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San Silverio e Sant'Ormisda a Frosinone: la Torre della Pace 2027

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
18 giugno 2026
Dove Piazza Santa Maria, Frosinone

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.frosinone.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

Frosinone celebra i suoi due patroni, San Silverio e Sant'Ormisda, il 20 giugno, giorno della memoria liturgica di Silverio. Sono l'unico caso, nella storia della Chiesa, di due papi di cui il primo è padre del secondo, e Frosinone diede i natali a entrambi. La giornata si apre con la messa solenne nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e prosegue con la processione della statua di San Silverio per le vie del centro storico, accompagnata dalla Banda cittadina «Romagnoli»; in piazzale Vittorio Veneto resta esposta per tutta la durata della festa la Torre della Pace dei Santi Patroni.

Due patroni che sono padre e figlio

Frosinone ha due santi patroni, e fra loro non c'è solo un legame spirituale.

Silverio e Ormisda erano padre e figlio, ed entrambi furono papi: nella storia della Chiesa è l'unico caso di due pontefici di cui il primo è padre del secondo. La città li festeggia insieme il 20 giugno, giorno della memoria liturgica di Silverio, anche se la data ufficiale di Ormisda è il 6 agosto.

Ormisda era vedovo e diacono romano quando venne eletto: si era sposato e aveva avuto un figlio prima di accedere agli ordini sacri. Nel 480, a Frosinone, da Ormisda e da Caria di Capua era nato Celico Silverio, figlio unico. La madre morì presto, e il ragazzo si trasferì a Roma con il padre, che trovò conforto presso i chierici della Chiesa romana e divenne diacono di papa Simmaco.

La Torre della Pace: due mani in spirale

Per tutta la durata della festa in piazzale Vittorio Veneto viene esposto un oggetto che non è una statua e non è un carro.

È la Torre della Pace dei Santi Patroni, una riproduzione ingrandita del reliquiario dei due santi custodito in Cattedrale: è come se due mani unite, quelle del padre e del figlio, si avvolgessero in una spirale spiccando verso l'alto, a elevare una preghiera.

Il reliquiario originale ha linea e design moderni, e i fedeli che frequentano la Cattedrale di Santa Maria Assunta lo conoscono e lo venerano.

Le reliquie che girano per le parrocchie

C'è un anno in cui la festa si allunga di mesi, e succede quando cade una ricorrenza tonda.

Per i 1500 anni dalla morte di Ormisda — pontefice dal 20 luglio 514 al 6 agosto 523 — è stato aperto l'Anno Ormisdano, e già nei mesi di maggio e giugno le reliquie dei santi patroni, custodite in Cattedrale, sono state accolte a turno nelle parrocchie della città, perché più fedeli potessero rivolgere loro una preghiera.

Le statue dei due papi restano invece nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, dove sono un punto di riferimento per la fede locale: per secoli i frusinati hanno invocato la loro protezione nei momenti difficili, dalle carestie alle calamità naturali.

Dietro la Banda Romagnoli

Il 20 giugno la giornata si apre con la messa solenne in Cattedrale, alla presenza del vescovo, delle autorità civili e militari, delle confraternite e dei cittadini.

Poi si esce. La processione con la statua di San Silverio attraversa il centro storico accompagnata dalla Banda cittadina «Romagnoli»: parte da piazza Santa Maria, prosegue per via Plebiscito, piazzale Vittorio Veneto, corso della Repubblica, piazza Norberto Turriziani, via Fratelli Bragaglia e torna in piazza Santa Maria.

Attorno agli appuntamenti religiosi ci sono eventi culturali, spettacoli, concerti e mercatini nei giorni precedenti e successivi, con momenti dedicati ai bambini e attività per le famiglie. La serata si chiude a mezzanotte con lo spettacolo pirotecnico. L'assessore Simona Geralico la definisce «una sorta di patrimonio culturale, perché è l'insieme di tutti quegli elementi identitari che la rendono unica, e grazie a questi elementi noi ci ricordiamo chi siamo».

La formula che ricucì Oriente e Occidente

Il patrono più antico dei due ha lasciato un documento che porta il suo nome ed è arrivato fino ai manuali di storia.

Ormisda fu eletto papa il 20 luglio 514, il giorno dopo la morte del predecessore Simmaco, con esito unanime e senza disordini — in un'epoca in cui tenere unita la Chiesa era difficilissimo. Governò mentre in Italia regnava Teodorico, re dei Goti, e in Oriente c'era l'imperatore Anastasio.

Il suo pontificato fu speso a ricomporre lo scisma acaciano, aperto nel 484 dal tentativo di Acacio di Costantinopoli di placare i monofisiti. Nel 519 la Chiesa di Costantinopoli tornò unita a quella di Roma attraverso la confessione di fede detta formula di Ormisda, che si chiudeva così: «sono concorde con il papa e rimprovero tutti quelli che il papa rimprovera». Il concilio di Costantinopoli si concluse il 28 marzo del 519 con la piena affermazione delle volontà della Chiesa di Roma, e bandì le eresie monofisita, eutichiana, ariana e manichea.

Ormisda si occupò anche di altro: rimosse le ultime vestigia dello scisma laurenziano a Roma riaccogliendo chi non si era ancora riconciliato, restituì al loro ministero i vescovi cattolici cacciati dall'Africa e confinati in Sardegna dai Vandali, e portò a termine opere architettoniche cominciate dal predecessore, come la basilica di San Pancrazio sul Gianicolo e quella di San Martino ai Monti. Morì il 6 agosto del 523 e fu sepolto in San Pietro.

Il santo con il cammello

Nelle immagini Ormisda è quasi sempre accompagnato da un animale.

Nell'arte viene raffigurato come un giovane uomo con un cammello, a evocare il suo lavoro verso l'Oriente, ed è il santo patrono dei palafrenieri e degli stallieri. Anche il nome viene da lontano: deriva dal persiano, latinizzato in Hormisdas, e significa «buono». È un nome usato anche al femminile.

L'epitaffio del figlio per il padre

La storia del secondo patrono è più breve e finisce male.

Silverio fu eletto papa l'8 giugno del 536 e il 20 giugno dello stesso anno fu proclamato vescovo di Roma: è questa data a fissare il calendario della festa. Travolto dall'avanzata dei bizantini e dall'ostilità dell'imperatrice Teodora, fu accusato ingiustamente di tradimento, deposto ed esiliato. Dopo l'abdicazione toccò l'attuale Ostia, viaggiò per tutto il Tirreno fino in Asia Minore e arrivò nell'arcipelago pontino, dove morì di stenti nel 537. La Chiesa lo venera come martire.

Di lui resta una sola cosa scritta, e riguarda proprio suo padre. Alla morte di Ormisda, Silverio compose un'iscrizione funebre di altissimo valore storico: è il solo documento letterario lasciato da lui, testimonia l'attività del padre e rivela il sentimento che il figlio nutriva verso di lui.

Il sindaco, parlando della festa, ha ricordato «la grandissima figura di Sant'Ormisda, colui che riunificò la chiesa dell'oriente con la chiesa d'occidente, quindi un uomo vivace, un uomo di dialogo, di connessione, quello che servirebbe oggi, in questa Europa così dilaniata da conflitti».

Come arrivare alla festa

Arrivare a Frosinone per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Frosinone, a 3,4 chilometri dal centro, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Frosinone ha davanti un percorso di 4,6 chilometri che in 4 minuti porta a destinazione.

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