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San Giovanni Battista a Busto Arsizio 2027 - L'acqua con le erbe lasciata tutta la notte sotto la luna

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 20 al 28 giugno 2026
Dove piazza Santa Maria, Dobbiaco

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 21/09/2026.

La festa di San Giovanni Battista, patrono di Busto Arsizio, in provincia di Varese, si celebra il 24 giugno, e il calendario degli eventi va dal 20 al 28. Il 23, in piazza Santa Maria, si tiene la Cerimonia dell'acqua di San Giovanni: si mettono in infusione in acqua di fonte l'iperico, la lavanda, la ruta, l'artemisia, il rosmarino e la salvia, e si lascia il contenitore sull'erba, esposto alla luce della luna, fino al mattino dopo. Il 24, in basilica, si celebra la santa messa solenne.

Una bacinella d'acqua lasciata sul prato

Ogni anno, tra il 23 e il 24 giugno, si prepara l'acqua di San Giovanni: si mettono in infusione, in purissima acqua di fonte, le erbe specificamente legate alla devozione per San Giovanni, e le si lascia per tutta la notte precedente il giorno in cui viene venerato.

Si pone sull'erba e si lascia esposto alla luce della luna, perché — dice la credenza — l'acqua al suo interno assume «una frequenza vibrazionale di purificazione e rinnovamento». E c'è una regola sul quando usarla: solo ed esclusivamente il mattino dopo la si può utilizzare per lavarsi il viso e il corpo.

Le piante indicate sono precise: l'iperico — «non a caso chiamato anche erba di San Giovanni» — la lavanda, la ruta, l'artemisia, ma anche piante aromatiche come rosmarino e salvia. Il risultato, secondo l'antica credenza popolare tramandata dal mondo contadino, è un liquido aromatizzato dalle grandi proprietà curative e rigeneranti per la pelle.

A Busto Arsizio questa tradizione non è rimasta solo domestica: l'affascinante tradizione dell'Acqua di San Giovanni rivive nella Patronale, e il 23 giugno si tiene una Cerimonia dell'acqua di San Giovanni in piazza Santa Maria.

Perché proprio il 24 giugno

Nel calendario dell'antica Roma il 24 giugno era il giorno del solstizio d'estate e segnava l'inizio della mietitura; attorno alla celebrazione liturgica della Natività di san Giovanni Battista si sono sviluppate manifestazioni ricollegabili a culti agrari e solari di origine pagana, arrivate fino a noi.

Fra queste, l'uso di cantare e ballare, nella notte della vigilia, attorno a un falò, perché il fuoco ha funzioni purificatrici e propiziatrici; e nella stessa occasione erano riconosciute funzioni propiziatrici anche all'acqua, a certe erbe, al sole nascente.

Il patrono di una città, e dei Longobardi

Il patrono è san Giovanni Battista, festeggiato in città il 24 giugno, e la sua festa rappresenta da sempre un momento di forte partecipazione religiosa e civile. Il legame è antico quanto l'abitato: i Longobardi erano mossi da una speciale devozione verso il nome del Salvatore, dell'arcangelo Michele e di san Giovanni Battista, tanto che a questi nomi solevano quasi unicamente raccomandare le loro basiliche; e fuori dell'abitato, come era loro consuetudine, costruirono una cappella dedicata al loro santo patrono Giovanni Battista.

Quella cappella era una chiesetta larga otto metri.

La basilica, e la messa celebrata in cantiere

Sullo stesso terreno si sono succedute tre chiese. Dopo quella longobarda venne la chiesa di età comunale, larga 16 metri e lunga 30, con tre absidi, tutta in mattoni a vista, a cui nel 1418 si aggiunse il massiccio campanile a base quadrata, che rimane, coronato da cuspide conica. Quella chiesa fu abbandonata benché fosse in buono stato, per una ragione amministrativa: il trasferimento delle autorità piovane da Olgiate Olona a Busto Arsizio, deciso da San Carlo Borromeo nel 1583, che portò il bisogno di un presbiterio più ampio e il desiderio di una chiesa più decorosa.

La prima pietra della basilica di San Giovanni fu posta nel 1609, su disegno del famoso architetto Francesco Maria Richini, e i lavori andarono oltre la peste del 1630, ricordata nell'iscrizione che corre sopra il cornicione interno, fino al compimento nel 1644. L'edificio ha pianta a croce latina con tre navate ed eccezionalmente con due transetti, e sul secondo monta la cupola, realizzata intorno al 1635.

La prima funzione si celebrò solo nel 1614, a lavori ancora non ultimati, in occasione della festa patronale. Il 24 giugno 1614, festa della natività del Battista, il prevosto celebrò la prima messa nella nuova chiesa in costruzione.

Reliquie portate da Roma, e una rosa della Vergine

La chiesa era già detta basilica fin dal 1243, come appare da un documento di quell'anno, e dalle memorie della curia arcivescovile si sa che nel 1346 vi furono consacrate due cappelle, l'una di San Giovanni Battista e l'altra dedicata alla Vergine. Il battistero fu eretto nel 1594, e nello stesso anno si fece il tabernacolo di legno dorato e dipinto, che costò quasi 1200 scudi d'oro raccolti per oblazioni dei borghigiani — cioè pagato dagli abitanti.

Dentro quel tabernacolo si conservano le molte reliquie recate da Roma nel 1541 da Luca Tosi, monaco di San Saba. Gli atti di visita del 1603 ne elencano alcune: «De rosa seu viola plantata a Maria Virgine», «De incenso oblato a Magis», «De lapide unde Moyses eduxit aquas in deserto» — un pezzo della rosa piantata dalla Vergine, dell'incenso offerto dai Magi, della pietra da cui sgorgò l'acqua nel deserto.

La civica benemerenza

Oggi il 24 giugno tiene insieme la parte religiosa e quella civile. La cerimonia comincia nel parco della villa Ottolini-Tosi — in sala Consiglio se piove — ed è il momento in cui la civica benemerenza viene attribuita a un imprenditore della città per il suo contributo alla comunità, insieme ai riconoscimenti per i cittadini meritevoli. In basilica si celebra la santa messa solenne.

La festa è un'occasione per valorizzare il senso di appartenenza alla città e per riconoscere il contributo di cittadini, associazioni e realtà che operano per il bene comune.

Nove giorni di città

Attorno al 24, il calendario si allarga: gli eventi si articolano dal 20 al 28 giugno. Si apre il 20 con il Concerto all'alba del mattino, nel parco di Villa Ottolini-Tosi; dal 20 al 22 c'è «San Giüan», con musica, birra e cibo di strada; il 23, oltre alla cerimonia dell'acqua, un concerto di musica antica; il 26 la Cena patronale in piazza Vittorio Emanuele II e le visite guidate a Palazzo Cicogna; il 28 la Notte Bianca nel centro cittadino.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Busto Arsizio per la festa di San Giovanni Battista non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Busto Arsizio FS si trova a un chilometro dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Busto Arsizio - Cassano Magnago dista 3,7 chilometri, cioè 4 minuti di strada.

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