San Martino a Caldarola e la tela del Transito nella Collegiata 2026
Ricorrenza a data fissa. L'anno e' dedotto e va confermato.
La festa di San Martino si celebra a Caldarola, in provincia di Macerata, l'11 novembre: San Martino di Tours è il patrono del paese. Il santo è raffigurato nella Collegiata di San Martino su una grande tela di 3,50 per 2,00 metri, opera di Simone de Magistris del 1594, denominata «La Messa di San Martino» o «Transito di San Martino». La Collegiata fu inaugurata nel 1590 con bolla di Sisto V ed elevata a Collegiata insigne, e il suo campanile cuspidato è alto 45 metri.
Il mantello tagliato ai primi freddi
L'episodio è quello che tutti abbiamo letto. San Martino, a cavallo e avvolto nel suo mantello di guardia imperiale, incontra un povero ai primi freddi d'autunno; il cavaliere sguaina la spada e, facendo due pezzi del suo mantello, ne dona la metà al povero. La notte, in sogno, vede Gesù avvolto in quel mezzo mantello.
La sua vita si può compendiare in un epigramma: «soldato per forza, monaco per scelta, vescovo per dovere». Nato nel 317 tra armi e armati, Martino si arruolò e fu mandato nelle Gallie, di guarnigione ad Amiens; passato dal paganesimo al cristianesimo, ottenne il congedo e si fermò a Poitiers, in un luogo solitario che mutò in eremo. A Ligugé era diventato come un immenso albero sotto i cui rami da ogni parte correvano a rifugiarsi altre anime, e il tempo si divideva fra la preghiera in comune, il trascrivere manoscritti e la coltivazione dei campi.
Il vescovo che non distruggeva senza ricostruire
Rimasta vacante la sede vescovile di Tours, il popolo a una voce lo volle suo pastore. La prima cura fu combattere il paganesimo, diffuso specie nelle campagne, e la sua parola persuasiva mosse gli abitanti ad abbattere i loro idoli. Il santo non distruggeva che per riedificare, e non mancava mai di costruire una chiesa e anche un monastero dove scompariva un tempio pagano.
Percorse le Gallie operando conversioni di intere città e villaggi, ed esercitava una grande influenza sugli stessi monarchi, ai quali ricorreva per ottenere favori per i deboli e i perseguitati — fossero pure gli eretici. Aveva combattuto contro le atrocità degli Ariani, e non esitò a combattere contro le violenze che una male intesa ortodossia voleva infliggere ai Priscilliani.
Morì nel 397 presso Tours, e il culto iniziò con la sua stessa morte. Si è scritto che dopo la Madonna non vi sia santo a cui siano state dedicate più chiese.
Due visioni nello stesso momento
Della sua morte la tradizione racconta due episodi lontani fra loro. San Severino, vescovo di Colonia, intese un coro di angeli celebrarne l'ingresso in paradiso; e a Milano sant'Ambrogio, mentre celebrava la messa, all'improvviso sembrò addormentarsi con sorpresa degli astanti — e quando lo si svegliò disse di aver assistito alla morte del beato Martino. La Legenda Aurea riferisce che partecipò ai suoi funerali.
Sono queste due visioni a stare dentro il quadro che Caldarola conserva.
La pala del Transito nella Collegiata
La Collegiata di San Martino fu inaugurata nel 1590 con bolla di Sisto V ed elevata a Collegiata insigne; il campanile cuspidato, alto 45 metri, è opera dell'architetto Pompeo Floriani, e la chiesa è a tre navate con coro.
Al centro c'è una grande tela incorniciata di 3,50 per 2,00 metri, opera di Simone de Magistris, del 1594, denominata «La Messa di San Martino» o «Transito di San Martino». La complessa macchina narrativa messa in atto dal pittore ha origine dall'intensità della preghiera del committente che, rivolti gli occhi al cielo, condivide la stessa visione di San Severino: l'accoglimento dell'anima di San Martino in paradiso.
La chiesa custodisce anche altro. Nella prima cappella si trovano un crocifisso ligneo del XVI secolo e una pregevole opera di Giovanni Andrea de Magistris, padre di Simone, firmata e datata 1537; nella seconda, la reliquia di San Destro e una tela raffigurante Sant'Emio; in sacrestia, la tela di Durante Nobili, firmata e datata 1535.
Castagne e vin brulé nel pomeriggio
La festa del patrono è, per il paese, una giornata importante. Dopo la parte solenne il registro cambia: i festeggiamenti proseguono nel pomeriggio con castagne, vin brulé e mercatini.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Caldarola per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Tolentino, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Caldarola, e il tragitto è di 1,2 chilometri per un minuto di guida.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
- Giostra de le Castella a Caldarola — agosto
- San Bartolomeo a Morrovalle — agosto
- San Venanzio a Camerino — maggio