Festa del Crocifisso a Castel San Pietro Terme 2027 - Il carillon di 55 campane e la statua che rifiutò le mani
Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.
La Festa del SS. Crocifisso si tiene a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, ogni quinta domenica di Quaresima, cioè due domeniche prima della Pasqua, e si celebra così dal 1629. Il mercato occupa il centro storico, poi ci sono la Messa solenne in piazza XX Settembre e la processione per le vie della città con la sacra immagine del Cristo Crocifisso. Prima della Messa suona il carillon del campanile: 55 campane azionate da una tastiera da pianoforte posta alla base della torre, il più grande carillon d'Italia.
La quinta domenica di Quaresima, dal 1629
Si celebra a Castel San Pietro Terme la tradizionale Festa del SS. Crocifisso, che per la comunità castellana è la più antica e solenne dopo la Pasqua e il Natale.
Dal 1629, ogni quinta domenica di Quaresima, si tiene nel santuario la festa del Crocifisso che ogni anno richiama migliaia di fedeli — cioè, come si dice in città, sempre due domeniche prima della Pasqua. Quel 1629 è l'anno in cui l'immagine fu portata in processione per la prima volta, e da allora la tradizione è proseguita e si è consolidata nel tempo.
Un crocifisso donato nel 1543, e il miracolo del 1749
La chiesa, con l'oratorio, fu eretta nel 1741 dalla Compagnia del Santissimo Sacramento, e vi fu trasferito anche un Crocifisso, custodito nel vecchio oratorio, che il sacerdote Antonio Comelli aveva donato nel 1543.
Nel 1749 la venerazione di una vecchietta per questa immagine trascurata fece sì che si decidesse di procedere alla sua pulizia e restauro. Qui avvenne il miracolo, la statua «rifiutò» di farsi toccare da mani non consacrate. Da allora la chiesa è diventata il Santuario del Miracoloso Crocifisso.
Molte le grazie ricevute e le guarigioni attribuite al Crocifisso castellano, e decine di ex-voto e di quadretti sono tutt'oggi conservati all'interno.
Il santuario sulla piazza, fra un pronao e due organi
Nel cuore della città, affacciato sulla piazza principale, sorge dal 1741 il Santuario dedicato al SS. Crocifisso, e al suo interno l'immagine, dall'alto della sua nicchia in fondo all'abside, domina la chiesa.
L'edificio è cresciuto per aggiunte successive: fu modificato nel 1834 e risistemato in momenti successivi, nel 1924 la chiesa si amplia verso la piazza con la costruzione del pronao, e il campanile — che sostituisce quello settecentesco a vela — è stato costruito tra il 1926 e il 1930, con la scritta che si legge sopra i finestroni, in cartigli di foggia barocca: «Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat». Dentro si trovano reliquie sacre, dipinti e altorilievi di notevole pregio, una cappella dedicata alla statua dell'Immacolata, due organi — uno del 1700 e uno del 1928 — e, in sacrestia, un prezioso gruppo della Pietà realizzato in terracotta.
Anche la piazza ha la sua storia: in piazza XX Settembre, al centro, in seguito al terremoto del giugno 1779 fu eretta la colonna su disegno di Gian Giacomo Dotti, alla cui sommità è stata posta l'immagine della Madonna del Fossombrone; sulla piazza si affacciano il Palazzo del Municipio, la chiesa parrocchiale del 1200 dedicata alla Beata Vergine del Rosario, patrona della città, e il Santuario.
Cinquantacinque campane, e una tastiera da pianoforte alla base del campanile
Il campanile ospita al suo interno un particolarissimo carillon voluto dal canonico don Roberto Salieri, progettato e costruito dal castellano Giulio Gollini e costituito da 55 campane di dimensione diversa (la più grande pesa 11 quintali) realizzate dalla Fonderia Brighenti di Bologna e collocate a vari livelli, che vengono suonate con uno speciale organo a tastiera creato appositamente dal mastro Gollini.
Il numero non è stato raggiunto subito. Inizialmente inaugurato con 33 campane, nel 1930, insieme al campanile che lo ospita, in quattro anni vennero aggiunte al carillon altre 22 campane. La sua tastiera, tipica del pianoforte e posta alla base del campanile, aziona i martinetti delle campane grazie a un meccanismo elettropneumatico e permette così l'emissione dei suoni armonici delle campane abbinate ai tasti. Grazie alle 55 campane il carillon castellano è di fatto il più grande carillon in Italia ma anche, per via della tastiera, uno strumento unico in Europa, ancora oggi utilizzato prima delle SS. Messe celebrate nel santuario per le festività religiose solenni e, una tantum, per concerti.
Nell'anno in cui l'isolamento imposto dal Coronavirus non permise i consueti festeggiamenti il carillon suonò lo stesso, e i rintocchi caddero nel vuoto di piazze e strade deserte. Annarita Zazzaroni, docente universitaria dell'Alma Mater, che da oltre vent'anni suona il carillon, lo ha spiegato così: la festa del Crocifisso è un'occasione per sentirsi vicini, meno soli, malgrado tutto; la musica delle campane va a trovare gli abitanti di Castel San Pietro nelle loro case, e chiunque può aprire la finestra o affacciarsi dal balcone, perché per qualche minuto l'antico campanile fa vibrare la città di una sola melodia. Era già successo durante la Seconda guerra mondiale. Il santuario, del resto, è stato aperto anche per le Giornate FAI di Primavera proprio con questo titolo: «55 campane per un carillon unico», con ciceroni i ragazzi delle scuole superiori formati dalla Pro Loco.
La giornata: bancarelle, poi la messa in piazza e la processione
Il tradizionale mercato della festa è collocato nel centro storico, in particolare nella parte alta di via Matteotti — tratto piazza XX Settembre/Montagnola — e in piazza Acquaderni, con le bancarelle aperte come sempre; nel grande piazzale accanto al parco, fra le vie Scania, Torricelli e Avogadro, si sistema il luna park.
Le celebrazioni prendono il via con la Santa Messa solenne dedicata al Santissimo Crocifisso, come sempre nella piazza XX Settembre vestita a festa, alla presenza di rappresentanti dell'Amministrazione comunale e del gonfalone della città; a seguire la processione per le vie della città con la sacra immagine del Cristo Crocifisso e il concerto del corpo bandistico di Castel San Pietro Terme. In caso di pioggia la Santa Messa viene celebrata all'interno del Santuario e la processione non si tiene.
Come arrivare alla festa
La Festa del Crocifisso a Castel San Pietro Terme si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Castel San Pietro Terme, a 3,1 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Castel San Pietro Terme, e il tragitto è di 3,4 chilometri per 4 minuti di guida.
Nei paesi vicini
Altri paesi vicini, altre feste.
- San Cassiano ad Imola — agosto
- San Petronio a Bologna — ottobre
- San Michele Arcangelo ad Argelato — settembre