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Festa di Sant'Egidio a Latronico e la processione della statua 2026

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
1 settembre 2026
Dove Basilica Pontificia Minore di Sant'Egidio Abate, centro storico, Latronico

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.

La festa di Sant'Egidio Abate si tiene ogni anno a Latronico, in provincia di Potenza, in Basilicata, il 30 e il 31 agosto e il 1º settembre, giorno in cui si festeggia il patrono della comunità. Per tre giorni la statua del santo viene portata in processione per le vie del paese, e Latronico si riempie di fedeli che arrivano da fuori. Nella basilica di Sant'Egidio Abate, dal 1709, in uno o più venerdì di marzo un affresco trasuda il liquido che i fedeli chiamano Santa Manna.

Tre giorni fra agosto e settembre

Uno degli eventi più importanti di Latronico è la festa di Sant'Egidio Abate, con la consueta processione per le vie del paese della statua del Santo, rinomata a livello regionale e della durata di tre giorni, il 30 e il 31 agosto e il 1º settembre, che è il giorno in cui si festeggia il patrono della comunità.

Tutti festeggiano il Santo, e in quei giorni Latronico viene invaso da fedeli che visitano il Santo, una moltitudine che arriva da ogni dove per pregare e vivere insieme alla comunità cittadina questa festa.

Al termine della processione, in piazza, vengono salutate e benedette le autorità civili e militari di Latronico e tutto il popolo.

Nel mese di agosto si svolge il Palio Rionale di Sant'Egidio, in cui si sfidano in gare sportive diverse squadre rappresentanti i rioni del paese.

Il santo che visse del latte di una cerva

Sant'Egidio, vissuto tra il VII e l'VIII secolo, nacque probabilmente ad Atene e, dopo aver rinunciato ai privilegi della propria condizione, si ritirò in vita eremitica nella Gallia meridionale.

La tradizione racconta che vivesse in una grotta nutrendosi del latte di una cerva, animale divenuto il suo principale attributo iconografico.

Durante una battuta di caccia il re dei Visigoti Wamba avrebbe cercato di colpire la cerva, ma la freccia raggiunse accidentalmente il santo.

Una basilica minore dal 1971

La Basilica Pontificia Minore di Sant'Egidio Abate è situata nel centro storico, sull'omonima piazza, e fu proclamata Basilica Minore dal pontefice Paolo VI nel 1971.

La data probabile dell'ampliamento è quella del 1570, quando fu scolpita la statua del Santo a cui la chiesa è dedicata, ed è la statua marmorea che si trova poco lontano, in una nicchia.

Sulle prime due colonne della navata centrale sono ubicate due acquasantiere datate 1859, realizzate con marmo locale, mentre sulle pareti laterali dell'abside si notano le tele dipinte a olio Sant'Egidio nella gloria di Emilio Larocca di Trecchina e il polittico Vita di Sant'Egidio, realizzato dal latronichese Egidio Viola. La cripta, di recente costruzione, del 1998, custodisce il mezzo busto in argento finemente lavorato del protettore del paese, il cui volto manifesta un'espressione di severo ascetismo.

La manna dei venerdì di marzo

Nel transetto a sinistra si può ammirare l'affresco del XVIII secolo Incontro di Sant'Egidio col re Wamba, dal quale dal 1709 trasuda in uno o più venerdì di marzo il miracolo della Santa Manna.

Secondo la tradizione locale, nel 1709, durante le predicazioni quaresimali, dalla parete che custodisce il dipinto iniziarono improvvisamente a sgorgare minute gocce di un liquido trasparente, identificato dai fedeli come «manna».

L'episodio che segnò definitivamente la storia del culto si verificò il 18 aprile 1716, durante il Mercoledì Santo, quando, mentre la chiesa era gremita di fedeli intenti ad ascoltare la predica quaresimale, numerosi testimoni notarono che dalla barba della statua marmorea di Sant'Egidio iniziava a stillare il medesimo liquido già osservato sull'affresco.

Il popolo era preoccupato per il verificarsi di calamità naturali e pregava Sant'Egidio affinché le facesse cessare, le preghiere furono esaudite, e quel liquido rappresentava probabilmente il segno del miracolo o della protezione del santo protettore.

L'istruttoria si concluse con un decreto emanato nel febbraio del 1728, noto con l'incipit latino Licet colligere manna quoties casus evenerit, attraverso il quale veniva autorizzata la raccolta della manna ogniqualvolta il fenomeno si fosse manifestato, e il 22 febbraio di quell'anno il vescovo promulgò il decreto secondo cui il liquido si può raccogliere ogni volta che si presenta.

Ogni volta che il fenomeno si manifesta i fedeli raccolgono con devozione piccole quantità del liquido, spesso impregnandone sottili foglietti di carta, conservati successivamente come oggetti devozionali. La credenza popolare attribuisce a tali reliquie un valore apotropaico, ritenendole capaci di assicurare protezione alla famiglia e alla casa.

Una volta che il segno si è manifestato, le campane hanno suonato a festa, la basilica è rimasta aperta per poco meno di due ore e tutti i latronichesi, credenti e increduli, si sono fatti segnare con il segno della Manna. Sono state confezionate oltre duemila bustine, conservate dai devoti del santo protettore non solo di Latronico.

L'altare dove ci si ferma per primi

Non è raro vedere persone che entrando nella Chiesa Madre prima si recano all'altare del Santo protettore e all'altare del Santissimo. Ciò non perché si abbia meno devozione per il Signore, ma perché è innata, anche se non la si sa spiegare, la convinzione che per arrivare all'Altissimo si debba passare per Sant'Egidio.

Non si può parlare della religiosità del popolo latronichese senza parlare del culto che questo popolo ha verso il suo patrono, Sant'Egidio Abate, che di questa religiosità è fondamento, e il Santo è una presenza costante e tangibile nella storia e nella vita di Latronico e dei latronichesi.

Difficilmente un popolo è legato al suo protettore più di quanto i latronichesi lo siano a Sant'Egidio. Questo attaccamento vibrante e sentito è ben visibile nelle giornate della Manna, in cui la chiesa madre è gremita di fedeli che aspettano il miracolo del Santo Protettore.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa di Sant'Egidio a Latronico richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Casaletto Spartano - Battaglia, a 39 chilometri da Latronico, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Latronico ha davanti un percorso di 2,8 chilometri che in 4 minuti porta a destinazione.

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