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Le tradizioni di Pasqua nelle Marche: riti, piatti e usanze del posto
Nelle Marche la domenica di Pasqua comincia con una colazione abbondante: salumi, ciauscolo, uova sode benedette e la Crescia di Pasqua, la pizza al formaggio ricca di pecorino e pepe. Poi si gioca alla Scoccetta, battendo un uovo sodo contro l'altro.
A Ripatransone, la domenica dopo, corre il Cavallo di Fuoco.
La colazione di Pasqua
Nei giorni prima della festa in casa si sente il profumo della Crescia di Pasqua, che qui chiamano anche «quella salata, quella al formaggio»: è la pizza al formaggio, ricca di pecorino e pepe.
Si mangia la mattina di Pasqua con i salumi e il ciauscolo, che non manca mai, le uova sode e gli affettati misti, la frittata con la mentuccia fatta con le uova benedette e la coratella d'agnello. Le uova si fanno benedire dal sacerdote durante la benedizione delle case, insieme al vino e ai salumi — e proprio perché «passava il prete» si facevano prima le pulizie di Pasqua.
La Turba di Cantiano
La Turba di Cantiano, nel Pesarese, è la processione del Venerdì Santo: fra le più antiche e scenografiche della regione.
Il paese diventa un palcoscenico e si ripercorrono, fra i canti e le preghiere, il processo, l'ultima cena, la flagellazione e l'ascesa al Calvario, tutto alla luce delle torce.
Le processioni del Venerdì Santo
Quella notte, in molte città, si ripercorrono le ultime ore di Gesù.
- a Osimo restano accese solo le fiaccole dei 250 confratelli della Pia Unione del Cristo Morto, in abito con il cappuccio nero, e si sente la battistangola;
- a Porto Recanati esce la Bara de Notte: una macchina di legno alta cinque metri, portata da dodici pescatori scalzi lungo le stazioni della Passione;
- a Cagli i confratelli vanno scalzi, con la tunica e il cappuccio, e la processione è illuminata dalla sola luminaria delle torce;
- a Mercatello sul Metauro il simulacro del Cristo Morto passa di notte dalla chiesa della Santa Croce alla collegiata; il venerdì viene deposto dalla croce, avvolto nelle bende e portato in processione;
- a Monteprandone la bara dorata, pesantissima, è portata a spalla dai giovani vestiti di nero;
- a Monsampolo del Tronto sfilano le confraternite con le tuniche colorate, fra croci, ceri e lampioncini;
- a Monte San Pietrangeli il corteo attraversa il borgo medievale con le fiaccole e i bracieri;
- a Monterubbiano il simulacro è di cartapesta; a Mogliano si spengono le luci del paese; a Saltara sfilano i soldati romani a piedi e a cavallo.
Loreto e la Morte del Giusto
A Loreto, la notte del Venerdì Santo, si rievoca in costume la Via Crucis con centinaia di comparse: è la Morte del Giusto, che ricorda le ultime ore di Gesù.
Il corteo parte dal Colle Lauretano e sale fino alla Basilica della Santa Casa, tappa dei Cammini Lauretani che collegavano Assisi, Loreto, Tolentino, Macerata e Recanati. A Tolentino sono oltre centosessanta figuranti della Contrada Bura a far rivivere la Passione, e a Sassoferrato e Montalto delle Marche — lungo la Passeggiata del Monte — sfilano decine di figuranti in costume d'epoca.
La Passió cantata
Nella tradizione orale marchigiana la Passió ha due versioni storiche:
- Le ventiquattr'ore, che in ventiquattro stanze ripercorre il processo, la crocifissione, il martirio e la resurrezione;
- Le quarantott'ore, che di stanze ne conta quarantuno.
A Polverigi si tiene la Rassegna Internazionale del Canto Rituale della Passione.
Il Cavallo di Fuoco
A Ripatransone il Cavallo di Fuoco si accende la prima domenica dopo Pasqua, e la tradizione è datata al 1682.
È una sagoma di lamiera che attraversa la piazza esplodendo in fuochi, petardi e girandole, e illumina le vie del paese.
I giochi dell'uovo
Il giorno di Pasqua, in molti comuni, si gioca alla Scoccetta: si battono delicatamente le uova sode colorate una contro l'altra, e perde chi rompe per primo il proprio guscio.
A Urbania lo stesso gioco si chiama Punta e cul — dalle due estremità dell'uovo — e si pratica la mattina di Pasqua e nei due giorni seguenti, con anziani e giovani che si sfidano.
Il passare l'acqua
Nei giorni dopo Pasqua, fra il lunedì e il martedì, in alcune zone si praticava il passare l'acqua: si varcavano davvero i rigagnoli e i fiumiciattoli.
Sulla costa bastava andare in riva al mare e bagnarsi i piedi, le caviglie e i polpacci.
Il Triduo e la tavola
Il Giovedì Santo si apre il Triduo con la lavanda dei piedi e si visitano i Sepolcri, ornati con le piantine dei semi fatti germogliare al buio nelle dispense durante la Quaresima, che era tempo di digiuno e di astinenza dalle carni.
Il pranzo della domenica ha i passatelli in brodo di gallina, le tagliatelle o i ravioli al sugo di carne, e l'agnello come secondo. Si chiude con la Pizza dolce di Pasqua.
Domande frequenti
Che cos'è la Crescia di Pasqua
È la pizza al formaggio marchigiana, ricca di pecorino e pepe: si mangia la mattina di Pasqua con i salumi, il ciauscolo e le uova sode benedette.
Che cos'è la Turba di Cantiano
È la processione del Venerdì Santo di Cantiano, fra le più antiche della regione: alla luce delle torce si ripercorrono il processo, la flagellazione e l'ascesa al Calvario.
Che cos'è la Scoccetta
È il gioco dell'uovo sodo colorato: si battono le uova una contro l'altra e perde chi rompe per primo il guscio. A Urbania si chiama Punta e cul.
Quando si corre il Cavallo di Fuoco di Ripatransone
La prima domenica dopo Pasqua: una sagoma di lamiera esplode in fuochi, petardi e girandole. La tradizione è datata al 1682.