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Feste Patronali

San Vito ad Avigliano e i tre giri della statua attorno alla chiesa 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
15 giugno 2026
Dove Cappella Di San Vito, Montalto delle Marche

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.avigliano.pz.it, letta il 19/09/2026.

La festa di San Vito si celebra ad Avigliano, in provincia di Potenza, il 14 e il 15 giugno. La sera del 14, vigilia della festa, per le vie del paese sfila il Corteo Storico di San Vito, con la nave che porta al centro la statua del santo; il 15, dopo la messa nella chiesa dedicata a San Vito, la statua compie tre giri attorno alla chiesa e poi parte la processione verso la chiesa dell'Annunziata, accompagnata dalla banda musicale. San Vito è protettore degli animali, e nel piazzale antistante la sua chiesa si tiene la tradizionale benedizione degli animali.

Tre giri, poi si parte

Alla messa nella chiesa dedicata al santo segue la processione verso la chiesa dell'Annunziata, un cammino di fede e tradizione preceduto da un antico rituale rimasto intatto nel tempo: i tre giri della statua attorno alla chiesa. È un profondo segno di devozione per invocare la protezione divina sull'intera comunità aviglianese.

A portare la statua sono uomini che entrano in carica con una cerimonia: durante la santa messa si tiene la vestizione dei nuovi Portatori del Santo.

La nave persa lungo il Basento

«L'origine della sfilata dei turchi con la nave è da ricercarsi nella leggenda tramandata fino ai nostri giorni. Questa leggenda narra che persone venute dall'Oriente si rifugiarono in Lucania in seguito alla perdita in combattimento della propria nave lungo il Basento. Questo gruppo di persone, in occasione delle ricorrenze delle loro terre d'origine, raffigurava l'episodio della perdita della nave, con una nave al cui centro era montato un castello» — così riportano gli archivi della Regione Basilicata.

Poi il centro della nave ha cambiato contenuto: nel corso del tempo il castello montato al centro della nave è stato sostituito dalla statua di San Vito Martire.

Da «Sfilata dei Turchi» a «Corteo Storico»

Dopo i primi anni si decise di cambiare il nome da «Sfilata dei Turchi» a «Corteo Storico di San Vito», per distinguerla dalla Parata di Potenza, dando al corteo una propria identità con caratteristiche diverse rispetto a quella potentina. Gli elementi comuni restano — la nave e il tempietto, che simboleggiano entrambi i santi, san Gerardo e San Vito, e la Iaccara — ma il corteo di Avigliano ha tratti del tutto peculiari.

Rischiò di sparire negli anni Sessanta

La tradizione si è interrotta e qualcuno l'ha rimessa in piedi, con una data precisa.

È una tradizione che affonda le radici in epoca antica ma che negli anni Sessanta del secolo scorso aveva rischiato di scomparire. Il ritorno arriva con un anniversario: nel 1995, in occasione del centesimo anniversario della proclamazione di San Vito a patrono del comune di Avigliano, si decise di ripristinare la sfilata con la Nave, che si era tenuta fino agli anni Sessanta e le cui tracce risalgono al 1867, così come descritto nel libro «A piè del Carmine» di Tommaso Claps del 1905.

L'inizio fu in sordina: la prima edizione non raggiunse i cento figuranti fra Nave, cavalli, carretto e comparse. Poi le stesse persone decisero di costituire, il 5 febbraio 1996, l'Associazione Culturale e Ricreativa San Vito Martire — oggi A.P.S. San Vito Martire — per riproporre il corteo e rivitalizzare il culto di San Vito; l'associazione si prende cura anche della chiesa dedicata al santo, della sua custodia e manutenzione. Oggi i figuranti sono circa ottocento.

Nel corteo sfilano sbandieratori, archibugieri, carri, cavalli, cavalieri, dame, principi, gruppi folkloristici, mangiafuoco e il classico carro religioso con il Santo Protettore, insieme ai «Cavalieri del Santo» di Avigliano; la manifestazione è patrimonio intangibile della Regione Basilicata, e una delle cose che colpiscono di più è la grande presenza di bambini fra i figuranti. Il corteo parte da Basso la Terra e attraversa tutto il paese, fra la folla che si accalca sui due lati.

Il protettore degli animali

C'è un momento della festa che si tiene sul piazzale, e riguarda le bestie.

San Vito è protettore degli animali, e nel piazzale antistante la Chiesa di San Vito si tiene la tradizionale benedizione degli animali, legata al patronato del santo sul mondo contadino e sugli allevamenti.

Patrono, poi compatrono, poi patrono civile

La devozione è stata sempre così sentita dagli aviglianesi da sceglierlo come protettore fin dal XVIII secolo, ottenendo il 14 maggio 1748 un decreto a firma del cardinal Tamburrini che esaudiva la loro scelta. Poi il quadro cambiò: nel 1811 patrona di Avigliano divenne la Madonna del Carmine, mentre San Vito rimase compatrono della parrocchia e della Chiesa Madre; ai fini civili San Vito è patrono dell'intero territorio del Comune di Avigliano dal 1895, l'anno successivo alla costituzione della congregazione di San Vito, avvenuta nel 1894.

La Chiesa di San Vito si trova fuori dalle antiche mura del borgo, e sull'altare maggiore spicca un retablo settecentesco che ospita tre statue lignee: San Vito, San Modesto e Santa Crescenza — le stesse che escono in processione il 15 giugno. Del santo, del resto, si sa poco: vissuto nel III-IV secolo dopo Cristo, pur essendo stato uno dei santi più venerati nel medioevo, di lui non si hanno notizie certe.

Un bambino di sette anni e un angelo

Le tre statue che escono in processione raccontano una storia sola, e comincia in Sicilia.

Vito, siciliano di nascita, a soli sette anni compì moltissimi prodigi, tanto che il governatore Valeriano lo fece arrestare, tentando con le minacce di fargli rinnegare la fede cristiana; l'agiografia lo dice figlio di una famiglia benestante, convertito da subito al cristianesimo e capace di miracolose guarigioni. Fu «tradito» da suo padre, un pagano convinto, che lo denunciò per convincerlo ad abiurare e finì arrestato con lui. La loro fedeltà fu premiata da Dio, che inviò un Angelo a liberarli.

Poi arrivò la chiamata da Roma. La fama di questi prodigi arrivò fino alla corte dell'imperatore Diocleziano, il cui figlio soffriva di epilessia: Vito venne chiamato a Roma, dove fece guarire il giovane, ma come ricompensa venne sottoposto a tortura, per fargli rinnegare la propria fede.

Prima ancora, però, c'era stata la fuga: in un sogno gli apparve un Angelo che consigliò al giovane di lasciare la sua casa per scampare al pericolo di una persecuzione, e con una piccola imbarcazione lasciò l'isola insieme al precettore Modesto e alla nutrice Crescenza, perdendosi nel Mediterraneo e restando per giorni senza viveri. L'approdo avvenne nell'antica Lucania, precisamente dove il fiume Tanagro confluisce nel fiume Sele: ecco perché accanto a lui, sull'altare di Avigliano, ci sono Modesto e Crescenza.

L'attuale cappella è del 1500 e sorge sulle rovine dell'antica chiesetta; l'origine del culto ad Avigliano non ha data certa, ma è di alcuni secoli anteriore.

Il 13, il 14 e il 15

La festa non sta in un giorno solo, e comincia da un altro santo.

La festa comincia a Sant'Antonio, il 13 giugno, preceduta dalla novena che si apre il 6 giugno nella chiesa di San Vito. Il 14 giugno è il giorno del corteo storico e della vigilia, con la città che si accende di suoni, luci e calore; il 15 giugno è il giorno della festa di San Vito, con le sante messe, il rosario, le confessioni, le benedizioni e la processione del santo patrono per le vie della città, accompagnata dalla banda musicale, più i fuochi d'artificio.

Come arrivare alla festa

Arrivare ad Avigliano per la festa non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Possidente è a 600 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di San Giorgio - Sant'Angelo - Possidente - Forenza - Acerenza: da lì bastano un minuto di guida (1,3 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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