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S'Iscravamentu a Orosei 2027 - Il rito della Deposizione di Cristo in lingua sarda

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
26 marzo 2027
Dove Oratorio di Santa Croce, Orosei

Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.

S'Iscravamentu è il rito della deposizione di Gesù dalla croce, e a Orosei, in provincia di Nuoro, in Sardegna, si celebra il Venerdì Santo. Non si recita a parole: il crocifisso ha gli arti mobili, e viene realmente tolto dalla croce, poi adagiato su Su Brossolu, un letto di fiori, e portato in corteo funebre fino alla chiesa di Santa Croce.

Lo schiodamento del Venerdì Santo

Il Venerdì Santo è scandito da due eventi rituali, s'Iscravamentu, lo schiodamento di Gesù dalla croce, e s'Interru, il corteo funebre che segue la deposizione, organizzati dalla Confraternita Santa Croce. Il priore invita ufficialmente le altre confraternite a partecipare al rito e a trasportare il Cristo Morto e la Madonna Addolorata.

Tutte le fasi del rituale, la liberazione dalla corona di spine, l'estrazione dei chiodi, sono accompagnate da canti propri: lo Stabat Mater, il Kirie e le Sette ispadas de dolore. Il rito non è arrivato fino a oggi senza interruzioni: caduto in disuso nei primi anni del Novecento, è stato ripristinato di recente. Altrove in Sardegna lo stesso Iscravamentu, a seconda del luogo, può tenersi il giovedì, il venerdì o il sabato, e il Cristo deposto sulla lettiga viene portato in processione oppure esposto all'adorazione dei fedeli.

Su Brossolu, il letto di fiori

Deposto dalla croce, il corpo del Cristo viene adagiato su «Su Brossolu», un letto di fiori. È una lettiga riccamente ornata dalle mandatàrias con tessuti preziosi e fiori freschi, sulla quale vengono posati anche gli strumenti sacri utilizzati per s'Iscravamentu, e il Cristo vi è coperto da un velo.

Da lì parte la processione de s'Interru, che accompagna il simulacro fino alla chiesa di Santa Croce tra i canti dei confratelli. A portarlo per le vie del centro storico sono i confratelli di Sas Ànimas; al centro della processione si dispongono quelli di Santa Rughe, che sorreggono la grande croce scura, lunga quasi cinque metri, detta Sa Rughe Manna; l'Addolorata è portata dai confratelli dell'Oratorio del Rosario, e una folla numerosa, mesta e partecipe chiude il corteo.

Le tre confraternite e il colore dell'abito

Dietro la magnificenza di questi riti c'è il lavoro silenzioso delle tre confraternite di Orosei: Sas Ànimas, Santa Rughe e Su Rosariu, nate in paese fra il Seicento e il Settecento. Della confraternita delle Benedette Anime del Purgatorio, conosciuta oggi semplicemente come confraternita delle Anime, il rettore Giovanni Leonardo Marteddu riferisce nel 1778 che fu fondata con permesso rilasciato il 22 febbraio 1718.

Il principale segno distintivo è l'abito, di foggia e colore diversi a seconda dei paesi. A Orosei consta di un semplice saio di cotone, con pieghe fitte dalle spalle in giù, con asole e bottoni in corrispondenza del petto e del collo, da stringere in vita con un lungo cingolo munito di nodi all'estremità ricadente verso il basso. Quelli di Santa Croce e delle Anime si distinguono per il colore, rispettivamente bianco e rosso, mentre quelli del Rosario, con tunica bianca e cingolo azzurro, portano una mantellina in velluto nero ricadente sulle spalle e abbottonata intorno al collo; meno appariscente è l'abito delle consorelle, riconoscibili solo dal cingolo stretto in vita.

Nelle confraternite sono rappresentati tutti i ceti sociali, contadini e massai ma anche sacerdoti, notai, nobili, commercianti, ricchi e poveri, e vengono ammessi solo uomini di buoni costumi e di vita esemplare. Sono composte da un priore, un sottopriore, cinque consiglieri e un depositario, otto persone in tutto, e lo stesso vale per le mandatarie, con prioressa, viceprioressa e sei mandatarie, mentre il numero dei sagrestani non viene specificato. I confratelli esercitano opere di misericordia e di carità, sono tenuti all'accompagnamento funebre dei defunti, gratuito per quelli più poveri, devono partecipare su richiesta del parroco a tutte le processioni solenni e straordinarie, e ogni lunedì del mese si recano in processione alla chiesa parrocchiale cantando le litanie della Vergine.

Il canto a cuncordu, quattro voci maschili

Il canto a tenore è il vero protagonista della Settimana Santa di Orosei, e i cosiddetti Gozos accompagnano i momenti sacri unendo l'arte dei canti antichi ai rituali cristiani della Passione e della Pasqua. Il canto a «Cuncordu», da cum cordis, prende il nome da una parola che in sardo dice già tutto: «cuncordos» significa d'accordo, accordati, uniti, intonati.

Nasce durante la colonizzazione spagnola in Sardegna e trova forma nelle confraternite di Santa Croce, del Rosario e delle Anime. È un canto a quattro voci maschili, in lingua sarda o latina, che accompagna i vari momenti dell'anno liturgico e trova il massimo della sua espressione durante i riti della Settimana Santa. I testi eseguiti, chiamati «Gozos», dal catalano «goigs» e dal castigliano «gosos», sono in lingua sarda e sono di poeti colti, in genere sacerdoti, che parlano delle virtù dei santi, degli struggenti momenti della passione di Cristo e delle sofferenze della madre Maria.

La settimana, da sos Tziomos a s'Incontru

Il rito del venerdì sta dentro una settimana che comincia prima. Il Martedì santo si possono ammirare le cinque statue della passione di Cristo, chiamate sos Tziomos, sculture sacre che rappresentano i diversi momenti di dolore e travaglio di Cristo. Il Giovedì santo è la giornata di Sa chirca, che ripercorre l'angosciante ricerca che Maria compie per ritrovare Gesù, e a Orosei si declina in otto tappe corrispondenti alle chiese del centro storico, con i Cantores del Cuncurdu che si esibiscono nei Gotzos de su Rosariu.

Ad accompagnare il Venerdì Santo sono invece i Gotzos de s'Interru, intonati dal coro della confraternita di Santa Croce. E alle giornate iniziali, intrise di dolore, si contrappone la gioia de s'Incontru della Domenica di Pasqua, nella piazza principale del paese.

Come arrivare alla festa

S'Iscravamentu a Orosei si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Nuoro, a 40 chilometri da Orosei, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Lula – Bitti ha davanti un percorso di 21 chilometri, ventuno minuti di guida.

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