San Berardo a Teramo e l'offerta del cero da parte del sindaco 2026
Fonte: emmelle.it, letta il 19/09/2026.
La festa di San Berardo si celebra il 19 dicembre a Teramo, in Abruzzo: è il patrono della città e della diocesi di Teramo-Atri. Al mattino il vescovo presiede la Santa Messa e il sindaco offre al santo il cero della comunità teramana, mentre la Corale diocesana esegue il Responsorio di San Berardo, un brano che si canta una sola volta all'anno. Nel pomeriggio la processione porta le reliquie fra le due cattedrali della città e, sul sagrato, il vescovo benedice Teramo con il busto e il braccio del santo, custoditi in due reliquiari d'argento ed esposti al pubblico solo in occasione della festa.
Il vescovo venuto da Pagliara
Il patrono di Teramo è un vescovo dell'XI secolo. Berardo da Pagliara, noto anche come Berardo da Teramo, nacque verso la metà del secolo XI nel castello di Pagliara, nei pressi di Isola del Gran Sasso, dalla nobile famiglia omonima.
La sua strada fu quella del monastero. Presso il castello di Pagliara esisteva il monastero benedettino di San Salvatore, e di lì venne la vocazione benedettina di Berardo; a Montecassino aveva iniziato la vita monastica ed era divenuto sacerdote, poi, desideroso di maggiore raccoglimento, si ritirò nel celebre monastero di San Giovanni in Venere, in Abruzzo, del quale era stato abate un Odorisio, suo parente. Alla fine del 1115, morto Uberto, vescovo di Teramo, Berardo fu eletto a succedergli: fece il suo ingresso nella chiesa cattedrale di Santa Maria Maggiore e si rivelò padre, pastore e riformatore zelante, oltre che principe feudale giusto e prudente.
Di lui restano documenti. Il Cartulario della Chiesa Teramana, ritrovato da Giovanni Muzi, riporta una sua donazione al capitolo della chiesa di Santa Maria al Mare, l'attuale chiesa dell'Annunziata, a Giulianova; e nel Cartulario della Chiesa Aprutina si trovano documentati alcuni dati essenziali della sua vita, come la donazione dei beni personali alla Chiesa, l'inizio del mandato episcopale e la data della morte. Morì il 19 dicembre 1123, settimo anno del suo episcopato. Il suo culto è locale, e il suo nome non figura nel Martirologio Romano odierno.
Il busto e il braccio benediciente
Le reliquie del patrono hanno una casa precisa. Nel 1174 furono trasferite nel Duomo, in un'apposita cappella, e oggi il santo riposa nella cappella monumentale che si trova nella navata laterale sinistra, dopo essere stato per lungo tempo sepolto nella cripta. La Cattedrale di Teramo è dedicata a Santa Maria Assunta e a San Berardo.
Due sole parti del corpo del santo fanno eccezione. Sono custodite in due reliquiari d'argento, il «braccio benediciente» del XVII secolo e il busto del XVI secolo, conservati in una cassetta di sicurezza ed esposti al pubblico solo in occasione della festa. Sono quelli che il vescovo impugna per benedire la città.
Nella sacrestia del Duomo si conserva anche un tabernacolo con la tela del Miracolo di San Berardo vescovo, la Madonna e il Bambino in trono, del 1699: nella pala centrale San Berardo celebra un pontificale, a sinistra ci sono i doni delle Candele e il guarito che prega con i fedeli, nella tela in basso il santo guarisce una storpia, in quella in alto libera un condannato, in un'altra appare a un ladrone che sta saccheggiando un sepolcro e che si ravvede, mentre sullo sfondo la donna mostra al popolo la gamba guarita.
Il cero offerto dal sindaco
La festa si celebra il 19 dicembre, giorno della ricorrenza della morte, il dies natalis. Al mattino si celebra la Santa Messa presieduta dal vescovo con il Presbiterio della Diocesi, e la giornata si allunga in una serie di riti: l'istituzione degli accoliti e dei lettori, il mandato ai ministri straordinari della Comunione, talvolta un'ordinazione diaconale.
Il gesto che lega la città al suo patrono arriva durante la messa. Nel giorno della solennità il sindaco offre al santo un cero, omaggio della comunità teramana, un'usanza delle autorità municipali più volte ripresa e abbandonata, e oggi ripristinata; il vescovo benedice il cero prima che venga donato.
C'è poi un brano che si sente una volta sola. Durante la cerimonia si esegue il Responsorio di San Berardo, scritto da Nicola Dati, maestro di cappella della cattedrale di Teramo: un brano dedicato al santo e alla città, che si esegue una sola volta all'anno, e che è affidato alla Corale diocesana.
Da una cattedrale all'altra
Nel pomeriggio si esce. La processione porta le reliquie del santo per le vie del centro storico, dal Duomo all'antica cattedrale di piazza Sant'Anna e ritorno: un percorso che unisce le due cattedrali della città, quella antica e quella di Santa Maria Assunta in piazza Orsini. Durante la processione si dà lettura della Legenda e si rinnova la Professione di fede.
Al rientro si celebra la Santa Messa pontificale con il Capitolo Aprutino e il Clero cittadino, presieduta dal vescovo. Al termine, sul sagrato della Cattedrale, arriva la benedizione alla Città con le reliquie del santo patrono, che il vescovo impartisce dalla scalea con il busto e il braccio. Nel cuore della città, intanto, si tiene la tradizionale fiera.
Per il nono centenario della morte, la solenne processione e la messa hanno dato avvio all'Anno Berardiano, e in quell'occasione il vescovo ha riaperto con grande solennità, davanti a una chiesa gremita, la cappella monumentale che i fedeli non potevano più frequentare perché resa inagibile dal sisma: era stato rafforzato il corpo principale della Cattedrale ed erano stati eseguiti interventi di restauro nella Cappella di San Berardo. L'Anno Berardiano ha avviato anche un Giubileo, con l'indulgenza plenaria concessa dal decreto della Penitenzieria Apostolica a chi «visiterà in pellegrinaggio la Cattedrale di Santa Maria Assunta in Teramo o la Chiesa di San Donato in Pretara, ed ivi parteciperanno devotamente alle Celebrazioni giubilari, o se trascorreranno davanti alle Reliquie del Santo Patrono un congruo tempo in pie meditazioni». Per l'occasione l'urna del patrono ha raggiunto tutti i santuari diocesani in una peregrinatio.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Teramo per la festa non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Teramo è a 2,3 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Teramo Est: da lì bastano 5 minuti di guida (4,4 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Festa della Pace 1559 a Teramo — aprile
- Sant'Agnese a Corropoli — gennaio
- San Valentino a Fano Adriano — febbraio