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Festa di Sant'Erasmo a Formia e l'incontro con San Giovanni Battista 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
24 giugno 2026
Dove Castellone, Gaeta

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: prolocoformia.it, letta il 19/09/2026.

La Festa di Sant'Erasmo si tiene a Formia, città del Golfo di Gaeta in provincia di Latina, nel Lazio meridionale, e culmina il 2 giugno, solennità del santo, al termine di un arco di circa dieci giorni che parte dalla vigilia di Pentecoste. Nel pomeriggio la statua del patrono esce in processione per le vie cittadine e in Piazza Mattei avviene l'«Incontro» con la statua di San Giovanni Battista, l'altro patrono della città; a Largo Marina si tengono poi la benedizione del mare e la Preghiera del Marinaio. I festeggiamenti sono organizzati dal Comitato Festa di Sant'Erasmo, con il patrocinio del Comune di Formia e la collaborazione dell'Arcidiocesi di Gaeta.

Il vescovo di Antiochia morto a Formia

Sant'Erasmo di Formia, conosciuto anche come Sant'Elmo, fu vescovo di Antiochia e martire, e morì a Formia nel 303.

La sua vicenda si colloca durante l'impero di Diocleziano (284-305), che era successo a Numeriano (283), e nacque dall'applicazione di quattro editti — il primo, del 23 febbraio del 303, prevedeva l'abbattimento delle chiese e il rogo dei libri sacri, il secondo e il terzo imponevano agli ecclesiastici di sacrificare agli dei, il quarto, della primavera del 304, costringeva tutti i cristiani a farlo. Il giovane vescovo venne imprigionato nel diciannovesimo anno dell'impero di Diocleziano, quando fu pubblicato il primo editto.

La Passio che narra la vita di sant'Erasmo risale al VI secolo, ma è ampiamente leggendaria, e viene attribuita a papa Gelasio II.

Vi si racconta che si rifugiò dapprima per sette anni in una caverna, poi, scoperto, venne incarcerato per non aver voluto sacrificare agli idoli pagani; liberato miracolosamente, convertì a più riprese un numero altissimo di persone — la Passio parla di quattrocentomila — e infine venne condotto per opera dell'arcangelo Michele a Formia, dove morì dopo sette giorni.

Nella grotta, sempre secondo il racconto, ogni giorno gli veniva recato da un corvo il cibo per sostentarsi, e le fiere che venivano ai suoi nascondigli gli lambivano i piedi, né solevano partirsi da lui se non dopo avutane la benedizione.

Fu inserito tra i cosiddetti santi ausiliatori, patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco, per via della tradizione che nel martirio fosse stato eviscerato da un argano.

Il fuoco di Sant'Elmo è una scarica elettro-luminescente provocata dalla ionizzazione dell'aria durante un temporale, e i naviganti ne consideravano la comparsa di buon auspicio. Una leggenda narra, inoltre, che quando il santo venne arso vivo, sulla cima della pira del rogo si vide comparire una fiamma bluastra, ritenuta dai presenti l'anima del santo che si innalzava al cielo.

La tomba vuota sotto la chiesa

Secondo la tradizione fu proprio qui che il vescovo Probo, nel 303, seppellì le spoglie del martire Erasmo, in un punto preciso e fuori dalle mura, «iuxta amphitheatrum», nell'area occidentale della città, dove sorgeva un cimitero romano.

Secondo i documenti del sinodo diocesano di Gaeta del 1799, celebrato essendo vescovo Carlo Pergamo, il vescovo di Formia Probo, diretto successore di Erasmo, avrebbe lui stesso posto le spoglie mortali del suo predecessore in una chiesa preesistente, situata nell'area occidentale della città, non lontana dal teatro.

Verso la fine del IV secolo sulla tomba fu edificato un piccolo santuario, il martyrium, e in seguito una chiesa basilicale che fu sede episcopale, con la cripta semianulare e l'episcopio; nel VI secolo sorse il luogo di culto citato da papa Gregorio Magno.

Nella lettera al vescovo Bacauda del 590, sull'accorpamento della diocesi minturnese a Formia, papa Gregorio Magno afferma che Formia è la cattedra «in qua corpus beati Erasmi martyris requiescit», e riporta che a lui erano dedicati due monasteri, uno a Napoli e uno presso Cuma.

Gli scavi archeologici sotto la chiesa hanno portato alla luce una tomba martiriale, rinvenuta vuota, che va riferita al IV secolo; il mancato rinvenimento del corpo confermerebbe il trasferimento delle ossa raccontato dalla Passio.

Rendono plausibile l'identificazione della sepoltura anche un'epigrafe altomedievale e un'iscrizione graffita a lato della tomba con l'iniziale del nome Erasmo, in capitale corsiva di circa il IV secolo, oltre al fatto che quella sepoltura fu sempre rispettata dagli interventi edificatori successivi, mentre altre venivano tranciate dalle fondazioni murarie.

Le reliquie portate via dai saraceni

A seguito della distruzione di Formia da parte dei saraceni nell'842, le reliquie furono trasferite a Gaeta e nascoste nella chiesa di Santa Maria, dove furono ritrovate nel 917 dal vescovo Bono.

Nella seconda metà del IX secolo, a causa delle frequenti incursioni saracene, la sede vescovile venne trasferita a Gaeta, e la cattedrale formiana venne degradata al rango di semplice chiesa.

Nella chiesa formiana, lungo la navata destra, in fondo, c'è l'altare dedicato al santo, dove è raffigurato in una statua policroma processionale del XVIII secolo, sistemata in apposita nicchia all'interno dell'ancona.

Dieci giorni dalla vigilia di Pentecoste

I festeggiamenti si sviluppano su un arco di circa dieci giorni, dalla vigilia di Pentecoste fino al 2 giugno, solennità del santo, tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno.

Il calendario comincia con la benedizione del Vessillo del Santo Patrono e la veglia solenne di Pentecoste, presieduta dall'arcivescovo di Gaeta, e seguono giorni di preghiera comunitaria, con la novena serale e gli incontri di catechesi.

Il 2 giugno si tengono al mattino le celebrazioni liturgiche e l'adorazione eucaristica solenne, nel pomeriggio la processione della statua per le vie cittadine, accompagnata dalle autorità civili e militari e dai complessi bandistici.

Sant'Erasmo e San Giovanni Battista sono riconosciuti entrambi come compatroni della città: non c'è una festa principale e una secondaria, ci sono due celebrazioni parallele con radici diverse.

Il centro della festa di Sant'Erasmo è a Castellone, il borgo alto dove si trovano la chiesa a lui dedicata e la cripta, e la processione attraversa le strade del quartiere coinvolgendo confraternite, fedeli e residenti. È la festa in cui la Formia «di sopra» si mostra: vicoli addobbati, scalinate percorse dal corteo, gente affacciata alle finestre.

L'omaggio di agrumi e la Preghiera del Marinaio

A Largo Marina si tengono la benedizione del mare e la Preghiera del Marinaio, e la benedizione viene impartita dal lungomare al termine della processione, con le imbarcazioni schierate al largo.

I portatori delle due statue dei Santi Patroni attraversano, con metodo, sincronia e forza, le principali vie di Formia sino al mare, per le benedizioni ai pescatori e a tutti coloro che lavorano col mare, per il mare e in mare, nonché all'intera città di Formia e ai suoi abitanti.

All'uscita del «Macchione» si fa il tradizionale omaggio di agrumi ai Santi Patroni, e in Piazza della Vittoria si depone una corona di alloro al Monumento ai Caduti, con una coriandolata e a seguire uno spettacolo pirotecnico diurno. L'ultimo saluto è a Largo Domenico Paone, con la benedizione dei Santi Patroni.

Notte Verde, le Virtù e i fuochi dal molo

La Notte Verde anima il borgo di Castellone nella notte che precede la celebrazione del Santo Patrono, con spettacoli musicali, degustazioni del piatto tipico «le Virtù» e tradizioni popolari.

Le Virtù sono una preparazione a base di legumi e verdure legata alla ritualità di questo periodo dell'anno.

L'accensione delle luminarie artistiche nel borgo è uno dei momenti più fotografati dell'intera festa, e alla mezzanotte si tengono il canto dell'Inno e la tradizionale offerta del fiore al Santo Patrono.

Gli spettacoli pirotecnici si svolgono prevalentemente dal Molo Foraneo del Porto di Formia, in Via Porto Caposele, con i giochi che si riflettono sulle acque del Golfo di Gaeta ed effetti visibili da chilometri di distanza.

I festeggiamenti sono organizzati dal Comitato Festa di Sant'Erasmo, con il patrocinio del Comune di Formia e la collaborazione dell'Arcidiocesi di Gaeta e delle associazioni cittadine, e hanno una tradizione secolare. Nel programma rientrano anche gli elementi tipici della festa patronale del Basso Lazio — luminarie nelle strade, bancarelle con dolci e giocattoli, concerti o bande — e il Galà lirico-sinfonico alla Villa Comunale.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Formia per la festa non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Formia-Gaeta a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Penitro, e da lì restano 8,6 chilometri e 10 minuti.

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