Festa di Sant'Anna a Bacoli e la statua portata su una tavola di legno 2027
La festa di Sant'Anna si celebra a Bacoli il 26 luglio di ogni anno, quando la statua della patrona viene portata in processione per le strade del paese. Da Bacoli la santa la si vede prima ancora di arrivarci, perché quello che si vede è la sua torre: il campanile svetta come un vessillo di fede in Dio e simbolo straordinario di una devozione del tutto particolare per la patrona Sant'Anna. C'era anche una seconda processione, quella della prima domenica di agosto, che arrivava fino a Baia.
Una statua trovata sotto una siepe
Il racconto con cui a Bacoli si spiega tutto comincia con un uomo al lavoro nei campi: «mentre un contadino zappava la campagna sulla collina più alta del minuscolo paese, intravide qualcosa di duro sotto la siepe; curiosando maggiormente, si accorge che è una statua».
Il paese la riconobbe e le costruì una casa: «avvertiti gli altri abitanti, questi convengono che la statua rappresentava l'immagine della loro Patrona. Subito ampliarono la cappellina erigendo una chiesa in onore di Sant'Anna».
C'è anche un racconto su chi portò per primo quel nome qui, e riguarda una comunità in fuga: il culto di Sant'Anna a Bacoli risale al secolo XVI, quando secondo le leggende popolari un gruppo di ebrei sbarcò sulla spiaggia del Poggio; questi ebrei, per sfuggire ai soprusi dei cattolici, si convertirono al cristianesimo ed elessero a simbolo della loro comunità Sant'Anna, donna ebrea.
Da allora al suo nome il paese ha attribuito tutto quello che andava bene: se il raccolto andava bene, se la pesca era ricca, se il popolo godeva di buona salute, tutto era dovuto alla mano potente e protettrice di Sant'Anna. E fin dal Seicento l'arrivo della statua lignea diede origine a una devozione profonda e condivisa, alimentata da leggende e racconti miracolosi.
La chiesa costruita in otto anni e pagata due volte
La parrocchia di Sant'Anna è più vecchia del Comune: è l'istituzione più antica della cittadina flegrea, persino più antica della sua municipalità. Sta nel punto in cui il paese si vede tutto: l'abitato bacolese, esteso sul lungomare che percorre tutto il litorale, è dominato dalla Chiesa madre di Sant'Anna. E nacque per una ragione pratica, perché per la messa si doveva camminare: la chiesa venne eretta per gli abitanti di Bacoli che erano costretti, per assistere ai riti religiosi, a recarsi sino a Pozzuoli e Miseno.
La decisione fu di un vescovo di Pozzuoli: nel 1688 il vescovo puteolano Marchese decise di iniziare la costruzione di una nuova chiesa dedicata a Sant'Anna, Gesù e Maria in località Cento Camerelle, per andare incontro alle esigenze religiose del popolo bacolese. I lavori vennero interrotti nel 1692, quando il vescovo Marchese morì, e fu Onofrio Montesoro a volere che continuassero: terminarono nel 1696.
Chi pagò sta scritto in una lapide che si può ancora leggere: fra le suppellettili descritte dalle visite pastorali c'è un Epitaffio in marmo bianco, conservato attualmente in una delle cappelle laterali — la Cappella di San Raffaele — scritto in latino, nel quale è datato il completamento dei lavori della chiesa, a spesa di monsignor Onofrio Montesoro, nel 1696. Ma non pagò solo lui: davanti a un notaio, 64 cittadini sottoscrissero il rogito di 60 ducati ciascuno.
Il calendario delle sue feste, allora, ne contava tre sue: le feste religiose in uso nella parrocchia erano, oltre a quelle comuni a tutte le chiese (Natale, Pasqua e il Corpus Domini), anche quelle di San Biagio, di Sant'Anna e del Santissimo Rosario.
La chiesa nuova non entrò subito in funzione: il sacro edificio diverrà, con bolla vescovile del vescovo Giuseppe De Falzes (1699-1703), chiesa parrocchiale il 13 febbraio del 1700.
Le prime relazioni delle visite pastorali raccontano com'era fatta, e dicono cose che oggi non si vedono più: si menziona un cimitero sotto il pavimento, la tela sull'altare principale, gli arredi sacri, un crocifisso, e un campanile con «mediocre e sonora campana».
L'edificio sta sopra Bacoli antica e sopra Bacoli romana insieme: la chiesa fu costruita sui resti di antiche strutture romane, al centro dell'asse principale dell'originario nucleo seicentesco, e sorge nel cuore del centro storico fra le Cento Camerelle e la Piscina Mirabile. La facciata barocca è preceduta da un ampio scalone ed è fiancheggiata da un'alta torre campanaria con cupola a cuspide, mentre in fondo alla chiesa, sull'altare maggiore, circondata dai marmi policromi, c'è un'edicola che ospita la statua della Santa.
A Bacoli l'anno nuovo cominciava con la processione
Per secoli il capodanno bacolese non è caduto il primo di gennaio ma il giorno in cui usciva la statua. Dal XVII secolo in poi il giorno della sua processione, che si svolgeva la prima domenica di agosto, era l'occasione per scambiarsi gli auguri per un nuovo anno.
Quel giorno si muoveva tutto il territorio: si mobilitava tutto il paese e arrivavano a Bacoli gli abitanti dei luoghi più lontani — abbascio Cumm', 'ncop 'i Puzzulan', 'a Torr' i Cappell'. Erano persone che non si vedevano da dodici mesi, e il saluto era sempre lo stesso: «Grazie a Dio avimm' visto 'nat'anno!»
Tre processioni, tre percorsi diversi
Le uscite della statua, all'inizio, erano due e andavano in direzioni opposte: la prima nella domenica più vicina alla festa onomastica, e arrivava fino 'ncopp' a Cupa, cioè agli inizi di via Roma dal lato di piazza Marconi; la seconda si svolgeva la prima domenica di agosto, quando la processione arrivava — fino agli anni del Novecento — fino a Baia, e successivamente fino all'imbocco dei Fondi di Baia.
La terza è arrivata per un'emergenza agricola: a queste due processioni, agli inizi del Novecento, se ne aggiunse una terza, fortemente voluta dai vignaioli che, in presenza di una malattia che aveva attaccato le viti, chiesero e ottennero che si svolgesse una processione della statua di Sant'Anna, attraverso i vigneti del paese, per ottenere la grazia di avere salvo il raccolto.
La grazia, dicono, arrivò, e il ringraziamento fu un oggetto: ottenuta la grazia, i vignaioli regalarono a Sant'Anna un grappolo d'uva fatto in ottone dorato. Il voto, raccontano, era stato fatto la penultima domenica di agosto, i bacolesi, preoccupati per la siccità, decisero di portare in processione l'effigie della Santa attraverso le campagne, fino a notte fonda, quando all'improvviso la pioggia cominciò a cadere — e per riconoscenza il popolo donò come ex voto un grappolo d'uva d'oro alla loro Patrona.
Anche la terza uscita ha preso una data fissa, e chiudeva la stagione: questa processione, una volta diventata fissa, si svolgeva a fine agosto, la domenica precedente il lunedì nel quale Sant'Anna «se ne traseva», cioè veniva riposta nel nicchione.
La notte in cui i puteolani provarono a portarsela via
Il paese vicino, secondo il racconto, arrivò a tentare il furto per disperazione: la tradizione bacolese vuole che nella seconda metà del Settecento i puteolani cercassero di organizzare il rapimento della statua per mettere fine alle loro disgrazie — bradisismo, cattivo raccolto.
L'impresa riuscì, ma solo per un tratto: una notte, un folto gruppo di pescatori puteolani, sbarcati sulla Marina Grande di Bacoli, riuscirono a trafugare la statua dalla chiesa e di nascosto tentarono di portarla verso la Marina attraverso le campagne deserte.
Poi il peso: man mano che camminavano, i pescatori si accorgevano che la statua diventava sempre più pesante, fino a quando si accasciarono tutti: la statua era diventata intrasportabile. Terrorizzati, i puteolani confessarono tutto alla popolazione e l'immagine fu riportata al suo posto.
Il 26 luglio: gialli e verdi sotto le luminarie
La festa grande cade nel giorno della santa: Sant'Anna è l'amata patrona celebrata il 26 luglio di ogni anno, e la sua è una delle feste più importanti, folcloristiche e popolari della città.
Chi porta la statua si riconosce dai colori: durante questa processione, la statua della santa viene trasportata su una tavola di legno da fedeli che indossano vesti di colore giallo e verde. L'Effigie di Sant'Anna esce dalla Chiesa madre tra inni e applausi della folla, la banda musicale apre il corteo e la statua, portata sulle spalle, percorre tutte le strade e i vicoli di Bacoli fino al sagrato della chiesa, accompagnata anche dalle confraternite e da centinaia di fedeli. Durante tutto il percorso viene messo in scena un incredibile spettacolo di fuochi d'artificio in onore della Santa.
Il paese, intanto, è coperto di luce: tutto il centro storico di Bacoli viene addobbato con luminarie artistiche, e sono intelaiature in legno e ghirlande di luci che scavalcano i vicoli, trasformando le strade in suggestive gallerie luminose. Sotto, bancarelle dai profumi deliziosi affollano le strade vendendo dolciumi e palloncini, insieme ai mercatini dell'artigianato e all'hobbistica. Il resto della giornata è fatto della diana di fuochi al mattino, la grande veglia in chiesa la notte, i canti popolari e riti tradizionali come la «venneta», e due concerti bandistici all'ombra del campanile di Sant'Anna, fra cui quello della banda musicale locale «Città di Bacoli», che sfila nel centro storico prima di approdare al sagrato della Chiesa di Sant'Anna.
Nel 1896 il vescovo mons. Michele Zaza annotava che, durante le processioni, il popolo non andava «dietro al santo» in modo disciplinato e separando uomini e donne, bensì, «non curandosi delle istruzioni del parroco, né del braccio dei carabinieri, vanno confusi col Clero, colla Confraternita e quello che più fa disordine s'intromettono tra il Clero e il Santo che viene portato in processione». E quando c'era da festeggiare qualcosa di grosso, usciva lei: nel 1918, con il termine della guerra, tra il suono delle campane a festa, la statua di Sant'Anna uscì in processione per le strade del paese.
Chi le chiede qualcosa, del resto, è tanta gente diversa: Sant'Anna è considerata la madre della Vergine Maria, protettrice di tutte le madri e delle partorienti che si rivolgono a lei per ricevere la benedizione di un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. Ed essendo la madre di Maria, ha custodito la Vergine come un gioiello ed è quindi la patrona degli orefici e dei bottegai, protettrice di minatori, falegnami, carpentieri, ebanisti e tornitori; e poiché insegnò alla Vergine a pulire la casa, a cucire, tessere, è anche patrona dei fabbricanti di scope, dei tessitori, dei sarti, fabbricanti e commercianti di tele per la casa e biancheria.
Per i bacolesi sparsi nel mondo è il giorno del ritorno: la festa di Sant'Anna a Bacoli non è mai stata una semplice ricorrenza patronale, da oltre tre secoli è l'orologio biologico della comunità, il momento dell'anno più atteso in cui la devozione popolare si fa identità, abbraccio e liturgia, capace di riunire residenti ed emigrati che tornano in città per la festa patronale.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Bacoli richiede un piccolo spostamento, e ne vale la pena. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Fusaro, a 3,7 chilometri da Bacoli, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Pozzuoli - Arco Felice ha davanti un percorso di 7,1 chilometri che in 10 minuti porta a destinazione.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Napoli, altre tradizioni.
- Festa dell'Assunta ad Ercolano — agosto
- Sant'Antonio da Padova ad Afragola — giugno
- San Costanzo a Capri — maggio