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Miracolo Rievocativo di San Biagio a Salemi 2027 - I pani votivi e la rievocazione storica

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 2 al 3 febbraio 2026
Dove Via Pisano, Salemi

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 30/08/2026.

Il Miracolo Rievocativo di San Biagio si celebra a Salemi, in provincia di Trapani, il 3 febbraio, giorno che il calendario dedica al santo, compatrono della città insieme a San Nicola. Un corteo di nobili in abiti medievali, di tamburini e musici parte dal Castello normanno-svevo e percorre le vie del centro storico fino alla chiesa di San Biagio, nell'antico quartiere del Rabato, rievocando la liberazione delle campagne salemitane da un'invasione di cavallette. Circa un mese prima le donne del Rabato cominciano a lavorare i cuddureddi e i cavadduzzi, i pani votivi di acqua e farina che vengono benedetti durante la Messa e donati ai fedeli.

Le cavallette del 1542

A Salemi, in provincia di Trapani, San Biagio è compatrono della città insieme a San Nicola. Nel 1542, durante il regno di Carlo V, uno sciame copioso di cavallette invase le campagne salemitane e ne distrusse i raccolti. Tutta la popolazione si affidò allora al santo — che oltre a essere protettore dei mali della gola è anche protettore delle sementi e delle messi — perché la città fosse liberata dalla terribile invasione, e secondo la tradizione, dopo quell'invocazione, le cavallette si allontanarono.

Da allora il popolo promise di ringraziare San Biagio a ogni ricorrenza, riproducendo le cavallette in pani artistici, e per quell'evento il santo venne eletto compatrono. La memoria del pericolo e della salvezza si è fatta rito: il 3 febbraio di ogni anno i salemitani si recano nella chiesa a lui dedicata, nell'antico quartiere del Rabato, che un tempo svolgeva funzione di filiale della parrocchia Chiesa Madre proprio per la sua dedicazione al compatrono.

I cuddureddi e i cavadduzzi di San 'mBrasi

Per rendere omaggio al santo o per sciogliere un voto si preparano i tradizionali pani votivi, fatti di pasta non lievitata e cotti al forno: sono i cuddureddi e i cavadduzzi di San 'mBrasi, che è il nome con cui a Salemi lo chiamano.

I cuddureddi sono pani a forma di anello che ricordano la cavità orale, e simboleggiano la gola di cui San Biagio è protettore: si racconta che il santo salvò la vita di un ragazzo che stava morendo soffocato da una lisca di pesce, e per questo si mangiano per devozione. I cavadduzzi, che letteralmente vuol dire cavallette, ricordano invece l'invasione del 1542, e assumono le forme più diverse e fantasiose: dai cavallucci marini ad altri animaletti immaginari, dal braccio e dalla mano benedicente del santo al bastone decorato su un lato con fiori, simbolo della fertilità. Più recentemente, accanto alla gola e alle cavallette, sono stati introdotti nuovi piccolissimi pani: il bastone e la mano di San Biagio.

Le mani del Rabato, la sbria e la mucacia

La lavorazione comincia circa un mese prima della festa, e la fanno le donne del quartiere arabo del Rabato: è un lavoro certosino, tramandato da intere generazioni di nonne, mamme e figlie. Gli ingredienti sono due, farina e acqua, e si impastano dapprima a mano e poi con la sbria, un antico attrezzo con il quale si gira e rigira l'impasto; per le forme servono le pinzette da cucina. L'arte vera e propria, però, è espressa nella lavorazione a punta di coltellino e mucacia: ne escono veri capolavori, che ripercorrono la vita di San Biagio.

Vengono benedetti durante la Messa e donati ai fedeli nel giorno dedicato al santo, e attorno alla loro preparazione ruota la tradizionale Festa del Pane, con i laboratori aperti in cui si prepara l'impasto del pane rituale.

Il corteo dal Castello normanno-svevo

Al Castello normanno-svevo si tiene il Corteo Storico Rievocativo del Miracolo di San Biagio: al rullo dei tamburi, una sfilata allegorica che, snodandosi per le vie del centro storico, rievoca la liberazione di Salemi dall'invasione delle cavallette. È un corteo di nobili in abiti medievali, di tamburini e musici, che dal castello percorre le principali vie e le piccole viuzze fino a raggiungere la chiesa del Rabato, dove ad attenderlo ci sono i fedeli e il parroco che dà la benedizione.

Il corteo è a cura del Gruppo Xaipe, con il patrocinio del Comune e con la collaborazione del gruppo storico Castelli del Belìce, dei tamburi Aragonesi di Castelvetrano guidati dal maestro Rosario Guzzo, dell'associazione Centro Studi sugli usi, costumi e tradizione medievale Gennaro Bottone, della Pro Loco Salemi, della scuola di danza Emidance, dei Cavalieri del castello Eufemio e del gruppo Magi di Custonaci. Nel 2009 è stato creato dentro l'associazione un gruppo storico con abiti risalenti al Quattrocento e al Cinquecento, che sono quelli che si vedono sfilare; e dal 2008, con la collaborazione di tutte le scuole e le associazioni della città, si organizza una rappresentazione del miracolo delle cavallette, che si conclude con l'arrivo alla chiesa del Santo per deporre i doni e farsi benedire le gole. Le celebrazioni cominciano ufficialmente il 2 febbraio e proseguono l'indomani, nel giorno che il calendario dedica a San Biagio, con una mostra e le funzioni religiose.

L'alloro sul pavimento e la benedizione della gola

Per l'occasione tutto il pavimento è coperto di foglie d'alloro, e la tribuna dove è posta la statua del santo è adornata con alloro, mirto e fiori. Ci sono le processioni solenni e la messa in onore del compatrono.

Al termine di ogni funzione si può rendere omaggio alla reliquia del santo, ricevere la benedizione della gola e i cavadduzzi. Il rito della benedizione della gola è diffuso ovunque si veneri San Biagio, tanto in Oriente quanto in Occidente, e si fa poggiando sulla gola due candele incrociate, oppure con l'unzione mediante olio benedetto: l'atto si collega alla tradizione secondo cui il vescovo Biagio avrebbe prodigiosamente liberato un bambino da una spina o lisca conficcata nella sua gola.

Come arrivare alla festa

Il Miracolo Rievocativo di San Biagio a Salemi si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Salemi-Gibellina, a 7,6 chilometri da Salemi, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Salemi si trova un percorso di 6,4 chilometri che in 7 minuti porta a destinazione.

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