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Esaltazione della Croce a Montemurlo 2027 - Rubata nel 1326

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
3 maggio 2026
Dove piazzale panoramico della canonica; poderi; finestre; pieve di San Giovanni Decollato; Rocca; tabernacolo del Campo santo, Montemurlo

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: prolocomontemurloaps.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

L'Esaltazione della Croce si celebra a Montemurlo, in provincia di Prato, il 3 maggio. La Santa Croce, una piccola croce astile in lamina d'argento del XIV secolo custodita nella pieve di San Giovanni Decollato alla Rocca, esce dalla teca e attraversa il paese in processione, per rifare la strada di un furto e di un ritrovamento. La tradizione colloca quel furto nel 1326.

Il 3 maggio, e la Festa Grande

La festa della Santa Croce si celebra tradizionalmente il 3 maggio. Ma la data non basta a spiegare che cosa succeda: quando il 3 maggio cade di domenica la celebrazione diventa «Festa Grande» — e allora «a Montemurlo è festa grande» davvero, con una settimana intera di messe solenni, processioni, mostre, stand gastronomici, spettacoli e concerti che coinvolge tutte le parrocchie e le frazioni del territorio comunale, dal 3 al 10 maggio.

Il patronato è più recente di quanto la devozione lasci pensare: la Santa Croce è divenuta festa patronale di Montemurlo nel 1944, insieme all'apertura al culto della nuova Chiesa del Sacro Cuore e dietro la forte richiesta di Monsignor Contardi.

Una croce d'argento del Trecento

L'oggetto è piccolo e prezioso. Realizzata nel XIV secolo da maestri dell'oreficeria pistoiese, la croce è in lamina d'argento sbalzata e cesellata; secondo la tradizione fu donata alla pieve come segno di devozione, e presto divenne il cuore spirituale del paese. Oggi è venerata come reliquia e simbolo di protezione per tutta la comunità: «uno dei simboli più antichi e amati» dei montemurlesi.

I montemurlesi hanno sempre avuto una profonda devozione per la Croce, ricorrendo a lei e portandola in processione in occasione di calamità naturali, di siccità, di carestie, di epidemie.

La notte del 1326, e il torrente che non si lasciava attraversare

La storia — o la leggenda: si sta «tra storia documentata e leggenda popolare» — comincia di notte. Il furto sarebbe avvenuto nel 1326 per opera di un gruppo di pistoiesi, che in piena notte si intrufolarono nella chiesa della Rocca, forzando la porta.

Sopra l'altare di Santa Cristina, a destra della navata, c'era la Croce. I ladri se ne impadronirono, la nascosero in un sacco e fuggirono lungo i campi, in direzione di Pistoia.

Poi arrivarono all'Agna, e la fuga si fermò. Giunti nei pressi del torrente furono costretti ad arrestare la loro corsa, giacché il torrente stava esondando; cercarono altri punti per passare, e qui il racconto diventa quello di un prodigio: quando si allontanavano dal torrente le acque si ritiravano, al punto quasi di scomparire, e quando tentavano di avvicinarsi il corso d'acqua rigonfiava di nuovo minacciosamente.

Giunti quasi al sorgere del sole, i ladri presero la decisione di seppellire la Croce sottoterra, per tornare più tardi a riprenderla. A quel punto il torrente tornò allo stato normale e li lasciò passare.

I buoi che si inginocchiarono

Pochi giorni dopo, un contadino, intento ad arare quel campo, rimase sorpreso nel vedere i suoi buoi fermarsi nel punto dove era stata seppellita la Croce e inginocchiarsi; cercò di spostarli, ma inutilmente — «neppure le bastonate riuscirono a far desistere i buoi dalla posizione assunta».

Allora scavò. Osò scavare con la zappa dinanzi ai buoi, fino a quando la lama dell'attrezzo agricolo non andò a urtare qualcosa di metallico, e continuò finché non tirò fuori la reliquia, che riportò ai sacerdoti; con tutto il popolo, la Croce rientrò in processione.

E qui la leggenda lascia una prova che si può guardare: il colpo sferrato con la zappa aveva sfregiato il volto di Gesù e provocato il parziale distacco della testa dal busto — «curiosità che si possono tutt'oggi ammirare osservando la Croce».

Dalla Rocca al Campo Santo

La piccola croce astile lascia la teca sopra l'altare maggiore della pieve di San Giovanni Decollato alla Rocca ed è portata in processione scortata da due carabinieri della locale Tenenza in alta uniforme e dai custodi della Croce con i tradizionali abiti rossi e bianchi, con la Filarmonica «Giuseppe Verdi» che accompagna lungo tutto il percorso, il Gruppo Storico di Montemurlo, i confratelli della Misericordia, il sindaco e gli assessori.

Dalla piazza della Rocca si scende in località Morecci e si attraversano le strade della vecchia Montemurlo fino al tabernacolo del Campo Santo — quello edificato a ricordo del ritrovamento, che ancora si trova lungo la via Montalese in zona Fornacelle. La sera prima, intanto, si accendono falò e lumi alle finestre, segno della luce di Cristo e della devozione popolare, e la comunità è invitata ad abbellire le vie del paese con fiori e lumi.

Sette giorni nelle parrocchie

Finito il 3 maggio, la Croce non torna subito nella teca: nei sette giorni della Festa Grande fa visita a tutte le chiese del Comune, toccando una dopo l'altra Bagnolo, Oste, Fornacelle e la chiesa del Sacro Cuore, con una compieta e un trasferimento a ogni tappa. Durante le stazioni nelle parrocchie le famiglie possono offrire i ceri votivi, che rimarranno accesi per tutto l'anno nella chiesa di Rocca.

Attorno al rito c'è il resto: mostre dedicate alla storia della Croce e del territorio, spettacoli teatrali, passeggiate guidate tra i castelli e i giardini storici, conferenze che approfondiscono il legame con figure come Castruccio Castracani, e in piazza della Repubblica gli stand gastronomici della Filiera Corta, i musici e gli sbandieratori del Gruppo Storico, la musica della sera. La festa è promossa dalla parrocchia del Sacro Cuore con il patrocinio del Comune, insieme alla Pro Loco, all'associazione Il Borgo della Rocca e all'associazione Il Villaggio.

Come arrivare alla festa

Raggiungere l'Esaltazione della Croce a Montemurlo richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Montale-Agliana, a 4,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Prato Ovest, e il tragitto è di 7,2 chilometri per 9 minuti di guida.

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