione la statua contro un'invasione di locuste, gridando in abito di penitenza «Viva Maria e ci liberi dalle locuste!», mentre il vescovo, in cenere e cilizio, scioglieva l'esorcismo sulle campagne.

La Madonna delle Milizie è compatrona della città insieme al beato Guglielmo Buccheri da Noto, e la sacra rappresentazione è iscritta al Rei, il Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia.

La moresca in piazza Italia

L'evento centrale è la sacra rappresentazione dell'apparizione, che si tiene in piazza Italia, la piazza principale di Scicli. In piazza viene costruito un castello di cartapesta, che diventa il teatro della rievocazione della battaglia fra i Normanni e i Saraceni, con sullo sfondo il colle di San Matteo e la sua chiesa; lo sbarco dei saraceni avviene a bordo di una nave anch'essa di cartapesta, e la contesa viene risolta dall'arrivo, come deus ex machina, della statua della Madonna a cavallo.

Il copione attualmente in uso è quello redatto nel 1933 da Giuseppe Pacetto Vanasia e ristampato nel 1950: gli sciclitani vi sono molto affezionati, e la fedeltà al testo è il metro con cui giudicano ogni edizione. La battaglia simulata, chiamata «moresca», ripercorre le trattative, gli scambi di invettive fra i due capi, gli scontri, fino all'intervento della Vergine scesa dal cielo in groppa a un bianco cavallo.

Poi arriva il momento più delicato di tutti. Alla fine della rappresentazione un ragazzo canta a cappella un testo di ringraziamento alla Madonna, modulandolo sui toni di una nenia araba: è il canto dell'angelo, che richiama da vicino la musicalità islamica. Fino alla metà del Novecento il canto era accompagnato da una macchina teatrale di legno, con un braccio terminante a forma di «T» al quale erano appesi bambinelli di cera in forma di angeli — e, in un passato più lontano, trovatelli in carne e ossa; il braccio si innalzava e si abbassava ogni volta che le parole volevano esprimere fede e riconoscenza alla Vergine.

Nell'Ottocento la sacra rappresentazione si svolgeva nel piano dell'Oliveto, e la Vergine veniva trasportata dall'eremo delli Milici fino alle porte della città da devoti che si avvicendavano, adagiando il pesante fercolo su grosse e resistenti forche. Al termine della rappresentazione c'è la solenne processione del simulacro per le vie del centro — piazza Italia, via Nazionale, via San Nicolò, corso Umberto I, corso Garibaldi —, accompagnata da tutte le figure della sacra rappresentazione e dal corpo bandistico cittadino.

Il simulacro

La statua portata in processione è di cartapesta, a grandezza naturale, e risale al Settecento: raffigura la Vergine con la spada in mano, sopra un cavallo bianco, in atto di trionfo. Insieme a lei, nella Chiesa Madre, si conserva una pregevole tela della Madonna delle Milizie, realizzata da Francesco Pascucci nel 1780 e proveniente dall'Eremo delle Milizie.

È un'immagine eccezionale: la Vergine come cavaliere e condottiera del popolo cristiano, unica nella tradizione mariana europea. A differenza delle rappresentazioni dolci e materne, questa è una Madonna combattiva, invocata come protettrice armata e liberatrice. Anche il Ministero, nel censire le manifestazioni storiche italiane, la definisce l'unica Madonna guerriera della cristianità.

Le teste di turco e il villaggio medievale

Accanto alla parte religiosa corre la festa civile, e il suo simbolo si mangia: la Sagra della Testa di Turco, dedicata al dolce tipico di Scicli. È un grande bignè ripieno di crema o di ricotta, la cui forma ricorda un turbante saraceno, e che simboleggia il trofeo dei vinti. Un tempo, durante la «battaglia», il popolino accompagnava olive cotte alla brace con il pane, mentre nelle mense più ricche trionfava la testa di turco; ed erano famosi i «friscaletti» di Caltagirone, fischietti di terracotta che riproducevano la Madonna a cavallo per la gioia dei bambini.

La parte folkloristica si chiama «Scicli Medievalis» e costruisce in piazza Italia un villaggio medievale: il banco del cacciatore con pelli e cimeli da caccia, la postazione dei falchi, il fabbro della fucina di Efesto che crea opere d'arte con il fuoco e il metallo, le degustazioni di cucina storica fra marmellate, erbe e pietanze di una volta. Non mancano la danza storica medievale, gli acrobati, la giocoleria, la giostra medievale e lo spettacolo di falconeria.

Un gran corteo storico attraversa le strade barocche del centro, al ritmo degli sbandieratori e dei tamburi venuti da Buccheri, con figuranti in abiti d'epoca che animano i siti culturali e i palazzi storici. C'è poi la Fiera delle Milizie, con i friscaletti siciliani e una mostra di carretti, e i percorsi che dall'Eremo delle Milizie, a Donnalucata, conducono fino a Scicli.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Festa della Madonna delle Milizie a Scicli richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Scicli, a 7,4 chilometri dal centro, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Maganuco ha davanti un percorso di 19 chilometri, ventidue minuti di guida.

Altre feste in zona

Nei paesi della provincia di Ragusa, altre tradizioni.

Da leggere