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Santo Stefano e Maria Gloriosa del Bosco a Montemilone 2027 - La statua lignea del Duecento e i tre giorni di agosto

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 10 al 12 agosto 2026
Dove Montemilone, Montemilone

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: basilicatasacra.it, letta il 19/09/2026.

La festa patronale di Montemilone, borgo del Vulture in provincia di Potenza, al confine con la Puglia, si tiene l'11, il 12 e il 13 agosto in onore di Maria Santissima Gloriosa del Bosco, compatrona del paese insieme a Santo Stefano Protomartire. Il pomeriggio del 12 la statua esce in processione solenne per il centro, accompagnata dal corteo storico e dalle bande musicali, e i tre giorni si chiudono con il concerto del 13. In chiesa madre si conserva la statua lignea della Madonna del Bosco, opera probabilmente della fine del Duecento.

Una Vergine in trono di fine Duecento

L'opera più antica e preziosa che la chiesa conserva è la statua lignea della Madonna del Bosco, «probabilmente della fine del Duecento», che «presenta riferimenti ai modelli compositivi di famose icone culturali bizantine come la Madonna Hodighitria».

La statua «è di rozza fattura, ma espressiva e piena di ieratica maestà», e la Vergine seduta in trono stringe al petto il Bambino Divino.

I diademi della Vergine e del Bambino «richiamano quelli dell'arte francese del periodo post-carolingio e, in questi, è una chiara testimonianza dell'influsso cluniacense, ma le vesti e la decorazione pittorica sono di carattere prettamente bizantino, mentre inconfondibilmente bizantina è la positura della mano benedicente del Bambino: le due dita, l'indice e il medio aperto e le altre chiuse». È «di singolare fattura, senza precedenti nell'area della regione Basilicata».

Due nomi per la stessa Madonna

È venerata o con l'antico nome di «Santa Maria Gloriosa» o con quello più recente di «Madonna del Bosco».

La chiesa madre e parrocchiale di Montemilone è intitolata a Santo Stefano Protomartire che, insieme con la Madonna del Bosco, è compatrono del paese. Il finestrone sul fondo dell'abside, «eseguito dalla ditta Pizzarini di Bari nel 1939», lo raffigura «con tutti gli elementi dell'iconografia tradizionale: con la mano sinistra sorregge la palma del martirio e il lezionario, mentre nella destra ha un grosso sasso in ricordo della sua morte per lapidazione».

Tre giorni a metà agosto

A metà agosto Montemilone, borgo del Vulture al confine con la Puglia, celebra la sua patrona Maria Santissima del Bosco con tre giorni di festa: processione solenne, corteo storico, bande musicali e concerti di grandi nomi della musica italiana.

Il programma si articola tradizionalmente su tre giornate, fra l'11 e il 13 agosto. Cuore della festa sono il corteo storico e la processione con il simulacro della Madonna del Bosco, che attraversano il centro del paese fra la partecipazione commossa della comunità, con «le bande musicali, le luminarie e i fuochi» che «accompagnano i fedeli in un crescendo di emozione che culmina nel concerto finale del 13 agosto».

Il programma di un anno: l'11 agosto, la mattina, per le vie del paese gira la Bassa musica di Molfetta, e la sera in piazza degli Emigranti si esibiscono «il maestro Francesco Roccia e Power Drum Band»; il 12 la mattina è per «lo spettacolo e le coreografie degli Sbandieratori e Musici delle Terre Daune» e il pomeriggio è della Processione Solenne con la statua della Gloriosa Maria SS. del Bosco; il 13, il concerto.

Le chiavi del paese consegnate a luglio

Il 23 luglio, sempre inserito all'interno della festa, gli organizzatori sono stati ospiti del vescovo a Melfi per la consegna delle chiavi di Montemilone alla Gloriosa Madonna del Bosco.

Nel programma di quell'edizione c'era anche la lotteria, «grazie ai tanti amici»: sono stati messi in palio ben 23 premi, ognuno dei quali con due regali.

Il santuario nel bosco di querce

La chiesa della Madonna del Bosco, chiamata anche «Santuario della Gloriosa», sorge a circa due chilometri da Montemilone su un aspro rilievo ricoperto da un folto bosco di querce.

Il santuario fu fatto erigere dai monaci Basiliani tra il 1187 e il 1198, su un disegno degli architetti Luigi e Ruggero Sarolo di Muro Lucano, con un contributo della popolazione e con l'approvazione del vescovo di Minervino Murge, Leopardus, e si può annoverare «tra i primi santuari sorti in Basilicata». I basiliani «preferivano far sorgere i loro oratori sulle rive dei fiumi oppure sui rilievi montuosi, con l'intenzione di sollevare sempre più lo spirito verso il cielo».

Poi passò a un'altra abbazia: «successivamente divenne dipendenza dell'abbazia benedettina di Banzi, come dimostra l'interno a tre navate», e l'eremo sul lato sinistro «è stato abitato, nei secoli, oltre che dai monaci Basiliani, dai frati Minori (nel 1361) e, tra il 1728 e il 1820, da una comunità di eremiti detti di "Santa Maria della Religiosa" o "Rigliosa"».

Nel santuario non c'è l'originale: la chiesa della Madonna del Bosco ospita una riproduzione della bellissima statua lignea medievale conservata nella chiesa madre, che riprende le sembianze della statua così come si presentava prima degli anni Cinquanta, coperta di un vestito ornato molto ricco, con il Bambino che regge un cartiglio con la scritta «Ego sum lux mundi».

La processione dei flagellanti

Anticamente durante il pellegrinaggio al santuario aveva luogo la processione dei «flagellanti»: era aperta dal crocifero, seguito dall'arciprete, dai sacerdoti e dal resto dei pellegrini, che recitavano preghiere, si battevano le spalle con funi o addirittura con catene di ferro, procedendo a passo lento.

La festa e gli emigrati

Ogni anno, a metà agosto, la festa patronale richiama in paese cittadini ed emigrati per una celebrazione che unisce fede e grande spettacolo.

La celebrazione della Madonna del Bosco è «promossa dal Comune di Montemilone con il comitato festa», ed è «un'occasione per scoprire un angolo poco conosciuto della Basilicata, fra i paesaggi del Vulture e i confini con la Daunia».

Le carte che ne parlano

Dell'edificio originale si ha inoltre testimonianza in un manoscritto del 1729 e nel Dizionario geografico-istorico-fisico del Regno di Napoli composto dall'abate Francesco Sacco nel 1796.

Le cappelle di destra «sono intitolate, partendo dall'ingresso, a santa Rita, san Rocco e santo Stefano; quelle di sinistra a sant'Antonio, santa Lucia e alla Madonna del Bosco».

Come arrivare alla festa

Arrivare a Montemilone per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Venosa-Maschito, a 13 chilometri da Montemilone, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Venosa sud ha davanti un percorso di 8,6 chilometri che in 10 minuti porta a destinazione.

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