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Feste Patronali

San Pancrazio a Carobbio Degli Angeli 2027 - Chiesa del XVIII secolo con opere di Bortolo Litterini

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
12 maggio 2026
Dove via Papa Giovanni XXIII, Carobbio Degli Angeli

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.

La festa patronale di San Pancrazio si celebra il 12 maggio a Carobbio degli Angeli, in provincia di Bergamo, all'imbocco della Valle Cavallina. In quel giorno, data liturgica del giovane martire romano, la comunità si raccoglie per le celebrazioni nella chiesa parrocchiale settecentesca a lui dedicata. La chiesa, completamente riedificata nel 1751 in stile neoclassico, custodisce l'altare del Fantoni, i dipinti di Francesco Zucco e l'opera di Bortolo Litterini.

Il 12 maggio della Valle Cavallina

Carobbio degli Angeli sta all'imbocco della Valle Cavallina, in provincia di Bergamo, in un territorio di confine tra pianura e valle. Il 12 maggio, giorno liturgico del martire patrono, il paese si raccoglie nella chiesa parrocchiale settecentesca dedicata a San Pancrazio, e la festa patronale è la ricorrenza più sentita dell'anno. È una tradizione che scandisce da secoli la primavera del paese.

La chiesa parrocchiale è il fulcro della ricorrenza e uno dei principali edifici storici del paese. Alla dimensione religiosa la festa unisce quella comunitaria: è un appuntamento radicato nell'identità di Carobbio degli Angeli, che ogni anno riunisce gli abitanti attorno alla figura del santo patrono e alla parrocchia, cuore della vita del paese.

Un ragazzo di quindici anni sulla via Aurelia

Pancrazio nacque a Sinnada nel 289, in Frigia — la regione che corrisponde all'odierna Anatolia, in Turchia — da una famiglia pagana e benestante di origine romana. Rimase orfano presto e passò sotto la tutela dello zio paterno, Dionisio, che decise di trasferirsi a Roma, dove si trovava il patrimonio ereditato dal padre del ragazzo. Nella capitale zio e nipote incontrarono per la prima volta la comunità cristiana, e dopo un periodo di preparazione chiesero il battesimo, che ricevettero da papa Marcellino.

Nel 303 cominciò la persecuzione di Diocleziano, la più feroce fra quelle che i cristiani avessero fino ad allora affrontato. Colpiva chiunque rifiutasse di offrire incenso agli dèi romani o all'imperatore divinizzato, e Pancrazio fu convocato per compiere il sacrificio. Rifiutò con fermezza, fu portato davanti all'imperatore e la sua fede ne suscitò l'ira: Diocleziano ne ordinò la decapitazione. Aveva circa quindici anni, e morì sulla via Aurelia il 12 maggio 304. Una nobile matrona romana, Ottavilla, ne raccolse il capo e il corpo e li depose in un sepolcro nuovo, scavato apposta nelle catacombe della sua proprietà. Nel luogo del martirio si legge ancora oggi: «Hic decollatus fuit Sanctus Pancratius», qui fu decapitato San Pancrazio.

Le reliquie fra Roma e il Salento

Sul sepolcro papa Simmaco innalzò una basilica celebre, e Gregorio Magno vi convocò spesso il popolo perché da quel luogo ricevesse testimonianza del vero amore cristiano. Nella Basilica di San Pancrazio, sorta a Roma sul luogo del martirio, gran parte del corpo fu deposta da Onorio I fra il 625 e il 638; oggi il giovane martire è custodito nell'urna di porfido dell'altare maggiore, consacrato nel 1627 e posto perpendicolarmente all'ara della confessione.

Durante la Repubblica Romana del 1798 il corpo fu violato, e la reliquia di un avambraccio venne recuperata soltanto nel 1805. Il capo si venerò a San Giovanni in Laterano dall'850 al 1966, anno in cui Paolo VI lo restituì alla basilica, dove è esposto alla venerazione dei fedeli dal 1973. Nel 2005, per il XVII centenario del martirio, il capo uscì per la prima volta dalle mura della basilica romana e fece tappa a San Pancrazio Salentino. Molti altri resti si trovano in chiese italiane e francesi.

La parrocchiale rifatta nel 1751

Una chiesa dedicata a san Pancrazio esisteva a Carobbio forse già nel XIV secolo, e fu ricostruita prima del 1591. Fu poi completamente riedificata nel 1751 in stile neoclassico, e presenta assonanza con le chiese progettate da Giovan Battista Caniana. L'edificio attuale sorge sui resti delle precedenti: la più antica degli inizi del '300, la successiva dei primi decenni del '500.

Nel Novecento la chiesa fu oggetto di lavori di restauro e ampliamento. Nel 1925 fu elevata la torre campanaria; la tribuna dell'altare maggiore venne sostituita nel 1938; l'aula e la zona presbiteriale furono ridipinte nel 1957; il 1971 vide sostituite le antiche vetrate, e nel 1976 si rinnovarono le parti esterne e si pavimentò il sagrato. Le facciate, ritinteggiate nel 1980, sono state restaurate del tutto nei primi anni del XXI secolo su progetto dell'architetto Roberto Albini. Con decreto del 27 maggio 1979 il vescovo Giulio Oggioni inserì la chiesa nel vicariato foraneo di Trescore Balneario.

Dentro la chiesa, fra Zucco e Litterini

Davanti alla facciata si apre un ampio sagrato, con lastre di porfido nella parte centrale e manto erboso ai lati. La facciata è imponente, divisa su tre ordini e tripartita da lesene e controlesene: in basso l'alto basamento è in marmo di Zandobbio, il portale ha contorno modanato e sul gocciolatoio è posto il simbolo vescovile; sopra corrono i capitelli corinzi, e le sezioni laterali curve si raccordano con il timpano a tutto sesto. Ai lati stanno due fiaccole in pietra.

L'interno è a croce latina, con una sola navata divisa in tre campate e chiusa da una volta a botte che poggia su lesene di stucco lucido a finto marmo, coronate da capitelli ionici. Il fonte battesimale occupa la prima cappella a sinistra, chiusa da un'inferriata; nella campata successiva l'altare del Cristo Re, in marmo nero, ospita nella nicchia la statua del Cristo Redentore, mentre a destra un altare marmoreo porta le statue dei santi Antonio abate e Francesco d'Assisi. Poi vengono l'ingresso laterale e, sul lato opposto, il pulpito ligneo. Il presbiterio, preceduto dall'arco trionfale e sopraelevato di due gradini, termina nel coro absidato con catino e coro ligneo.

La chiesa è custode del pregevole altare del Fantoni, e fra i capolavori che conserva spicca per importanza l'opera di Bortolo Litterini, l'artista barocco a cui è dedicato un podcast realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Bergamo. Alle pareti stanno i dipinti dello Zucco, del Litterini e di B. d'Aquila, e la pala d'altare con la Vergine col Bambino è di Francesco Zucco. C'è poi la statua della Madonnina, che risale al XIV-XV secolo.

Patrono della gioventù e santo di ghiaccio

Il Martirologio romano ricorda Pancrazio il 12 maggio, morto ancora adolescente per la fede in Cristo al secondo miglio della via Aurelia, e in quel giorno se ne celebra la deposizione. Il martire romano non è però soltanto uno dei patroni della gioventù in genere e in particolare della Gioventù Italiana di Azione Cattolica: è anche patrono delle promesse e dei giuramenti, e in Spagna dei disoccupati.

La sua data lo colloca fra i cosiddetti santi di ghiaccio, insieme a san Mamerto, san Servazio e san Bonifacio di Tarso, ai quali si aggiunge anche Santa Sofia di Roma. Il culto si diffuse molto anche in Germania, e l'immagine del santo si trova spesso nei castelli dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici, dei quali è co-patrono. A Carobbio degli Angeli la sua festa cade il 12 maggio, data liturgica del giovane martire romano.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa di San Pancrazio a Carobbio Degli Angeli è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Montello-Gorlago si trova a 2,1 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Trescore Balneario dista 3,2 chilometri, cioè 4 minuti di strada.

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