Santo Stefano a Prato 2026 - Il sasso della lapidazione e lo Stefanino d'oro
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.prato.it, letta il 19/09/2026.
La festa di Santo Stefano si celebra a Prato, in Toscana, il 26 dicembre: è il giorno in cui la città e la diocesi festeggiano il patrono. In processione, dalla Cappella del Sacro Cingolo all'altare maggiore, viene portato il reliquiario che contiene il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il santo. Nella stessa giornata si annunciano le aziende vincitrici del Premio Santo Stefano, chiamato anche «Stefanino d'oro».
Una pietra portata in processione
Il 26 dicembre la città e la diocesi di Prato festeggiano il patrono Santo Stefano, e dopo la celebrazione c'è l'esposizione del «sasso» di Santo Stefano.
In processione viene portato, dalla Cappella del Sacro Cingolo all'altare maggiore, il reliquiario contenente il sasso che la tradizione vuole sia stato uno di quelli con cui fu lapidato il Santo patrono di Prato.
Partecipano le autorità cittadine e i rappresentanti dei Comuni facenti parte del territorio diocesano e le forze dell'ordine, mentre presta servizio la Cappella musicale della cattedrale.
Lo Stefanino d'oro alle aziende
Il 26 dicembre, memoria del patrono Santo Stefano, si annunciano le aziende vincitrici del Premio Santo Stefano.
Il riconoscimento, chiamato anche «Stefanino d'oro», viene consegnato alle aziende, non solo del comparto tessile, che si sono contraddistinte per «la cultura e l'operosità, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza», come si legge nello statuto del premio.
Ai Vespri esce anche il Sacro Cingolo
Il vescovo Giovanni Nerbini guida il canto dei Vespri e al termine officia l'Ostensione del Sacro Cingolo, all'interno del duomo e dal pulpito di Donatello, per tutti i fedeli della città.
La Cintola viene esposta al pubblico cinque volte l'anno: «ancora oggi si mostra ai fedeli per Natale, Pasqua, il 1º maggio, il 15 agosto e, in forma più solenne, l'8 settembre, festa della Natività di Maria».
Il santo e la sua pieve
Santo Stefano «nella tradizione cristiana rappresenta il primo martire, e proprio per questo viene celebrato subito dopo la nascita di Gesù». Il culto di Santo Stefano si diffuse intorno al IV secolo e probabilmente la Pieve del Pagus/Borgo al Cornio fu eretta intorno al V secolo d.C.
Documentata dal X secolo, la chiesa, già dedicata a Santo Stefano, è nominata come Pieve di Borgo al Cornio, piccolo borgo forse di origine longobarda, più antico nucleo della città, e la struttura romanica è «frutto del rifacimento di Guidetto nel 1211». Gli ampliamenti successivi seguirono la fortuna della reliquia: «nella prima metà del Duecento fu costruito il transetto (forse su progetto di Giovanni Pisano), e nella seconda metà venne eretta la Cappella della Cintola ed iniziata la costruzione della nuova facciata conclusa solo nel 1456».
Due volte all'anno, e una in forma solenne
A Prato questa giornata coincide con la festa del patrono cittadino, Santo Stefano. In realtà dovrebbe essere festeggiato il 26 dicembre, ma in forma solenne viene celebrato proprio durante questa giornata in cui ricorre la natività di Maria, cioè l'8 settembre.
Nella grande processione della vigilia, col clero, i suonatori dei Comuni, le corporazioni artigiane, il gonfaloniere e il Podestà, «si aggiunsero col tempo tre baldacchini con reliquie di Santo Stefano, Sant'Anna e del legno della Croce», e il pontificale si celebra nella Cattedrale di Santo Stefano.
Il ciclo di Filippo Lippi nel coro
Determinante fu il 1452, quando venne affidato a Filippo Lippi il compito di affrescare le pareti del coro della Cattedrale con il ciclo di Santo Stefano e di San Giovanni, il suo capolavoro.
Nel 1428 Donatello e Michelozzo furono chiamati a realizzare il magnifico pulpito per l'ostensione della Sacra cintola e poco dopo Paolo Uccello fu incaricato di decorare la cappella dell'Assunta.
Nella cappella dell'Assunta Paolo Uccello, insieme al pittore Andrea di Giusto, dipinse tra il 1435 e il 1436 La Disputa e la Lapidazione di Santo Stefano, rappresentando alcune scene della vita del Santo.
La cintura verde arrivata dal mercante
Secondo la tradizione questa sottile striscia di finissima lana di capra, di colore verde, ricamata con fili d'oro, appartenne alla Madonna. Al momento della Sua assunzione, la Vergine Maria l'avrebbe consegnata a San Tommaso il quale, a sua volta, l'avrebbe affidata a un sacerdote, iniziando quel passaggio di consegne che la condusse, infine, a Prato attraverso il mercante Michele Dagonari.
Il Sacro Cingolo è «in città dal 1141 secondo la tradizione». La leggenda «è raccontata sulle pareti della Cappella che dalla fine del Trecento custodisce il Santo Cingolo», affrescata da Agnolo Gaddi con le Storie della Vergine e della Cintola fra il 1392 e il 1396, dove si conserva anche «la piccola e raffinatissima statua in marmo bianco della Madonna con Bambino di Giovanni Pisano».
Un pulpito deciso nel 1329
Nel 1329 era stato decretato che un pulpito fosse costruito per le ostensioni pubbliche (quello attuale venne costruito solo un secolo dopo, da Donatello e Michelozzo), e l'anno seguente si definirono le cerimonie da tenersi in queste occasioni.
«Donatello e Michelozzo nel 1438 crearono un apposito pulpito esterno per permettere di mostrare la reliquia ai fedeli», e vi si ritrovano «i rilievi di marmo bianco eseguiti quarant'anni prima dal senese Niccolò del Mercia per il pulpito esterno», con «l'Assunta che dà la cintola a San Tommaso e la Dormitio Virginis».
La tradizione di mostrare per tre volte la reliquia, entrando e uscendo dalle porte del pulpito di Donatello, deriva dall'uso di mostrare più volte la reliquia ai fedeli raccolti dentro e fuori della chiesa.
«Gli statuti del 1297 vietavano di avvicinarsi a meno di tre braccia dal prelato che portava la Sacra Cintola durante l'ostensione», e stabilivano la presenza delle massime magistrature cittadine all'estrazione della reliquia dall'altare, «dimostrando in questo modo l'inscindibilità dell'aspetto civile e religioso».
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Prato è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Prato Centrale è a 1,3 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Prato Est: da lì bastano 7 minuti di guida (4,8 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Che altro succede in provincia di Prato
Altre feste di dicembre nella stessa zona.
- Corteggio Storico a Prato — settembre
- San Michele arcangelo a Carmignano — settembre
- Esaltazione della Croce a Montemurlo — maggio