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San Martino di Tours a Biassono e la corsa degli asini 2026

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
11 novembre 2026

Ricorrenza a data fissa.

La Fiera di San Martino si tiene a Biassono, in provincia di Monza e della Brianza, nel fine settimana seguente all'11 novembre. È una fiera di origine contadina: il mercato agro-alimentare occupa Piazza Italia, in Largo Pontida arrivano la mostra zootecnica e le macchine agricole della «Vecchia Fattoria» di Pontoglio, e all'Oratorio San Luigi si corre la «Cursa di Asnitt», la corsa degli asini. Nei Giardini della Villa Verri si tiene il mercatino degli hobbisti e delle associazioni di volontariato.

Piazza Italia, Largo Pontida, Villa Verri

A Biassono si festeggia San Martino con la tradizionale fiera di origine contadina, e nel fine settimana seguente all'11 novembre si svolge lo storico appuntamento, celebre in Brianza per i molti eventi che si tengono nel centro storico e nelle vie attigue.

Il sabato e la domenica il mercato agro-alimentare occupa Piazza Italia, la piazza principale del paese, quella dove si tiene il mercato settimanale. In Largo Pontida arrivano invece la mostra zootecnica e l'esposizione di macchine agricole della «Vecchia Fattoria» di Pontoglio, in provincia di Brescia: una cooperativa agricola itinerante che porta in giro una ricostruzione a grandezza naturale della vita nelle fattorie di un tempo.

Nei Giardini della Villa Verri, sede del municipio, si tiene il mercatino degli hobbisti e delle associazioni di volontariato.

La Cursa di Asnitt

All'Oratorio San Luigi si svolge di solito un grande classico: la «Cursa di Asnitt», cioè la corsa degli asini.

Nello stesso luogo si può visitare la «Fattoria Didattica» curata dall'Associazione «Natura in corso», che propone il battesimo della sella, laboratori sensoriali e una gara di mungitura. Ci sono anche i recinti con gli animali da pascolo.

La chiesa e la colonna della peste

La parrocchiale è dedicata a San Martino Vescovo, e le sue origini risalgono al nono secolo. Rimandano ai tempi di Ansperto da Biassono, 54° arcivescovo di Milano dall'868 all'881, che nel suo testamento dell'879 accenna indirettamente a un sacerdote che aveva cura delle anime: e dunque una chiesa doveva già esserci.

La notizia più certa arriva alcuni secoli dopo. La lasciò Goffredo da Bussero, prete milanese che verso la metà del XIII secolo stese un catalogo di chiese e scrisse: «...nella pieve di Desio, nel luogo di Biassono, vi è la chiesa di S. Martino...».

Oggi l'edificio ha linee eclettiche e conserva diversi arredi seicenteschi e statue lignee, tra cui quella dedicata alla Madonna della Cintura. Sul sagrato si alza la colonna «della peste», eretta nel XVII secolo a ricordo dei defunti della pestilenza lì sepolti.

Il mantello, il sogno e le oche

Martino di Tours, nato a Sabaria intorno al 316 e morto a Candes l'8 novembre del 397, è stato un vescovo e militare romano di origine pannona del IV secolo. Si celebra l'11 novembre, che non è la data della sua morte ma quella dei suoi funerali.

Nel rigido inverno del 335 Martino incontrò un mendicante seminudo e, vedendolo sofferente, tagliò in due il proprio mantello militare — la clamide bianca della guardia imperiale — e gliene diede metà. Immediatamente il sole si mise a scaldare come fosse estate. La notte seguente vide in sogno Gesù rivestito della metà del suo mantello, e lo udì dire ai suoi angeli: «Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito». Quando si risvegliò il mantello era integro; venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione dei re Merovingi dei Franchi.

La sua morte, avvenuta in fama di santità anche grazie ai miracoli attribuitigli, segnò l'inizio di un culto nel quale la generosità del cavaliere, la rinuncia ascetica e l'attività missionaria erano associate.

C'è poi la storia che spiega perché a tavola arriva l'oca. Martino era riluttante a diventare vescovo, e per questo si nascose in una stalla piena di oche: il rumore fatto dalle bestie rivelò il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando, e da allora, quasi per punizione, i pasti dell'11 novembre hanno come piatto principale l'oca arrostita.

L'estate di San Martino è quel periodo agli inizi di novembre in cui spesso accade che la temperatura si faccia più mite, e negli ultimi secoli quel giorno era il giorno in cui le famiglie contadine traslocavano, al termine della stagione agricola. Nelle campagne si diceva che a San Martino ogni mosto diventa vino. Il santo è patrono di numerosi comuni e della fanteria dell'Esercito Italiano.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Biassono è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Macherio-Sovico è a 1,7 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Seregno sud - Lissone Cassina Aliprandi: da lì bastano 7 minuti di guida (5,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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