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San Lorenzo a Bagnoli Irpino 2027 - L'ampolla con la goccia di grasso del martire

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
10 agosto 2026
Dove contrada S. Lorenzo, Calliano

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: pt39.it, letta il 21/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

La festa di San Lorenzo si celebra il 10 agosto a Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino, in Campania, ai piedi dell'altopiano del Laceno. La mattina si tengono le messe nella Collegiata di Santa Maria Assunta; nel pomeriggio la comunità va in processione verso la contrada San Lorenzo, dove si celebra la funzione all'aperto davanti alla chiesetta del santo, e la giornata comprende la venerazione della reliquia — un'antica ampolla di vetro con una goccia del grasso del martire — e la benedizione eucaristica. San Lorenzo è patrono del paese fin dal Medioevo, e nel 1769 una Bolla Pontificia lo dichiarò Patrono Principale di tutta Bagnoli.

Che cosa c'è dentro la reliquia

La reliquia che a Bagnoli Irpino si venera da secoli è registrata nella relazione manoscritta del 14 maggio 1662, scritta in occasione della visita pastorale del Vescovo di Nusco Angelo Picchetto: «Adest ampolla vitrea antiqua cum gutta pinguedinis Sancti Laurentiis Martiris…», cioè «un'antica ampolla di vetro con una goccia del grasso di San Lorenzo».

Il vescovo annota anche che si tratta di una reliquia venerata da tempo immemorabile dal popolo bagnolese, e che quel santo era il più antico e principale protettore del paese.

San Lorenzo, diacono e martire, fu martirizzato nel III secolo durante le persecuzioni contro i cristiani; è patrono dei poveri e dei cuochi. Raccontando come Bagnoli scelse il proprio patrono, le memorie locali dicono che «per Bagnoli la scelta cadde su San Lorenzo, martire ideale, che aiutava i poveri e messo sulla graticola».

Alla venerazione di quella reliquia è dedicato uno dei momenti fissi della festa.

Un vescovo, due chiese, un paese

La devozione risale intorno al 1100, e secondo la tradizione locale ha un'origine precisa: Sant'Amato, primo vescovo della nascente Diocesi di Nusco, fece erigere la chiesa di San Lorenzo con l'eremo annesso. A Bagnoli ne fece costruire due: una detta di Santa Maria Nova — probabilmente sul Lago Laceno — e l'altra dedicata a San Lorenzo.

Attorno a quella chiesa si formò subito un casale, come accadde in altre contrade — San Sebastiano, Santo Ianni, San Polito e Santo Iuorio —, e nel XIII secolo quei casali si fusero prendendo il nome di Balneoli, per diventare poi, in altro sito, il paese di Bagnoli.

Da quel nucleo antico è nata la contrada che ancora oggi porta il nome del santo e che ogni 10 agosto diventa meta della processione.

Lo storico locale Alfonso Sanduzzi, nelle sue «Memorie Storiche di Bagnoli Irpino», afferma che il protettore principale e antichissimo di questa terra è sempre stato San Lorenzo — «Santu Lavriénzu», nel dialetto in cui il paese si chiama «Vagnúlu».

La bolla del 1769

Il culmine dello splendore tradizionale si ottenne nel 1769 con la Bolla Pontificia che dichiarò san Lorenzo Patrono Principale di tutta Bagnoli, e che fece stilare una novena al santo.

Quella novena fu data alle stampe a Napoli nel 1778, «a imperitura memoria, sia della festa che della fiera abbinata»: «Novena del glorioso martire S. Lorenzo a devozione de' cittadini di Bagnuolo».

Una fiera che non c'è più

«La nostra devozione è secolare e nei secoli passati ha acquistato sempre più prestigio in Irpinia da abbinarla a una famosa fiera.»

Perduto è anche un pellegrinaggio: «negli ultimi anni prima che fosse abbandonata all'oblio, la comunità bagnolese organizzava un pellegrinaggio al SS. Salvatore, dal quale poi al ritorno si fermava a san Lorenzo per venerare il Santo ed eventualmente procurarsi ciò che serviva alla vita quotidiana».

Di quel mondo resta un canto. La nobildonna Adelaide Cione, sorella di don Domenico Cione, «sembra abbia sognato, una notte, che al seguito della processione in onore di S. Lorenzo delle donne cantassero» una certa invocazione; ancora oggi, nella ricorrenza del Santo Patrono, molti la ripetono.

Dalla chiesa madre alla contrada

La festa è il 10 agosto, giorno in cui la Chiesa celebra la ricorrenza, ed è di precetto per la comunità bagnolese. Nei tre giorni precedenti — 7, 8 e 9 agosto — si tiene il triduo di preparazione, con rosario, catechesi e celebrazione serale.

La mattina è dedicata alle messe nella Collegiata di Santa Maria Assunta, la chiesa madre in Piazza Umberto I, che ha impianto a croce latina, tre navate e doppio transetto ed è stata ricostruita in parte dopo l'incendio del 1651.

Nel pomeriggio la comunità si mette in cammino: va in processione verso la contrada San Lorenzo, dove si celebra la funzione all'aperto davanti alla chiesetta del santo, per poi rientrare — in processione e fiaccolata — verso la chiesa madre. La messa si tiene sul piazzale antistante la chiesetta, che è in ristrutturazione.

I momenti fissi della giornata sono l'attualizzazione della vita del santo durante la messa solenne, la presenza delle autorità civili e militari, la venerazione della reliquia e la benedizione eucaristica conclusiva. Attorno passano la banda musicale per le strade del centro storico e, in contrada, i fuochi pirotecnici.

Le stelle, e il concertone in piazza

In Piazza Leonardo Di Capua — intitolata al medico e letterato bagnolese del Seicento — si tiene la sera il Festival di San Lorenzo, il concertone aperto a tutti.

La coincidenza con la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, «dà alla ricorrenza un fascino ulteriore in un territorio dove il cielo resta particolarmente limpido». Il paese sta ai piedi dell'altopiano del Laceno, nel cuore dell'Irpinia.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Bagnoli Irpino per la festa di San Lorenzo non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Bagnoli Irpino a un passo dal centro, 1,8 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Cassano I.-Montella, e da lì restano 5,5 chilometri e 10 minuti.

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