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I canti a più voci della Settimana Santa sarda: Miserere e Stabat Mater
Nella Settimana Santa sarda due canti tornano ovunque: il Miserere e lo Stabat Mater. Li eseguono cori maschili delle confraternite, a più voci e senza spartito: la polifonia si tramanda a orecchio, da una generazione di confratelli all'altra, dentro la stessa confraternita di paese.
Cambia il paese, cambia la melodia, ma i due titoli restano quelli.
I due canti
Il Miserere è l'incipit del Salmo 51, attribuito dalla tradizione al re David. In Sardegna è cantato in molte località durante i riti della Settimana Santa, e a intonarlo sono gli appartenenti alle confraternite.
Lo Stabat Mater è il testo latino tradizionale sulla Madre ai piedi della croce.
Nelle edizioni a stampa i due nomi rimandano anche a due autori celebri: lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) e il Miserere di Gregorio Allegri (1582-1652). Le versioni cantate nei paesi sardi sono però quelle confraternali, tramandate oralmente.
Come si canta a più voci
La pratica ha un nome sardo: cuncordu.
A Santu Lussurgiu è una polifonia maschile a quattro voci, tramandata oralmente in ambito confraternale. A Cuglieri il coro maschile a quattro voci si dispone in semicerchio, con posizioni vocali precise, e durante l'esecuzione di Miserere e Stabat Mater si aggiunge in modo intermittente su tenore falzu.
È la caratteristica che distingue questo repertorio da un coro di chiesa qualunque: la disposizione fisica dei cantori fa parte dell'esecuzione.
Santu Lussurgiu, e sa Novena
A Santu Lussurgiu il repertorio comprende il Miserere in latino e sa Novena, che è la volgarizzazione sarda delle immagini dello Stabat Mater — cioè lo stesso testo, passato in sardo. La esegue il coro della Confraternita dell'Addolorata.
Il calendario è preciso:
- il Martedì Santo, nella chiesa di Santa Croce, si eseguono i canti del Miserere e de sa Novena;
- la processione de Su Cuncordu 'e su Rosàriu è scandita dai versetti del Miserere;
- dopo il rito de S'Iscravamentu, i versetti del Miserere accompagnano la processione del Cristo morto.
Castelsardo: tre cori, tre giorni
A Castelsardo i riti sono articolati in tre atti — Lunedì, Giovedì e Venerdì Santo — e sono tramandati nei secoli dalla Confraternita di Santa Croce.
Il Lunissanti del lunedì, la Processione dei Misteri, è indicato come il rito centrale della Settimana Santa castellanese; i confratelli si radunano nella chiesa di Santa Maria. Qui i cantori formano tre cori: Miserere, Stabat Mater e Jesu.
La Prucissioni del Giovedì Santo comincia nelle prime ore della notte, accompagnata dai due cori del Miserere e dello Stabat Mater, e mette in scena l'incontro fra la Madonna e il Cristo agonizzante. Il Venerdì Santo è dedicato a l'Ilcravamentu, la deposizione di Cristo dalla croce. Nel calendario del 2025 i riti andavano dal 13 al 20 aprile.
Gli altri paesi
Lo stesso repertorio si ritrova lungo tutta l'isola, con incastri locali diversi.
Ad Aggius il Miserere e lo Stabat Mater accompagnano le processioni notturne e la visita dei sepolcri; nelle stazioni del mercoledì i canti si alternano fra Miserere Solenne, Stabat Mater e Miserere Processionale, con la Via Crucis a fiaccolata.
A Bosa le fermate della processione sono scandite dai due canti, intonati dal Coro di Bosa e da Su traggiu 'Osincu.
A Nughedu San Nicolò il repertorio comprende lo Stabat Mater e due diverse versioni del Miserere: il Giovedì Santo si cantano lo Stabat Mater e due versioni di No mi giamedas Maria, mentre il Venerdì Santo i due Miserere sono fra i brani più importanti.
A Macomer il mistero della Pasqua comprende entrambi i canti, e la rassegna CorosJuntos — promossa dalla Fesarco, la Federazione Regionale Sarda Associazioni Corali — li porta nella chiesa della Santa Famiglia di Nazareth con il coro Città di Macomer diretto da Enrico Pilo e quello di Bonarcado diretto da Michele Turnu.
Che cosa è stato registrato
Questo repertorio è documentato, e le registrazioni permettono di confrontare le versioni paese per paese.
La raccolta pubblicata nel 1992 con il titolo francese Sardaigne - Polyphonies de la semaine sainte riunisce registrazioni degli anni 1985-1991. A Sassari comprende un Miserere, un Miserere de Carême e un Miserere du Lundi Saint, oltre a uno Stabat Mater registrato nel 1989 e a un Miserere del Venerdì Santo. A Oristano sono catalogate più esecuzioni di Miserere e Stabat Mater fra il 1985 e il 1990.
Più indietro nel tempo c'è un manoscritto settecentesco di 444 pagine con 108 componimenti: 90 in castigliano e 18 in sardo, fra cui una Glosa sobre el psalmo Miserere e due Goccius. È la prova che il Miserere circolava in Sardegna anche in forma rielaborata, e non solo in latino.
Domande frequenti
Che cosa sono il Miserere e lo Stabat Mater sardi?
Due canti della Settimana Santa eseguiti dai cori delle confraternite: il Miserere è il Salmo 51, lo Stabat Mater il testo latino sulla Madre ai piedi della croce. In Sardegna si cantano a più voci, tramandati oralmente.
Che cos'è il cuncordu?
La pratica polifonica maschile a quattro voci delle confraternite, tramandata oralmente. A Cuglieri il coro si dispone in semicerchio con posizioni vocali precise.
In quali paesi si sentono?
Fra gli altri Castelsardo, Santu Lussurgiu, Cuglieri, Aggius, Bosa, Nughedu San Nicolò, Macomer, Sassari e Oristano.