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Santi Quirico e Giulitta a Tresana 2027 - L'urna portata in processione ogni quattro anni

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
10 luglio 2026
Dove Barbarasco, Tresana

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.tresana.ms.it, letta il 19/09/2026.

La festa dei Santi Quirico e Giulitta si celebra in luglio a Barbarasco, nel comune di Tresana, in provincia di Massa-Carrara, con tre giorni di celebrazioni organizzate dalla Parrocchia dei SS. Quirico e Giulitta con il patrocinio del Comune. La domenica il Parco Fiera ospita la tradizionale Fiera, e il lunedì sera esce la processione con le reliquie dei santi patroni, alla presenza del Vescovo di Massa-Carrara e Pontremoli. L'urna con il corpo di San Quirico, arrivato a Barbarasco nel 1701 e chiuso con tre chiavi differenti, viene portata fuori dalla chiesa una volta ogni quattro anni, per una regola scritta nel 1700.

Una regola scritta nel 1700

Quando le reliquie arrivarono, il marchese Filippo Corsini, Signore di Tresana, aveva predisposto, approvati dal vescovo, i Capitoli che regolamentavano il culto. Uno di questi fissa la cadenza: «il medesimo S.to Corpo non si possa portar fuori di Chiesa processionalmente, se non ogni quattro anni una volta, e questo segua nella Domenica infra l'ottava, acciò col farsi la processione nell'istesso giorno della Festa del Santo non seguisse tumulto, e confusione a causa della Fiera, che in questo dì si fa a Barbarasco».

La regola vale ancora: da allora, ogni quattro anni, l'urna con il corpo del Santo viene solennemente portata in processione.

La Fiera c'era già

I Capitoli spostano la processione alla domenica per via della calca: nel giorno della festa sarebbero seguiti «tumulto, e confusione a causa della Fiera, che in questo dì si fa a Barbarasco».

Oggi la fiera è rimasta al centro del programma: domenica al Parco Fiera si tiene la tradizionale Fiera, con pranzo su prenotazione alla Locanda Ristorante Pizzeria San Quirico.

Tre giorni, dal concerto alla processione

Le celebrazioni si distribuiscono su un fine settimana lungo, e ogni giorno ha la sua parte.

A luglio, dal sabato al lunedì, si tengono a Barbarasco le celebrazioni per San Quirico organizzate dalla Parrocchia dei SS. Quirico e Giulitta con il patrocinio del Comune di Tresana.

Si apre con la musica: sabato è in programma un concerto con la Corale di San Quirico. Poi c'è la domenica della fiera. E si chiude con la parte solenne: lunedì sera, la processione con le reliquie dei SS. Quirico e Giulitta alla presenza di Mons. Mario Vaccari, Vescovo di Massa-Carrara e Pontremoli.

Al Parco Fiera di Barbarasco il programma della festa patronale ha compreso anche, il sabato, la Santa Messa, la Santa Messa delle 18 alla presenza del Vescovo, la sagra e il Premio Tresana; la domenica, la Santa Messa, il pranzo con sagra e la cena con sagra.

Come il corpo del santo arrivò in Lunigiana

Dietro l'urna c'è una richiesta fatta a Roma in un anno santo, e una marchesa che aveva le conoscenze giuste.

«Riccardo Spadoni in Roma in occasione dell'anno del Giubileo del 1700, chiese in gratia alla Ill.ma Sig. Marchesa Lucretia Rinuccini Corsini di Firenze, che all'hora dimorava in Roma per l'anno santo, una Reliquia di qualche Santo per portare a Barbarasco sua Patria.

Lo storico locale Mario Brunetti spiega perché la richiesta andò a buon fine: la marchesa Lucrezia, allora trentaquattrenne, aveva le vie giuste per accedere alle reliquie, che si potevano affidare a un culto, a cominciare dal marito Filippo Corsini, la cui famiglia fiorentina vantava un Santo da poco canonizzato, Sant'Andrea Corsini, carmelitano e vescovo di Fiesole; inoltre il fratello del Marchese era tesoriere generale della Reverenda Camera Apostolica e sarebbe diventato papa nel 1730, con il nome di Clemente XII.

Il corpo fu prelevato dal cimitero di San Ciriaco o San Lorenzo a Roma e fatto giungere in Lunigiana, e la carta che lo accompagna ha una data precisa: secondo la ricerca d'archivio dello storico Paolo Lapi, l'autenticazione della reliquia fu fatta in Roma il 24 settembre del 1700 dal Cardinale vicario Gaspare di Carpegna, al tempo di papa Clemente XI.

Il 10 luglio 1701 e le tre chiavi

L'arrivo a Barbarasco è raccontato come una giornata di liturgia, e finisce con una precauzione.

Le reliquie di San Quirico, arrivate il 10 luglio del 1701, furono traslate dall'oratorio di san Lorenzo alla parrocchiale, con la presenza del vice Abate dell'Avulla Gabriele Corbani, «che solennemente cantò la Messa et il Vespero con l'assistenza de' molti Sacerdoti vestiti con cotta et habiti sacerdotali».

Poi la chiusura, affidata a tre persone diverse: dopo il Vespero, collocata la Cassa del Santo nel luogo destinatogli, fu dal detto don Riccardo chiusa con tre chiavi differenti, la prima consegnata al Rettore di Barbarasco don Antonio Bianchini, la seconda al Podestà di Tresana Giuseppe Antonio Leonardi, la terza al capitano Silvio Spadoni come priore della Compagnia.

La chiesa che stava in aperta campagna

L'edificio che custodisce l'urna è molto più antico delle reliquie, e non è sempre stato dov'è adesso.

L'antica chiesa nominata nelle Decime Bonifaciane del 1296/97 come suffraganea dell'Abbazia di Aulla, alla quale Barbarasco apparteneva, che alcuni studiosi fanno risalire alla fondazione, non era situata nel luogo attuale, ma si trovava in aperta campagna.

Il culto locale, prima di partire, passò comunque per un controllo: il cancelliere del vescovo di Sarzana, presa visione delle autentiche e delle reliquie, ne approvò di fatto il culto.

Un bambino di tre anni e sua madre

Quirico e Giulitta sono, nella tradizione della Chiesa cattolica e di tutte le Chiese cristiane orientali, un bambino piccolo e sua madre, morti martiri probabilmente nel 304.

Il racconto li mette in fuga: Giulitta, vedova di facoltosa famiglia e di elevato lignaggio, viveva a Iconio, città della Licaonia, oggi in Turchia, durante la persecuzione di Diocleziano; convertitasi al cristianesimo e temendo per la sorte sua e del figlioletto, lasciò ogni avere e la propria città, fuggendo con due ancelle e col suo bambino, di appena tre anni.

Furono presi mentre raggiungevano Tarso. Al processo il governatore della Cilicia Alessandro teneva sulle ginocchia il piccolo Quirico, e le ripetute nerbate inflitte a Giulitta non facevano vacillare la sua fede, ma addirittura fecero sorprendentemente pronunciare al bambino: «Sono cristiano anch'io!». Il governatore scagliò Quirico sui gradini del tribunale, facendogli battere la testa e uccidendolo sul colpo; la madre rimase in preghiera ringraziando il Signore poiché il figlio l'aveva preceduta nella gloria dei Cieli, e fu consegnata al boia perché fosse decapitata.

Due date e un nome che ha viaggiato

La loro festa liturgica viene celebrata solitamente il 16 giugno in Occidente e il 15 luglio in Oriente, e sul giorno del martirio si confrontano due tradizioni distinte: quella occidentale, che indica il 16 giugno, e quella orientale, che riferisce invece il 15 luglio.

Il culto arrivò da lontano anche in Europa: a introdurlo pare sia stato Sant'Amatore, vescovo di Auxerre, morto nel 418, che avrebbe portato le loro reliquie da Antiochia a Marsiglia, nella Chiesa di San Vittore; queste vennero poi traslate a Roma da Papa Vigilio (537-555), che fece erigere una chiesa loro dedicata nella zona detta allora «dei Pantani», l'attuale rione Monti.

E il nome ha cambiato forma strada facendo: il santo patrono di Tresana è appunto Santi Quirico e Giulitta, ma il nome di san Quirico appare sotto varie forme: il Martirologio Romano lo chiama Quirico, mentre in francese è conosciuto come Cyr o Cirgues ed è il Saint-Cyr che dà il nome all'accademia militare di Francia, luogo che era in origine un'abbazia benedettina.

Come arrivare alla festa

La festa di Santi Quirico e Giulitta a Tresana si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Aulla Lunigiana, a 4,3 chilometri da Barbarasco, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Aulla ha davanti un percorso di 4,3 chilometri che in 6 minuti porta a destinazione.

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