Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Feste Patronali

Feste Patronali

Festa di Sant'Agrippino ad Arzano e la processione del simulacro 2026

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 6 al 9 novembre 2026
Dove Piazza Raffaele Cimmino, Arzano

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.

La festa patronale di Sant'Agrippino si celebra il 9 novembre ad Arzano, in provincia di Napoli, ed è vissuta come un evento da celebrare: la Festa della Città di Arzano. Le giornate mettono in fila il concerto della Corale di Sant'Agrippino, i momenti di preghiera comunitaria, la processione del simulacro del Patrono per le strade e le Sante Messe nella Chiesa di Sant'Agrippino, in Piazza Raffaele Cimmino. La chiesa dedicata al patrono venne eretta nel 1560.

Una festa che il paese chiama con il proprio nome

Non è un modo di dire buttato lì, è il carattere che gli abitanti le riconoscono: le celebrazioni uniscono la devozione religiosa e la partecipazione dell'intera cittadinanza, confermando il carattere di «Festa della Città» che gli arzanesi riconoscono a questa ricorrenza.

Il programma è fatto di quattro cose: il concerto della Corale di Sant'Agrippino, i momenti di preghiera comunitaria, la processione del simulacro del Patrono per le strade di Arzano e le Sante Messe presso la Chiesa di Sant'Agrippino, in Piazza Raffaele Cimmino.

La chiesa, in tre date

L'edificio dedicato al patrono ha una data di nascita e due di trasformazione: dedicata al Santo Patrono di Arzano, la Chiesa venne eretta nel 1560.

Poi si allargò, e la prima cosa che cambiò fu l'ingresso: nel 1598 fu ampliata, con l'apertura di un portale più grande sulla facciata. E la forma che si vede oggi risale a metà Settecento: nel 1753, dopo vari lavori, il suo aspetto divenne simile a quello attuale.

Un vescovo di cui non si conosce nemmeno l'anno

Il patrono di Arzano è un vescovo napoletano antichissimo, e antichissima è anche l'incertezza su di lui. L'antico martirologio romano lo ammette in latino: «Agrippinus procul dubio primis Neapolitanae ecclesiae episcopis annumerandus est; quibus annis sederit ignoratur», cioè che va senza dubbio annoverato fra i primi vescovi della chiesa napoletana, ma non si sa in quali anni abbia retto la sede.

In altri scritti risulterebbe vescovo ai tempi dei papi Urbano e Ponziano e degli imperatori Eliogabalo e Alessandro Severo, quindi prima delle persecuzioni di Diocleziano.

La fonte più antica è un elenco di vescovi: il cosiddetto Chronicon o Gesta Episcoporum, dell'VIII secolo, un testo che tenta di ricostruire tutta la lista dei vescovi che si sono succeduti sul soglio episcopale della città e di dare alcune notizie della loro vita e della loro attività pastorale. E lì il posto e il titolo sono precisi: in esso Agrippino occupa il sesto posto e viene denominato amator patriae e defensor civitatis, dedito alla preghiera d'intercessione per i cristiani e capace di operare numerosi miracoli.

Una cosa, però, è chiara ed è quella che conta per capire quanto è antico: è stato il sesto vescovo di Napoli molti anni prima del martirio di San Gennaro, e nel testo agiografico della vita di Agrippino, del X secolo, viene considerato patrono e difensore della città di Napoli molto prima di San Gennaro, martire.

Dei suoi miracoli resta un libro: nel Libellus miraculorum S. Agrippini, composto tra i secoli VIII-X, sono descritti undici miracoli operati dal vescovo, quasi tutti avvenuti presso il primitivo sepolcro del santo vescovo nelle catacombe poi dedicate a San Gennaro.

Il 9 novembre, scritto su una lastra e in un codice

La data della festa non viene da una decisione recente ma da un calendario inciso nella pietra: la celebrazione della festa del santo al giorno 9 novembre proviene dal Calendario marmoreo di Napoli, del secolo VIII-IX: N(a) T(ale) S(ancti) Agrippini.

E la stessa data si ritrova in un manoscritto vaticano: la celebrazione al 9 novembre è indicata anche nel codice Ottoboniano Vaticano Latino 38, scritto durante il pontificato di Gregorio IV, nel secolo IX.

Le sue ossa, intanto, hanno cambiato posto più volte: fu sepolto nel cimitero extramurano detto di San Gennaro, dove tuttora si trovano testimonianze del culto che gli fu tributato; nel secolo IX fu traslato nella basilica Stefania e successivamente nell'attuale cattedrale. Le reliquie sono state deposte nel nuovo altare della Cattedrale il 26 aprile 2012.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa ad Arzano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Casoria-Afragola, a 3,1 chilometri da Arzano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Casoria ha davanti un percorso di 1,6 chilometri che in 3 minuti porta a destinazione.

Altre feste in zona

Altri appuntamenti in provincia di Napoli.

Da leggere