San Gerardo di Potenza 2027 - La iaccara di dodici metri portata a spalla e accesa in piazza
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: arcidiocesipotenza.it, letta il 20/09/2026.
La festa di San Gerardo si celebra a Potenza, in Basilicata, dal 26 al 30 maggio. Il 29 maggio sfila la Storica Parata dei Turchi, con circa 1.200 figuranti divisi in tre quadri storici, e in piazza Matteotti viene accesa la Iaccara, una torcia di canne e legna lunga circa dodici metri e pesante quasi una tonnellata, portata a spalla lungo tutto il percorso. Il 30 maggio, giorno della traslazione delle reliquie, la processione parte dalla cattedrale e attraversa il centro storico fino al tempietto di San Gerardo.
Il vescovo piacentino che si fermò a Potenza
Gerardo Della Porta, ovvero Gerardo di Potenza (Piacenza – Potenza, 30 ottobre 1119), fu vescovo di Potenza dal 1111 al 1119; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica ed è il patrono della città di Potenza. La cattedrale della città porta il suo nome da allora: venne dedicata a San Gerardo della Porta, santo, vescovo e patrono di Potenza alla fine dell'anno 1000.
Nato a Piacenza in una famiglia di nobili origini — i marchesi Della Porta — si diresse verso l'Italia Meridionale probabilmente con l'intenzione di imbarcarsi insieme ai crociati verso i Luoghi Santi; giunto però a Potenza iniziò a dedicarsi all'apostolato. Qui vide aprirsi davanti un vasto campo di apostolato, specialmente tra la gioventù, e aprì a tutti gratuitamente i tesori della sua cultura e della sua bontà, attirandosi la simpatia di tutto il popolo.
Il suo impegno gli attirò a tal punto l'ammirazione della gente che, quando morì il vescovo, il clero e il popolo lo scelsero come successore, per una carica vacante dal 1099, data della morte del precedente vescovo, anche lui di nome Gerardo. Fu consacrato Vescovo ad Acerenza, e resse la Chiesa di Potenza per otto anni.
Il suo successore Manfredo ne scrisse una Vita forse troppo dichiaratamente panegiristica e soprattutto ne ottenne una canonizzazione “viva voce” (ossia senza documentazione scritta) da parte del papa Callisto II. La proclamazione arrivò nel 1124, cinque anni dopo la morte.
La memoria popolare ne ha tenuto uno solo. Secondo il vescovo di Potenza Tiberio Durante altri furono i miracoli del Santo non celebrati dalla memoria popolare: a Gerardo sarebbe attribuita la trasmutazione dell'acqua in vino, la guarigione di ammalati dalla cecità, dalle paralisi, dalla sordità e dal mutismo.
Due date: il 30 maggio e il 30 ottobre
Il santo viene onorato principalmente il 30 maggio, ossia il giorno della traslazione delle sue reliquie, ma anche il 30 ottobre, giorno della sua morte. Si tratta della traslazione delle sue ossa, fatta dal Vescovo Oberto nel 1250.
Le reliquie del Santo Patrono, ritrovate soltanto nel 1250, dopo essere state nascoste per il timore che potessero essere trafugate, sono custodite nella Cattedrale di San Gerardo, a Potenza, e le ossa di S. Gerardo riposano sotto l'altare a lui dedicato nella Chiesa Cattedrale di Potenza.
Durante la festa patronale della città, che si celebra ogni anno il 30 maggio, la cattedrale svolge un ruolo molto importante, poiché è il punto di partenza della processione del santo: la statua conservata all'interno del duomo viene condotta fuori in una processione composta dall'arcivescovo e tutto il clero potentino, ma anche gli abitanti della città, e la processione attraversa tutto il centro storico fino al tempietto di San Gerardo (dove è situata una copia della statua) per poi ritornare nella cattedrale, dove verrà celebrata la messa.
Dal 26 al 30 maggio Potenza si anima per celebrare il suo patrono con un calendario che alterna momenti religiosi, spettacoli e iniziative popolari, e il programma culmina con la Storica Parata dei Turchi del 29 maggio e la processione con l'effigie del Santo il 30 maggio, accompagnata da un concerto di chiusura in piazza.
I Turchi risaliti dal Basento
Nella tradizione popolare della città di Potenza è principalmente ricordato per l'episodio della cacciata dei Turchi: secondo la leggenda la città fu attaccata, durante il medioevo, da un esercito di turchi, che fu scacciato grazie all'intercessione miracolosa del vescovo Gerardo.
La storia narra che il santo patrono San Gerardo respinse con un accecante bagliore l'invasione dei Turchi, i quali silenziosamente risalivano il fiume Basento a quel tempo navigabile, con l'aiuto di un corpo di angeli guerrieri, scongiurando l'invasione della città. Nel luogo in cui secondo la leggenda avvenne il miracolo è stato edificato un tempietto con una statua del santo, popolarmente conosciuto come “San Gerardo di marmo”, realizzato nel 1865 dagli scultori potentini Michele e Antonio Busciolano.
Il 24 giugno 1578, nei pressi dell'attuale Rione Betlemme, ai piedi dell'abitato, cavalieri e fanti, vestiti in livrea, andarono incontro al conte; poco più avanti tre piccoli castelletti, eretti per l'occasione, costituirono la scenografia della “scaramuzza”, lo scontro tra Cristiani e Mori, in memoria delle vittorie del nonno Carlo, gran Capitano di Spagna, su un esercito di 12.000 turchi; e di lì, tra cori di angioletti, il conte venne accompagnato in città e nei pressi di Porta Salza (la “porta che si alza”, cioè dotata di ponte levatoio) ricevette le chiavi in argento della Città di Potenza. Si racconta che i festeggiamenti proseguirono per giorni e giorni con balli, musiche e commedie.
Tre quadri, mille anni
Da quei due episodi nasce la sfilata dei turchi che si tiene il 29 maggio di ogni anno a Potenza, riconosciuta nel 2011 dal Ministero del Turismo “Patrimonio d'Italia per la Tradizione” e descritta come una delle più antiche e significative espressioni del patrimonio storico, antropologico e culturale del Mezzogiorno.
Tre i quadri storici, stabiliti nel Disciplinare, con un numero di partecipanti di 1.200 figuranti circa suddivisi tra l'Ambiente del 1800, 1500 e 1100. Le tre epoche sono l'epoca del vescovado di Gerardo a Potenza, le Crociate e la conquista normanna dell'Italia meridionale (XII secolo); l'epoca dei Guevara, la battaglia di Lepanto e l'assedio di Vienna (XVI secolo); gli anni dell'elevazione di Potenza a capitale della Basilicata, il Risorgimento e la riscoperta/reinvenzione della tradizione (XIX secolo).
Il primo quadro fa riferimento a una nota descrizione che Raffaele Riviello riporta in un suo libro dedicato alle tradizioni del popolo potentino: in essa si racconta non solo il momento della parata, ma anche tutto il clima di attesa della preparazione che precede la festa.
Il secondo si propone di rievocare un documento storico del 1578 in cui si descrive il popolo potentino che, vestito alla turchesca e alla moresca, accoglie in città il nuovo conte Alfonso de Guevara; dentro c'è anche il miracolo, con la rappresentazione di San Gerardo bambino, che su di una barca salva la città dall'invasione dei Turchi, preceduto da una schiera di angeli guerrieri che lo aiutano a compiere il miracolo. Il Quadro si apre con la carrozza di Civuddine e il suo harem; seguono i lancieri, gli arcieri e gli spadaccini turchi, che inscenano combattimenti con l'esercito.
Il terzo rappresenta il momento di devozione verso “u prut'tor”, mette in evidenza la religiosità dei potentini durante il XII secolo, e in questo quadro sfila il Tempietto, preceduto dai coloratissimi cinti devozionali e dai guardiani del Santo.
Nel corteo passano la società contadina, quella artigiana, gruppi di angioletti, il carro dell'accoglienza e i capitani delle sei porte cittadine rispettivamente: Porta San Giovanni, Porta San Gerardo, Porta San Luca, Porta Trinità, Porta Mendola, Porta Salza; e ancora sbandieratori, suonatori, sputafuoco, giocolieri e saltimbanchi. Il corteo attraversa la città lungo un percorso di 4 chilometri che parte dallo Stadio comunale “Alfredo Viviani” per arrivare al centro storico. Alla fine, il tempietto di San Gerardo raggiunge la Cattedrale segnando, così, la fine dei festeggiamenti pagani per dare avvio a quelli religiosi del 30 maggio.
Una tonnellata di canne accesa in piazza
La Iaccara è un'enorme torcia rituale lunga circa dodici metri e dal peso vicino a una tonnellata, formata da canne e legna che viene accesa al passaggio della parata.
Il fascio sfila sulle spalle di venti devoti in abiti d'epoca guidati dal “capo-iaccara”, con sopra seduta una figura burlesca che diverte gli spettatori con poesie e racconti, e che, innalzato nell'antica Piazza del Sedile, viene acceso in onore del Santo Patrono. Dal 2009 la iaccara rivive ogni 29 maggio con la Parata dei turchi a Potenza.
A conclusione della Parata, in piazza Matteotti come tradizione, viene effettuata l'accensione della Iaccara che viene portata a spalla lungo tutto il percorso della Parata, e prima di essere incendiata viene innalzata a braccia, scalata dal Capoiaccara. Un tempo erano iaccare sparse in luoghi larghi innanzi la Cattedrale, in Piazza, a Portasalza e davanti all'ex Ospedale dove c'è ora la Torre Guevara, perché la città si vedesse da lontano e si sapesse che era la festa di San Gerardo.
L'Associazione culturale “I Portatori del Santo” è attiva dal 1997, conta più di 200 associati, ed è nata con lo scopo di valorizzare i festeggiamenti in onore di San Gerardo e riscoprire le tradizioni e l'identità della città. Accanto a lei lavora l'associazione dei Portatori della Iaccara, che nei giorni precedenti apre i preparativi al pubblico per mostrare le fasi finali della lavorazione e trasmettere il valore simbolico di questo elemento.
Il calendario dell'associazione va oltre la sfilata: “I Portatori all'Hospice”, la consueta visita ai pazienti dell'ospedale “San Carlo” di Potenza; “I Portatori all'Avis” con la donazione di sangue dei Portatori; “I Portatori in carcere”: visita dei Portatori nella Casa circondariale di Potenza, dove è stato portato il Tempietto del Santo per far vivere il senso della festa e della devozione anche a chi è privato della libertà perché sta scontando una pena detentiva. E poi “I Portatori in vetrina”, grazie alla quale nelle vetrine del centro storico vengono esposti manichini con i vestiti che saranno poi utilizzati dai Portatori del Santo durante la Storica Parata dei Turchi, e “I Portatori a Scuola”, il progetto che racconta ai giovani alunni degli istituti scolastici del capoluogo la storia di San Gerardo e della Storica Parata.
La Storica Parata dei Turchi del 29 maggio è preceduta dal Pranzo dei Portatori, un pranzo di piazza che accoglie oltre 1.300 partecipanti tra musica e convivialità e che funge da preludio alla sfilata serale.
La parata è incentrata sull'incontro/scontro tra Mori e Cristiani, ma è anche uno straordinario percorso di quasi mille anni in cui la paura dell'Altro, di ciò che è diverso da noi, è stigmatizzata dal realismo della conoscenza, dalla simpatia — per esempio Civuddin, il Gran Turco —, un percorso che, rendendo l'Altro meno ignoto, diventa occasione di crescita, di superamento dei conflitti, di inclusione.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Potenza per la festa di San Gerardo non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Potenza Rione Mancusi è a 1,8 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Potenza Centro: da lì bastano 5 minuti di guida (3,5 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Chi si trova da queste parti trova anche queste.
- Storica Parata dei Turchi a Potenza — maggio
- Mercatini di Natale a Potenza — dicembre
- La Festa dello Spirito Santo a Melfi — maggio