Via Crucis Vivente a Frassinoro 2027 - Le stazioni tramandate di padre in figlio ogni tre anni
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
La Via Crucis Vivente di Frassinoro, in provincia di Modena, si rappresenta il Venerdì Santo e torna ogni tre anni. I quadri della Passione vengono allestiti lungo le strade del paese, dalla piazza fino a Casa Giannasi. Ogni stazione ha un capostazione, e il ruolo si tramanda di padre in figlio all'interno delle stesse famiglie.
Una stazione, una famiglia
La raffigurazione dei quadri della Via Crucis Vivente di Frassinoro viene preparata da gruppi di famiglie che si impegnano a curare gli allestimenti scenici, i costumi e scritturano le varie comparse avvalendosi della collaborazione degli abitanti delle borgate limitrofe al paese e delle frazioni del Comune.
Ogni stazione ha una persona di riferimento, questa figura centrale è il Capostazione. Questo ruolo, quasi sempre, viene tramandato di padre in figlio o comunque destinato ad un ceppo famigliare; le nuove generazioni sono consapevoli dell'eredità organizzativa che dovranno assumere.
Ogni famiglia ha il suo quadro: i Giannasi curano la crocifissione, i Biondini del centro di Casa Giannasi la scena di Cristo tra i due ladroni, i Marcolini la terza caduta all'inizio di Casa Giannasi, i Piacentini — in tutte le loro ramificazioni generazionali — insieme ai Tazzioli il quadro della Veronica, i Turrini l'ultima stazione, quella del sepolcro. Alla stazione della Veronica il ruolo di capostazione è stato ricoperto con autorevolezza per oltre cinquant'anni da Ada Ghini Piacentini, originaria di Vallorsara, che poi ha passato il testimone ai più giovani; quello stesso quadro vanta il primato di aver avuto il Cristo più longevo nella figura di Oscar Pierazzi.
Ogni tre anni, il Venerdì Santo
Il registro di un arciprete racconta la processione del Venerdì Santo del 13 aprile 1906 e la definisce «solito a farsi ogni tre anni», aggiungendo che lungo il percorso «vi si vedevano di quanto in quanto rappresentate le stazione della Via Crucis».
Di quelle righe restano attuali la periodicità triennale e le difficoltà da sempre incontrate per la riuscita, generate soprattutto dalla inclemenza del tempo e dalla complessità degli allestimenti dei quadri.
Dalla statua del Cristo morto alla croce spogliata
Molti ricordano che la Via Crucis vivente aveva inizio solo dopo l'uscita dalla chiesa della statua del Cristo deposto dalla croce e morto, questa veniva portata a spalla da alcuni uomini per tutto il paese lungo il percorso della Via Crucis.
solo negli anni 1930/40 l'immagine veniva sostituita dalla «Croce avvolta nel sudario» e successivamente, negli anni '60, questa veniva anche spogliata dal sudario.
all'epoca erano situate all'incirca negli stessi posti dove sono ancora oggi collocate, salvo qualche variazione.
Capanne di frasche e torce
Alla mattina del venerdì santo venivano costruite delle piccole «capanne» fatte da «frasche» e ricoperte da un telo bianco. Lì sotto si mettevano in posa gli «attori» dell'epoca. L'illuminazione era fatta di torce, fuochi e lucerne.
Il riparo era un «capanno», o più comunemente chiamato «padiglione», che diventava anche utile per proteggere gli «attori» da eventuali perturbazioni atmosferiche e sicuramente dalle basse temperature. Dove si poteva, le stazioni venivano allestite all'interno di edifici, nei negozi lungo il tracciato, sotto i porticati e le tettoie di stalle e ovili.
i personaggi erano scarsamente truccati, il Cristo era vestito con un lungo camice bianco che conservava anche sulla Croce, nella deposizione e nel Sepolcro. Gli altri personaggi adottavano i vestiti dell'epoca, modificati alla meglio per essere più vicini alla parte. Alcuni si spogliavano a dorso nudo interpretando i giudei, altri portavano pelli di pecora e tenevano corde, scale e fruste; coloro che interpretavano i soldati romani avevano lance e spade di legno costruite per l'occasione, e i più mettevano elmetti trovati dopo i conflitti bellici, tanto che fino all'ultimo dopoguerra si vedevano personaggi con le fasce ai piedi usate dai soldati nella prima guerra mondiale.
il personaggio che interpretava Cristo si metteva in «posa» non salendo sulla croce, ma sistemandosi davanti ad essa ed allargando le braccia simulava così la crocefissione.
Dall'abbazia benedettina in poi
Le origini della pratica devozione della contemplazione della passione coincidono con la nascita e il fiorire dell'abbazia benedettina di Frassinoro: la Via Crucis quale pratica religiosa nasce in quell'epoca di splendore storico medioevale.
la Via Crucis fu istituita come occasione di penitenza e sacrificio, e la settimana santa era il tempo dei digiuni, dei sacrifici e delle astinenze «per la redenzione ed espiazione dei peccati». Il popolo che viveva nelle corti delle terre della Badia andava in pellegrinaggio fino al monastero benedettino affrontando le difficoltà del tragitto, e i religiosi dell'abbazia istituirono la processione del Cristo morto, assieme all'adorazione della Croce e del sepolcro.
il piccolo tracciato non era abbastanza lungo per la moltitudine dei fedeli, e si provvide ad allungarlo scegliendo quello utilizzato per le grandi processioni, percorrendo tutte le strade del paese, compreso Cà de' Giannasi.
la rappresentazione de L'orto degli ulivi è recente, risale infatti al 1952 quando nella casa detta della Palazza alloggiavano temporaneamente le suore Francescane, che insieme ad alcune ragazze del paese idearono il quadro di Gesù che in preghiera riceve dall'Angelo il calice amaro.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Frassinoro per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Castelnuovo di Garfagnana, a 38 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Felina Centro - Riolvecchio aspetta un percorso di 33 chilometri che in 53 minuti porta a destinazione.
Eventi nei dintorni
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- San Geminiano a Frassinoro — gennaio
- San Bernardino da Siena a Carpi — maggio
- San Geminiano a Guiglia — gennaio