San Bartolomeo Apostolo ad Avezzano e il solenne pontificale 2026
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: terremarsicane.it, letta il 20/09/2026.
La festa di San Bartolomeo Apostolo si celebra ad Avezzano, in provincia dell'Aquila, in Abruzzo, il 4 settembre, nella Cattedrale dei Marsi, che quel giorno ricorda la propria dedicazione all'apostolo. Il momento centrale è il solenne pontificale presieduto dal vescovo dei Marsi, preceduto da un triduo di preparazione, e il canto è affidato al grande coro diocesano costituito dai cori riuniti provenienti dalle parrocchie marsicane. La cattedrale, tra le più grandi delle diocesi abruzzesi e molisane, fu riaperta al culto e dedicata a san Bartolomeo il 4 settembre 1949, dopo i danni della Seconda guerra mondiale e il bombardamento di Avezzano.
La cattedrale sulla piazza Risorgimento
Alta, ieratica, la Cattedrale dei Marsi si staglia nel suo stile neoclassico sopra piazza Risorgimento, che le sta sotto e che la città usa come luogo di incontro, come mercato e come spazio per le manifestazioni più varie. Fra la piazza e la porta c'è una scalinata d'accesso, e quella salita prepara all'ingresso in chiesa.
Le dimensioni non sono un dettaglio di contorno. La cattedrale di Avezzano è tra le più grandi delle diocesi abruzzesi e molisane, e la sua storia recente si legge nelle pietre quanto nei documenti: l'edificio venne danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e dal bombardamento di Avezzano. Consacrata il 22 gennaio 1942, la chiesa fu poi nuovamente consacrata e riaperta al pubblico il 4 settembre 1949, ricevendo in quel giorno la dedicazione a san Bartolomeo apostolo. Da allora quella data è la ricorrenza che la Cattedrale dei Marsi celebra ogni anno.
Il voto contro gli spiriti demoniaci
Perché a questa chiesa sia toccato il nome di san Bartolomeo, ad Avezzano lo si racconta da secoli. Il Febonio riferisce che il tempio, dedicato una volta a Sant'Antonio Abate, in un secondo tempo fu consacrato all'apostolo, perché la popolazione intendeva così assolvere il voto fatto pregandolo di liberarla da un'invasione di spiriti demoniaci.
Il concittadino Bernardino Iatosti, nella sua Storia di Avezzano, ne dà una narrazione vividamente immaginativa. Descrive come a quell'epoca lo spirito infernale si scatenasse per tormentare quella terra e impossessarsi dei corpi di molti miseri avezzanesi. Chi era rimasto immune dal flagello pensò di ricorrere a san Bartolomeo, facendo solenne voto di sceglierlo come proprio Protettore, perché intercedesse per il perdono, il soccorso e la cessazione di tanto castigo. Nel suo racconto il miracolo seguì la preghiera e il voto: i demoni fuggirono, ritirandosi nel baratro infernale. Bartolomeo fu acclamato Protettore, e la sua statua prese il posto di quella di Sant'Antonio Abate, che venne trasportata in esilio in una cappella a Cerreto, distante più di un chilometro e mezzo dalla città. Iatosti annota, a sostegno, che l'apostolo aveva ricevuto dal Maestro il potere di scacciare i demoni, come riporta il Vangelo e come vale anche per gli altri Apostoli e Discepoli.
Accanto ai demoni corre un'altra ragione. Spaventati dai terremoti, gli avezzanesi elessero san Bartolomeo a protettore e a lui dedicarono il tempio, che nel secolo XV fu ristrutturato maestoso e grande, con una spesa di circa 40.000 ducati. L'intervento del popolo nella scelta del santo protettore è innegabile, e non si può dire con precisione come le cose siano andate, ma resta chiaro che gli avezzanesi accolsero con gioia il nome glorioso dell'Apostolo.
Dalla lapide del 1156 alla Collegiata
La documentazione più antica risale al XII secolo, se è veritiera l'informazione che il Corsignani fornisce su una lapide del 1156 riguardante questa chiesa. La storiografia locale vuole il tempio perfino più antico: sarebbe stato innalzato su una preesistente chiesetta il cui ultimo nome era stato quello di Sant'Antonio Abate. Nella seconda metà del secolo XII scompare dalle carte il nome di San Salvatore e compare quello di San Bartolomeo per la chiesa principale di Avezzano: San Salvatore era stata una chiesa benedettina fin dalla fondazione e, a causa dell'occupazione normanna, dovette mutare nome.
I documenti che vanno dal XIII al XVI secolo permettono di stabilire con una certa attendibilità che questa chiesa, pur non essendo ancora una parrocchia nel senso moderno, svolgeva una funzione di primaria importanza nel territorio circostante, paragonabile a quella che nel centro-nord della penisola spettava alle cosiddette «Pievi», le grandi chiese di campagna. Il rapporto con la gente si legge nei tributi. Un censuale del 1254, steso dal notaio Benedetto Calore di Corcumello, dice che gli abitanti del luogo pagavano all'abate di San Bartolomeo tributi in natura, polli, agnelli, uova e altre simili cose commestibili, e prestavano aiuto alla coltivazione delle terre di proprietà della chiesa. A sua volta la chiesa di San Bartolomeo doveva consegnare ogni anno alla cattedrale di Santa Sabina almeno due «quartarie» e sei coppe di grano, come risulta dal codice delle decime del secolo XIII.
Alla chiesa, prima collegiata e poi cattedrale, era associata una Confraternita del Santissimo Sacramento, già esistente nel Cinquecento. Il passaggio a collegiata avvenne solo nel 1572, per opera del vescovo post-tridentino Gio. Battista Milanese, con l'aggregazione delle rendite di dodici chiese dei dintorni: Santa Maria in Vico, Sant'Andrea badia, Sant'Andrea di Cappelle, San Nicola, Santissima Trinità, Santa Maria della casa, San Paolo, San Simone, San Basilio, San Giovanni, San Calistro e San Leonardo. E fino al 1912 la chiesa di San Bartolomeo rimase l'unica parrocchia in città.
Un apostolo scuoiato vivo
Bartolomeo è uno dei dodici apostoli, missionario in India e in Armenia, dove avrebbe convertito anche il re. In Armenia gli toccò un martirio tremendo: scuoiato vivo e decapitato. Gli fu edificata una chiesa nell'Isola Tiberina, e lì il suo corpo si trova sotto l'altare maggiore.
Da quel martirio discende la geografia delle sue protezioni. I fedeli lo invocano per proteggersi da diverse malattie cutanee, l'herpes labiale, l'erisipela, la pellagra. È anche il protettore di chi lavora con coltelli e arnesi da taglio, e la lista dei mestieri è lunga: macellai, cuoiai, calzolai, fabbricanti di guanti, legatori di libri, pellicciai, sarti, conciatori.
Pontificale e triduo di settembre
La festa della dedicazione cade il 4 settembre, e in cattedrale è un appuntamento molto sentito dalla comunità locale. Prima del giorno si tiene un triduo di preparazione, alla presenza dei vescovi che sono stati custodi di spiritualità di una delle cattedrali più grandi di Abruzzo e Molise. Il 4 settembre si celebra il solenne pontificale, presieduto dal vescovo dei Marsi, mons. Giovanni Massaro.
Il canto è affidato al grande coro diocesano, costituito dai cori riuniti che vengono dalle parrocchie marsicane, e l'animazione è guidata da don Andrea De Foglio. La parrocchia della Cattedrale è guidata pastoralmente dal parroco don Bruno Innocenzi, da don Giovanni Gagliardi e, negli ultimi dieci anni, da don Claide Berardi. La partecipazione dei fedeli è attesa numerosa, non solo per onorare il santo patrono di Avezzano, ma anche per accogliere don Adriano Principe e mostrargli il proprio supporto nella sua prima festa di San Bartolomeo come guida spirituale della Cattedrale.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa ad Avezzano è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Avezzano è a 1,3 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Avezzano: da lì bastano 5 minuti di guida (3,6 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in zona
Nella stessa provincia, altre feste antiche.
- San Satiro ad Avezzano — settembre
- Madonna di Pietracquaria ad Avezzano — aprile
- I focaracci ad Avezzano — aprile