San Lorenzo a Caposele 2027 - Il patrono scelto nel 1494 insieme allo stemma
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: diocesisantangelo.it, letta il 21/09/2026.
La festa di San Lorenzo si celebra dal 7 al 10 agosto a Caposele, in provincia di Avellino — e l'annuario della diocesi registra anche una festa in onore del patrono con musica e stand enogastronomici nell'ultima domenica di agosto — con momenti di preghiera, processioni e celebrazioni solenni; il giorno del patrono è il 10 agosto. San Lorenzo fu scelto come patrono nel 1494, insieme allo stemma del comune, quando il paese ottenne il titolo di Universitas, e la sua chiesa madre è oggi il Tempio Artistico di San Lorenzo Martire, costruito sulle macerie del terremoto del 1980 e aperto al culto nel 2008.
Un santo scelto quando il paese divenne se stesso
Ci sono patroni che arrivano con una leggenda e patroni che arrivano con un atto amministrativo. San Lorenzo, a Caposele, appartiene alla seconda specie, e la data si sa: 1494. In quell'anno il paese ottenne il titolo di Universitas, cioè di comune autonomo in grado di eleggere liberamente un sindaco per alzata di mano dei suoi abitanti e di amministrare la giustizia. Nello stesso passaggio i caposelesi scelsero due cose che ancora oggi li rappresentano: uno stemma per il proprio comune e un santo patrono, san Lorenzo, per la chiesa madre.
Non era un momento qualunque. Le prime notizie di un feudo e di un probabile castello risalgono al periodo normanno, probabilmente al 1160, quando Filippo di Balvano ne divenne il proprietario; poi il feudo passò dagli Svevi agli Angioini e quindi agli Aragonesi, e nel 1416 la regina Giovanna II di Napoli ne affidò le entrate ad Antonio Gesualdo. Fu con Luigi II Gesualdo che il paese raggiunse grande prosperità, tanto che proprio allora arrivò il titolo di Universitas. Il patrono e lo stemma sono stati scelti in quel passaggio, non prima.
Il dieci agosto, e una seconda data
Il giorno è il 10 agosto, e i caposelesi hanno in san Lorenzo il loro patrono.
La festa dura quattro giorni pieni: dal 7 al 10 agosto la comunità si riunisce per celebrare la Solennità di San Lorenzo, patrono del paese, con momenti di preghiera, processioni e celebrazioni solenni.
Attorno, agosto a Caposele è pieno. Il calendario del paese mette le serate del jazz dall'1 al 15 agosto, e al 15 agosto due appuntamenti nello stesso giorno: la Corsa dei Tre Campanili e la Sagra del fusillo. Il patrono apre il mese, il paese lo riempie.
La chiesa nata dalle macerie
La chiesa madre dedicata a san Lorenzo non è quella del 1494, e la ragione sta in una data che in Irpinia non si dimentica: il 23 novembre 1980. Il terremoto distrusse il preesistente edificio religioso dedicato a San Francesco, e dalle sue macerie è sorta l'attuale Chiesa di San Lorenzo Martire, nota anche come Tempio Artistico di San Lorenzo, nel centro storico.
La ricostruzione è stata lunghissima. Il progetto è dell'architetto Carlo Cuomo e dell'ingegnere Vittorio Gigliotti, con i calcoli statici del professore Luigi Adriani; Gigliotti elaborò l'architettura nel 1986, e il progetto ottenne il primo premio alla Mostra Internazionale di Architettura di New York del 1988. Dopo una lunga e travagliata costruzione, la chiesa è stata aperta al culto nel 2008.
L'acqua come idea, non come ornamento
Il Tempio Artistico è una chiesa costruita su un'immagine sola, e l'immagine è l'acqua. Nasce da una felice interpretazione del brano del profeta Ezechiele, nel quale è narrata la visione dell'acqua che, sgorgando dal Tempio di Gerusalemme, fluisce, risana e dona la vita. Il parallelo è dichiarato: così come da Caposele le acque ristoratrici del Sele restituiscono linfa vitale alle altrimenti riarse terre della Puglia, allo stesso modo da questa chiesa la grazia dello Spirito conferisce ai fedeli la vita promessa dal Salvatore.
Secondo i progettisti l'architettura trae ispirazione dallo spettacolo impressionante della galleria sotterranea di captazione della sorgente, con l'acqua che scorre tumultuosamente: le strutture della copertura e del soffitto richiamano l'immagine dell'acqua, evocandone i filetti liquidi e i vortici. All'interno, l'aula liturgica sembra un unico grande fiume che, avente come fulcro e sorgente l'altare, costituisce con esso un connubio tra forma, colore e luce. Le opere marmoree — altare, ambone e battistero — e il «Cristo» bronzeo sono dell'artista bergamasco Mario Toffetti, lo «scultore dei papi», già distintosi per aver ricevuto incarichi in Vaticano. Ai piedi dell'altare, in un apposito spazio, è custodita una venerata reliquia di San Gerardo Maiella, il protettore di mamme e bambini tanto adorato dalla comunità caposelese.
Perché proprio l'acqua, in questo paese
L'acqua non è una metafora scelta dai progettisti: è la materia prima del paese. Il nome stesso del paese viene dalla locuzione latina Caput Sylaris, «inizio» del «Sele»: dalle sorgenti di Piazza Sanità si origina il fiume che dà vita all'omonima valle. Il Sele viene nominato in diversi scritti, anche di celebri poeti e scrittori, quali Omero, Virgilio e Plinio. Da qui parte l'Acquedotto Pugliese, e le sorgenti di Caposele, insieme a quelle di Cassano Irpino, forniscono l'approvvigionamento idrico a quasi 10 milioni di persone fra Campania, Basilicata e Puglia.
Il paese conta 3.388 abitanti, sta a 405 metri sul livello del mare e a 58 chilometri da Avellino, alle pendici del monte Paflagone, su un territorio di 41,28 chilometri quadrati. Non è sempre stato così: una scheda dell'Ottocento lo descriveva come «CAPOSALE, volgarmente CAPOSELLE, borgo del regno delle Due Sicilie, prov. di Principato citeriore», con un territorio interamente montuoso che produceva pochi cereali ma vino e seta in abbondanza, una fiera ai 30 giugno e ai 5 settembre di ogni anno, e circa 2.200 abitanti dediti in gran parte a varie manifatture di pannilani. Nel XVIII secolo, comunque, Caposele aveva già assunto il caratteristico assetto di paese che conserva ancora oggi. Il santo scelto nel 1494 è rimasto lo stesso, e ogni agosto le processioni lo riportano per strada.
Come arrivare alla festa
La festa di San Lorenzo a Caposele si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Lioni, a 12 chilometri da Caposele, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Caposele restano 2,4 chilometri, che in 3 minuti portano a destinazione.
Altre feste in provincia di Avellino
Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.
- Mercatino e Albero di Natale a Caposele — dicembre
- San Lorenzo a Bagnoli Irpino — agosto
- Festa della Madonna del Caroseno a Greci — luglio