Krampuslauf a Dobbiaco 2026 - 600 diavoli e le zone Krampus-free
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 01/09/2026.
Il Krampuslauf di Dobbiaco, in provincia di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, si svolge in una domenica di inizio dicembre, in orario serale, nel centro del paese, in Alta Pusteria. Circa 600 Krampus dall'Alto Adige, dall'Austria, dalla Germania e dalla Svizzera sfilano dal viale San Giovanni al centro storico con pellicce di capra, maschere di legno intagliate, corna vere e campanacci, preceduti da San Nicolò su una carrozza trainata da cavalli. È la sfilata di Krampus più antica e imponente dell'Alto Adige, organizzata dal 1996 dall'associazione Foir Toifl Tobla, e per le famiglie sono previste zone «Krampus-free».
Seicento maschere che arrivano da quattro Paesi
Ogni dicembre il centro di Dobbiaco, in Alta Pusteria, si trasforma nel teatro della sfilata dei Krampus più antica e imponente dell'Alto Adige. Il più grande incontro di Krampus ha luogo qui, e i numeri lo dicono: circa 600 Krampus provenienti da Alto Adige, Austria, Germania e Svizzera si radunano, sfilano per il paese e sulla piazza centrale, mostrando in un piccolo show le proprie maschere e vestiti.
La manifestazione è organizzata dal 1996 dall'associazione Foir Toifl Tobla, che letteralmente significa «Fuoco-Diavolo-Dobbiaco» — altrove tradotto «I diavoli di fuoco di Dobbiaco» — e attira ogni anno migliaia di spettatori da tutto il Sudtirolo e dai Paesi alpini confinanti.
A sfilare non sono comparse improvvisate: circa venti gruppi storici, formati da artigiani che realizzano a mano costumi e maschere, animano la sfilata tra effetti di luce, giochi pirotecnici e musica tradizionale.
Pelli di capra, corna vere e campanacci in vita
In tutto il Tirolo, e così anche in Alto Adige, San Nicolò è accompagnato da creature pelose: i Krampus, individui mezzo uomo, mezzo animale, vestiti con pelo di capra o di pecora, con una maschera da diavolo di legno, grandi campane in mano.
Il costume è fatto di materiali veri, e si sente. Dalle teste di queste figure antropomorfe spuntano delle corna animali, i loro corpi sono ricoperti da ingombranti pellicce maleodoranti, ai loro piedi stridono pesanti catenacci; i costumi sono completati da grandi campanacci, spesso portati in vita, e nelle mani stringono minacciosi fruste di betulla. Le pelli di capra spesso sprigionano ancora un odore molto particolare.
Il pezzo che richiede più lavoro è la maschera. I Krampus indossano grandi maschere di legno intagliate artisticamente con volti terribili e veri corni di capra, stambecco o corna di montone intrecciate, e sono spaventosi volti demoniaci, pazientemente intagliati nel legno dalle mani di esperti scultori — particolarmente famosi per questo tipo di artigianato sono gli intagliatori delle Valli di Tures e Aurina. In alcune zone, invece, i Krampus indossano dei passamontagna in stoffa con lunghe lingue rosse.
Sul nome e sulla parentela vale la pena essere precisi. I "Tuifl", che significa "diavoli" in sudtirolese, non sono però diavoli veri e propri, ma si tratta di una figura spaventosa che risale all'epoca precristiana; il nome deriva dalla parola medio alta tedesca "Krampen" per "artiglio", o dal bavarese "Krampn", che significa qualcosa di inerte, secco o appassito. Esiste anche la versione femminile: il Krampus può essere anche femminile, e in questo caso si chiama Krampa. E accanto a lui c'è un parente stretto: il Percht è una figura altrettanto spaventosa che assomiglia al Krampus e che scaccia l'inverno con le sue campane.
Il demone smascherato dagli zoccoli
L'usanza viene dai riti pagani: l'origine risale al periodo pre-cristiano ed è attestata almeno dal VI-VII secolo d.C., ed è legata al solstizio invernale, cioè ai giorni di dicembre in cui il buio prende il sopravvento sulla luce per poi arretrare lentamente.
Il senso originario, comunque, era pratico. La sfilata dei Krampus trae origine da credenze pagane: con le loro grida e il rumore dei campanacci, i Krampus volevano scacciare gli spiriti maligni dell'inverno. La figura di San Nicolò con i suoi doni si aggiunse molto più tardi. Poi, con il cristianesimo, il Krampus viene sottomesso dal vescovo San Nicola ed è costretto a servirlo: secondo la leggenda tramandata fino a noi, questi diavoli rappresentano dei demoni sconfitti da San Nicola e diventati suoi servitori.
La leggenda che lo racconta è ambientata, in una delle versioni, proprio a Dobbiaco. Si racconta che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestissero usando pellicce formate da piume, pelli e corna di animali; così travestiti, irriconoscibili, andavano a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini e li derubavano delle provviste per l'inverno.
E qui arriva il colpo di scena. Dopo un po' di tempo i giovani si accorsero che tra di loro vi era un impostore: era un demone che, approfittando del proprio volto diabolico, si era infilato nel gruppo, rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra. Nella versione ambientata a Dobbiaco quel demone era alto, con una pelliccia di vari colori, lunghe corna, una lingua rossa biforcuta e zoccoli; nella mano destra teneva un insieme di fruste di saggina per picchiare i malcapitati, nell'altra delle catene, e sulle spalle uno zaino di legno — la gerla — per poter inserire i bambini da portare all'inferno.
Venne dunque chiamato il vescovo Nicola per esorcizzare l'inquietante presenza; sconfitto il demone, tutti gli anni i giovani, nel giorno della vigilia di San Nicola, travestiti da demoni, sfilavano lungo le strade dei paesi, non più a depredare, ma a "punire i bambini cattivi", accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male. Da lì viene anche l'attrezzo più temuto: in Alto Adige il Krampus ha in mano una frusta fatta di ramoscelli e un sacco sulla spalla, e secondo la leggenda prende i bambini che sono stati cattivi e li porta via nel suo sacco.
Chi può diventare Krampus
Non ci si traveste da Krampus per scelta estemporanea: ci sono regole, e sono antiche. Per diventare Krampus bisogna essere uomo, non sposato, e molto spesso essere nato nel paese in cui si vuole prendere parte al gruppo, e a mascherarsi, secondo la tradizione, sono soltanto uomini, che a volte vestono anche panni femminili.
La regola più severa riguarda l'anonimato. La maschera indossata non deve mai essere tolta in pubblico, e gli spettatori non devono mai cercare di toglierla, pena il disonore per lo smascherato.
A queste se n'è aggiunta una moderna, e la ragione è dichiarata: dato che i Krampus si sono rivelati un po' troppo selvaggi e rumorosi, oggi tutti coloro che partecipano alle sfilate come Krampus devono essere registrati e portare una targa.
Il racconto tradizionale è violento: vagando per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni, mentre colpiscono con frustate la gente, e appena il sole tramonta San Nicola scompare dalla sfilata, lasciando incontrollati i demoni, che senza inibizioni rispondono colpo su colpo alle provocazioni dei ragazzi e degli adolescenti. In linea di principio, però, i Krampus non attaccano nessuno: il loro comportamento, con i movimenti aggressivi e le campane, è una sorta di "dimostrazione di impertinenza" e ha lo scopo di ottenere il giusto rispetto per il Krampus.
Dal viale San Giovanni al mercatino di Natale
La sera a Dobbiaco comincia con un rumore che si sente prima di vedere qualcosa. Quando lungo le strade si alza il frastuono dei campanacci, l'attesa è finita.
Al calar della sera il corteo prende vita: partendo dalla St. Johannesstraße — il viale San Giovanni — i gruppi attraversano il paese fino al centro storico, dopo essersi radunati nel parcheggio dietro la scuola media. Il percorso passa per la piazza della chiesa, attraverso il mercatino di Natale. L'apertura spetta a chi se l'è guadagnata: la sfilata è tradizionalmente aperta dal vincitore dell'ultima sfilata, e San Nicolò precede la processione con i suoi accompagnatori su una carrozza trainata da cavalli.
Poi tocca al santo. Quando il tumulto dei Krampus si placa dopo circa due ore, anche San Nicola fa la sua comparsa: i bambini coraggiosi — e soprattutto buoni — che non si sono lasciati scoraggiare dallo spettacolo infernale ricevono in piazza principale un piccolo regalo. È la divisione dei compiti di sempre: il santo loda i bambini buoni e consegna loro dei piccoli regali, mentre i monelli vengono puniti dai Krampus.
Un'area dove i diavoli non entrano
C'è un dettaglio che a Dobbiaco hanno introdotto e che dice come si tiene insieme una tradizione così ruvida con un pubblico di famiglie. Per permettere a famiglie e bambini di vivere l'evento in tranquillità, la manifestazione prevede apposite zone "Krampus-free", aree più riparate dove assistere alla sfilata in un ambiente meno concitato.
Chi vuole la sfilata addosso resta lungo il percorso; chi ha bambini piccoli, o semplicemente preferisce guardare, ha uno spazio suo. E alla fine ci si ritrova tutti nello stesso posto: al termine del corteo la serata prosegue con una grande festa nel tendone riscaldato, con musica e specialità gastronomiche altoatesine — una festa calda dei Krampus nel tendone, per diavoli veri e mascherati.
La manifestazione si svolge tradizionalmente in una domenica di inizio dicembre, in orario serale. La data che regola tutto è un'altra: una tradizione molto diffusa vuole che nella serata del 5 dicembre, vigilia del giorno dedicato al santo, i Krampus accompagnino per le strade San Nicolò.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Dobbiaco è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Toblach - Dobbiaco è a 1,7 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Niederdorf Ost - Villabassa Est: da lì bastano 3 minuti di guida (1,9 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Eventi nei dintorni
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- San Giovanni Battista a Dobbiaco — giugno
- Corsa dei Krampus a Vipiteno — dicembre
- Sfilata dei Krampus a Bolzano — dicembre