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San Gilberto ad Altino 2026 - Le reliquie arrivate da Sempringham e i frammenti rimasti

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Ogni anno il 4 settembre il borgo di Altino, arroccato su uno sperone roccioso della provincia di Chieti, si stringe attorno al suo santo patrono San Gilberto. È una festa patronale di paese, fatta di riti religiosi, processione per le vie del centro storico e momenti di convivialità. Il patrono, però, non è nato qui: San Gilberto nacque in Inghilterra, e le sue reliquie arrivarono in Abruzzo per via di una persecuzione e di una pestilenza.

Il 4 settembre, fra i vicoli e la vallata

Il sito istituzionale del Comune di Altino indica esplicitamente San Gilberto come patrono e il 4 settembre come giorno della sua ricorrenza, appuntamento che ogni anno richiama l'intera comunità nel centro storico del paese. La festa si svolge tra la Chiesa di Santa Maria del Popolo e le altre chiese del paese, in uno scenario di vicoli, chiese e scorci sulla vallata.

Come nella maggior parte delle feste patronali abruzzesi, la giornata intreccia la dimensione religiosa e quella civile: le funzioni liturgiche, la processione del simulacro del santo per le vie del centro storico e i momenti conviviali che animano le piazze del borgo.

Il culto è documentato da secoli: si ha notizia di una chiesa dedicata a San Gilberto ad Altino già dalle Rationes Decimarum del 1324, come riporta Maria Concetta Nicolai in «Un Santo per ogni campanile. Il culto dei Santi Patroni in Abruzzo», volume III, a pagina 232.

Un fondatore inglese morto a 106 anni

San Gilberto nacque in Inghilterra, a Sempringham, nel 1083, e morì il 4 febbraio 1189 all'età di 106 anni. Nel villaggio del Lincolnshire di cui reggeva la parrocchia fondò, attorno al 1130, l'Ordine Gilbertino in Gran Bretagna. Fu iscritto nel Catalogo dei Santi ad Anagni da papa Innocenzo III, l'11 gennaio 1202.

Dalla persecuzione di Enrico VIII a Roccascalegna

Nel XVI secolo, in seguito alla persecuzione di Enrico VIII nei confronti dei gilbertini, gruppi di monaci si rifugiarono a Roma, portandosi dietro le reliquie del fondatore.

Papa Paolo IV, cioè Gian Pietro Carafa, conosceva bene questi luoghi, perché il 24 settembre del 1537 aveva assunto il titolo cardinalizio di San Pancrazio fuori le mura, e assegnò loro il monastero di San Pancrazio presso Roccascalegna. Lì una grave pestilenza ridusse la comunità monastica a pochi sopravvissuti, e alla fine l'ultimo superstite portò i resti del Santo nella chiesa di Altino, parrocchia che i monaci governavano, e lì fu nominato parroco.

Alla morte di quel parroco gli subentrò un sacerdote di Casoli, che trasferì le reliquie nella propria parrocchia, lasciando ad Altino solo qualche frammento per il reliquiario. A Casoli San Gilberto è ancora venerato come compatrono.

La raggiera d'argento, e il furto degli anni Ottanta

Del busto restano descrizioni precise. Era un busto-reliquiario in legno dorato: sul capo spiccava una bella raggiera d'argento, e accanto al reliquiario di forma circolare che il santo regge con la mano destra c'era una pergamena sigillata. Nel reliquiario rotondo inserito nel busto si conservavano le reliquie.

La testimonianza di un sacerdote aggiunge che dentro il busto ligneo vi erano anche il teschio e le tibie, molto probabilmente solo dei frammenti, visto che il busto non era così grande da riuscire a contenerli integri.

Il busto-reliquiario in legno dorato di San Gilberto è stato rubato nella Chiesa di Santa Maria Maggiore negli anni Ottanta.

Come arrivare alla festa

Arrivare ad Altino per la festa di San Gilberto chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Bomba, a 13 chilometri da Altino, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Piane d'Archi-Altino-Casoli restano 5 chilometri, che in 7 minuti portano a destinazione.

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