Lenghis a Gorizia 2026 - Le sette lingue minoritarie sul palco e i concerti nelle osterie
Fonte: lenghisfestival.it, letta il 19/09/2026.
«Lenghis – Festival dal Teatri des Lenghis Minoritariis» si tiene a Gorizia, in Friuli-Venezia Giulia, per dieci giorni fra ottobre e il primo di novembre. È il primo festival dedicato al teatro delle lingue minoritarie: sul palco salgono sette lingue — friulano, sardo, frisone, catalano, albanese, sloveno e italiano — con spettacoli, laboratori e concerti nelle osterie della città. La prima edizione si è tenuta nell'anno in cui Gorizia è stata Capitale europea della cultura, e il festival nasce per celebrare il patrimonio linguistico italiano ed europeo, parlato da circa 50 milioni di persone in Europa.
Sette lingue sul palco
Sono sette le lingue che salgono sul palco: friulano, sardo, frisone, catalano, albanese, e poi sloveno e italiano come minoranze linguistiche rispettivamente di Italia e Croazia. A portarle ci sono oltre 30 artisti e 8 compagnie teatrali, per un cartellone di 18 spettacoli, con formazioni che arrivano da quattro Paesi europei oltre all'Italia: Slovenia, Croazia, Spagna e Olanda.
Per dieci giorni le lingue minoritarie vivono e si rinnovano nei teatri e nei centri culturali goriziani, diventando ponti fra culture, comunità e generazioni, fra passato e futuro, e formando quella che gli organizzatori chiamano una mappa viva e contemporanea del teatro europeo delle lingue minoritarie. La sede operativa del festival è ospitata dalla Società Filologica Friulana, in Casa Ascoli: il fulcro di tutte le attività e degli incontri.
Spettacoli, laboratori, convegni
Il programma è diviso in tre filoni principali — gli spettacoli, i laboratori per attori, gli incontri e i convegni — e invade gli spazi culturali della città e i luoghi pubblici della convivialità.
Il festival, infatti, passa dal palco ai luoghi di ritrovo, ai locali e alle osterie: è «Notis di Gnot», il ciclo di concerti e jam sessions che coinvolge alcuni fra i migliori musicisti del territorio friulano, goriziano e sloveno. C'è poi «Meet a mestri», incontra un maestro: il nome stesso è un ibrido inventato, una crasi fra la lingua più forte, l'inglese, e la lingua più debole, il friulano. Sono sedici momenti in cui il festival dà spazio al dialogo e alle domande, e in cui artisti che hanno scelto percorsi d'autore nel teatro e nella cultura raccontano le proprie idee sull'arte e sul teatro, la loro poetica, la loro vita. I laboratori per attori occupano invece gli ultimi dieci giorni di ottobre.
Che cosa si vede
Fra gli spettacoli c'è «Tragùdia», che con rigore filologico ricostruisce le modalità sceniche dell'antica tragedia greca, dimostrando come i linguaggi teatrali più antichi e le lingue apparentemente «minori» possano parlare con forza universale anche al pubblico contemporaneo.
C'è una rappresentazione in lingua catalana con sovratitoli in italiano, che prende spunto dall'universo shakespeariano di Calibano e Ariel — due esseri liberi che vivono senza leggi né padroni, fino all'arrivo di Prospero, portatore della parola, della ragione e della cultura. Ma la parola, simbolo di civiltà, diventa al tempo stesso peste e dominio, generando ambizione e sopraffazione: una riflessione universale su libertà, potere e conoscenza.
C'è uno spettacolo in lingua albanese, con sovratitoli in italiano e inglese, che narra la storia di un angelo catapultato sulla terra, costretto a confrontarsi con la diffidenza degli uomini. E c'è una lettura poetica multilingue dove la parola incontra la musica e il gesto: le letture sono accompagnate da un'orchestra con sonorità evocative, mentre i movimenti di un'interprete-performer di lingua dei segni offrono un livello espressivo ulteriore, che rende la poesia accessibile e visivamente potente. Lo spettacolo nasce da una collaborazione che unisce Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia, nel segno dell'arte condivisa e delle lingue che si incontrano senza confini.
Il festival è organizzato dal Teatri Stabil Furlan, in collaborazione con l'ARLeF e con l'Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, e con il sostegno della Regione FVG, di PromoTurismoFvg e del Comune di Gorizia. È un progetto artistico internazionale che, dicono i promotori, intende valorizzare le differenze, accrescere la creatività e creare un originale patrimonio culturale.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Gorizia, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Gorizia Centrale si trova a 1,6 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Počivališče Vrtojba dista 4,3 chilometri, cioè 7 minuti di strada.
Eventi nei dintorni
In provincia di Gorizia si festeggia anche cosi'.
- Sant'Ilario e San Taziano a Gorizia — marzo
- Festa della Contea a Gorizia — aprile
- Rievocazione Storica Rinascimentale di Cormons — settembre