San Giovanni Battista a Monza 2027 - La basilica con le guardie armate Alabardieri
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: hoteldelaville.com, letta il 21/09/2026.
La festa di San Giovanni Battista è la festa patronale principale di Monza, in Lombardia, e cade il 24 giugno, ma le celebrazioni si distendono lungo circa un mese. Il 24 la giornata comincia con la Messa solenne in Duomo, con gli altari coperti dalle composizioni floreali degli «Altari fioriti»; poi dalla Torre Viscontea parte il corteo storico in costume teodolindeo, con oltre cento figuranti, e la sera si chiude con i fuochi al Parco della Villa Reale. Dentro la basilica l'arciprete può schierare un proprio gruppo di guardie armate, gli Alabardieri.
Dodici uomini con l'alabarda dentro la chiesa
L'arciprete della Basilica di San Giovanni Battista mantiene tuttora antichi privilegi: gode di insegne episcopali, quali mitra e anello, e può schierare all'interno del Duomo, nelle circostanze solenni, un proprio gruppo di guardie armate: gli Alabardieri.
Gli Alabardieri sono agli ordini dell'Arciprete del Duomo che, «con il Vaticano e le guardie Svizzere, è l'unica Chiesa al mondo che può disporre di guardie armate durante le Sacre funzioni più importanti». Sono dodici Alabardieri più un Capo, tutti nella settecentesca uniforme di panno blu orlato in oro e armati di spada e alabarda.
Da guardie di una regina a custodi di un tesoro
La loro storia comincia dove comincia la città. Nascono come guardie della regina Teodolinda, responsabili della sua personale protezione, e come guardiani del prezioso tesoro custodito nel primo Oraculum, poi Duomo, da Lei fatto costruire sulla riva del fiume Lambro. L'istituzione del Corpo non ha una data certa testimoniata da scritti o documenti, e la tradizione ne colloca l'origine alla fine del VI secolo, fra le guardie d'onore longobarde.
Le prove documentarie arrivano molto dopo. La prima notizia certa risale al 1718, quando nel manoscritto «Giubili di Monza», nel IV capitolo, si descrive la processione per la ricorrenza del Santo Chiodo e si testimonia la presenza degli Alabardieri. Poi, nel 1763, in risposta alla richiesta dei Fabbriceri del Duomo, arriva il famoso editto di Maria Teresa d'Austria (1717 – 1780), che approva con leggere modifiche la nuova uniforme. Negli archivi resta anche la formula che descrive il privilegio: «immemorabile possesso di far assistere le proprie Sacre funzioni da dodici uomini armati d'alabarda sotto la direzione di un capo».
Anche il cappello ha una storia. Il tricorno settecentesco fu sostituito dalla più moderna feluca, «sembra voluta da Napoleone in persona», e quella del capo è arricchita da una piuma di struzzo bianca. Le piume rosse che si vedono oggi sugli altri cappelli sono state aggiunte nel 2008, per una pura ragione estetica.
Il giuramento del 23 giugno
Quando necessario vengono arruolati giovani volontari che, dopo circa un anno di preparazione, vengono immessi nel Corpo Alabardieri durante una solenne cerimonia in Duomo che si tiene il 23 giugno, vigilia di San Giovanni Battista, il santo a cui la basilica è dedicata.
Il rito è preciso: dopo aver dichiarato sull'altare il loro impegno a servire la Chiesa, i giovani ricevono spada e feluca dall'Arciprete e l'alabarda dal Comandante. Svolgono il loro servizio volontariamente e in modo del tutto gratuito, e oggi sono presenti in Duomo, nei giorni delle più importanti festività religiose, solo alla messa pontificale del mattino.
Una basilica nata da una regina
Intorno al 595 Teodolinda, regina dei Longobardi, fonda a Monza la basilica dedicata a San Giovanni Battista, accanto al palazzo magnificamente decorato con le imprese dei Longobardi che fa edificare sulle rive del Lambro, dotandola di molti ornamenti d'oro e di rendite sufficienti. Era un «oraculum», una cappella palatina.
Nel 603 vi fu celebrato il battesimo del principe Adaloaldo, figlio di Teodolinda e del re Agilulfo ed erede al trono, con rito cattolico, da Secondo di Trento, abate benedettino consigliere della Regina. Alla morte di Teodolinda, avvenuta nel 627, la basilica divenne luogo della sua sepoltura. Più tardi i Visconti confermarono il ruolo del Duomo quale sede delle solenni incoronazioni reali, e nel suo tesoro è custodito l'oggetto più famoso di tutti: la Corona Ferrea.
La chiesa che ospita tutto questo
Dell'oratorio di Teodolinda non resta l'alzato: la costruzione dell'attuale edificio ebbe inizio nel 1300, quando l'arciprete Avvocato degli Avvocati pose la prima pietra della nuova basilica, e i lavori furono favoriti dal rientro del Tesoro da Avignone nel 1345. La fase decisiva si colloca nella seconda metà del Trecento sotto la direzione di Matteo da Campione, a cui si devono la monumentale facciata a salienti, il grande rosone centrale, il pulpito e il battistero. Nella cappella dedicata alla regina, tra il 1444 e il 1446 gli Zavattari dipinsero un ampio ciclo di affreschi tardogotici con gli episodi della sua vita, «considerato uno dei più importanti complessi pittorici del gotico internazionale in Italia».
Il campanile venne dopo: alto circa 78 metri, fu iniziato il 23 maggio 1592 su progetto attribuito a Pellegrino Tibaldi, portato avanti da Ercole Turati e completato nel 1620. La facciata deve il suo aspetto all'alternanza del marmo di Candoglia e del marmo di Musso, e nella lunetta del portale sono raffigurati la regina Teodolinda, il re Agilulfo e i simboli connessi al tesoro del duomo.
Poi vennero le perdite. Durante il periodo napoleonico una parte consistente degli oggetti in oro e argento del tesoro fu fusa per sostenere le spese militari, e altri beni furono trasferiti a Parigi; con la Restaurazione del 1815 furono avviate richieste di restituzione, ma una parte risultò definitivamente perduta — fra cui la cosiddetta corona di Agilulfo, documentata dalle fonti ma non più esistente. Il volto attuale della chiesa viene invece da due grandi cantieri di restauro: quello fra il 1892 e il 1908, sotto Luca Beltrami e Gaetano Landriani, e quello fra il 2013 e il 2020, che ha restituito la leggibilità delle cromie originarie e il caratteristico effetto bicromo del prospetto. Nel 2014 è stato consacrato il nuovo altare, in continuità col contesto storico dell'edificio. Prima di quello l'altare maggiore era stato progettato nel 1798 da Andrea Appiani, e il nuovo pulpito realizzato nel 1808 da Carlo Amati: due interventi neoclassici che introdussero nella basilica «un linguaggio più misurato e classicista».
Il 24 giugno, e il mese intorno
La Festa di San Giovanni Battista è la festa patronale principale di Monza. La data ufficiale è il 24 giugno, che coincide con il calendario liturgico ed è il giorno della nascita del santo secondo la tradizione cristiana; il culto risale a epoche precedenti all'anno Mille, quando la città cominciò a riconoscere ufficialmente il Battista come protettore della comunità.
La festa però non dura un giorno: le celebrazioni si distendono lungo circa un mese, e dal 24 al 28 giugno si animano le principali piazze. Si comincia con il concerto della Cappella musicale in duomo, e gli appuntamenti si distribuiscono fra Piazza Roma, il Duomo, la Torre Viscontea, il centro storico e il Parco di Monza.
Durante il Medioevo l'evento era occasione per stringere relazioni tra le famiglie locali e per sancire alleanze politiche, e l'elemento religioso si è sempre accompagnato ad attività pubbliche, spettacoli e scambi commerciali.
La messa, gli altari fioriti e le benemerenze
Il 24 la giornata inizia con la Messa solenne in Duomo, alla presenza delle autorità civili. Per l'occasione la Basilica viene vestita a festa, e gli altari vengono abbelliti con scenografiche composizioni floreali create da esperti fioristi provenienti da tutta la Brianza; gli addobbi rimangono poi esposti al pubblico nell'ambito della consueta manifestazione «Altari fioriti».
Nel pomeriggio la città premia i suoi. La cerimonia della consegna delle benemerenze civiche ha radici nel secondo dopoguerra e nasce con l'intento di premiare cittadini e associazioni che si sono distinti per l'impegno in ambito sociale, culturale o professionale: si consegnano il Giovannino d'Oro e il Premio Corona Ferrea, quest'ultimo all'associazione cittadina distintasi in campo culturale, sportivo o sociale.
Il corteo dei borghigiani di Modoetia
Il momento più scenografico è la rievocazione, ed è tutta in costume teodolindeo. Dalla Torre Viscontea di largo Mazzini parte il corteo storico, con oltre cento figuranti in abiti medievali accompagnati da tamburi e gruppi musicali, che percorre le strade fino in piazza Duomo al suono delle chiarine medievali.
Il corteo presenta al pubblico i borghigiani di Modoetia, fra i quali i nobili e i notabili elegantemente abbigliati, i religiosi del Capitolo di San Giovanni, i contadini e gli artigiani con i loro strumenti da lavoro.
In piazza dell'Arengario si apre un mercato animato di ispirazione medievale, dove è possibile scoprire gli antichi mestieri, come quello della lavorazione del pizzo e della lana, ammirare le prove di volo dei falconieri e degustare gli antichi confetti già presenti nel banchetto di nozze di Teodolinda. Lungo le vie del centro sfilano gli sbandieratori, e con loro saltimbanchi, giullari, attori e musici.
I fuochi, e il mazzolino di erbe
Sotto le guglie del Duomo, agli intrattenimenti medievali con i danzatori e i cantori del territorio seguono gli spettacoli serali, con i giochi di luce e i fuochi accompagnati dalla musica e dalle danze in verticale, e il volo della colomba teodolindea sul pallone aerostatico. La chiusura è lo spettacolo pirotecnico al Parco della Villa Reale, accompagnato da una selezione di brani musicali.
Intanto le strade sono occupate dalla tradizionale Fiera di San Giovanni, con le sue bancarelle che propongono prodotti d'artigianato e specialità gastronomiche locali, e dal mercato di San Giovanni.
C'è infine il «mazzolino di San Giovanni», un mazzo di erbe aromatiche dal valore benaugurante, legato ai riti antichi della notte di San Giovanni.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa di San Giovanni Battista, a Monza, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Monza si trova a 1,6 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Monza dista 2,8 chilometri, cioè 3 minuti di strada.
Nello stesso periodo, poco lontano
Nella stessa provincia, altre feste da mettere in calendario.
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- Festa de Carnà a Carnate — aprile
- San Fermo ad Albiate — agosto