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Folklore e Rievocazioni

1809. Battaglia di Sacile o dei Camolli o anche di Fontanafredda a Porcia 2027 - La fucilazione dei disertori e i Campi molli

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Aprile - Maggio
Dove Parco di Villa Correr-Dolfin, Rorai Piccolo, Palse, Porcia

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 19/09/2026.

La rievocazione della Battaglia dei Camolli si tiene fra aprile e maggio a Porcia, in provincia di Pordenone, e ricostruisce lo scontro napoleonico combattuto in quel territorio il 16 aprile 1809. I rievocatori si accampano in villa Correr-Dolfin e mettono in scena una parte della battaglia, con la presenza di 200 Reenactors e di 2 Reggimenti a cavallo, a suon di colpi d'arma da fuoco e cannoni. Fra le voci del programma ci sono la premiazione degli eroi e la fucilazione dei disertori.

Perché si chiama battaglia dei Camolli

Lo scontro è passato alla storia con nomi diversi — battaglia di Sacile, del Livenza, di Porcia, di Fontanafredda — ma sempre più spesso viene ricordato come battaglia dei Camolli, dal vasto territorio paludoso che ne costituì l'epicentro.

Nel 1809 i Camolli non erano un centro abitato, ma una vasta zona in gran parte incolta e paludosa. Il nome deriva dall'antico Campi molli: terreni attraversati da corsi d'acqua minori, con avvallamenti, fango e strade pessime.

Quel paesaggio apparentemente tranquillo restituisce ancora tracce di un passato violento, tra cui fosse comuni, reperti e toponimi eloquenti.

75.000 uomini in un poligono di cinque lati

Nel 1809, approfittando della momentanea assenza di Napoleone, impegnato in Spagna, l'impero austriaco dichiarò guerra ai francesi. Il 9 aprile l'esercito austriaco passò l'Isonzo e occupò il Friuli, giungendo fino al Piave anche se per poco tempo. Sul fronte italiano si fronteggiarono Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d'Italia e figliastro di Napoleone, e l'arciduca Giovanni, fratello dell'imperatore Francesco I d'Asburgo.

Lo scontro coinvolse circa 75.000 uomini di entrambi gli schieramenti e si concluse con almeno 7-8.000 caduti, circa 10.000 feriti — molti dei quali deceduti nei giorni seguenti — e almeno 8-9.000 uomini dispersi o catturati.

Il campo di battaglia del 16 aprile 1809 era il poligono di cinque lati formato dalle strade Sacile-Fontanafredda, Fontanafredda-Porcia, Porcia-Palse-Tamai, Tamai-Brugnera, Brugnera-Sacile.

Un errore di conto e un terreno sbagliato

Eugenio credeva di dover affrontare solo 20.000 austriaci. Sapendo di essere in inferiorità numerica per quanto concerneva la cavalleria, decise di avanzare contro il fianco sinistro degli austriaci, siccome presentava un terreno poco adatto a manovre di cavalleria; e nel corso della giornata si rifiutò di impegnare la cavalleria di Sahuc, sapendo di essere in inferiorità. Il piano dell'arciduca prevedeva invece che proprio il fianco sinistro austriaco attendesse a Porcia l'attacco principale dei francesi.

Porcia fu presa e persa nel giro di poche ore: prima i francesi cacciarono Frimont da Porcia, poi, nel mezzo di quella crisi, Séras perse Porcia in seguito a un attacco austriaco, e per le strade del paese si giunse a un feroce corpo a corpo.

Alla fine Eugenio ordinò il ripiegamento, e la ritirata avvenne nella formazione difensiva classica: le divisioni di Broussier e Grenier si disposero a quadrato, fornendosi copertura a vicenda e attraversando il Livenza dopo numerose schermaglie con gli inseguitori austriaci. I due passarono il fiume nella nottata, gli altri nel mattino seguente a Brugnera; le truppe giunsero logorate a Sacile, e la giornata si chiuse con la vittoria austriaca.

I rievocatori che dormono in tenda

La rievocazione mette in scena una parte della Battaglia del 16 aprile 1809, con la presenza di 200 Reenactors e di 2 Reggimenti a cavallo, a suon di colpi d'arma da fuoco e cannoni: l'armata franco-italiana da un lato e quella asburgica dall'altro.

L'anima di questo tipo di manifestazioni è costituita dai cosiddetti Reenactors, letteralmente Ricostruttori: coloro che rivivono la storia e la ricreano nel presente come in un grande set all'aperto, in una rappresentazione scenica che deve seguire fedelmente il copione di ciò che accadde secoli or sono.

In un'edizione i rievocatori presenti erano quasi trecento, provenienti da tutta Italia ma diversi anche oltre confine, e in particolare da Belgio, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Russia. Si accampano in villa Correr-Dolfin a Porcia e dormono in tenda e su giacigli di fortuna, incarnando pienamente lo spirito dell'epoca.

La sera è previsto il rientro delle truppe in Villa Dolfin e la visita notturna agli accampamenti, con canti e racconti della Battaglia.

Il rancio, la messa in latino e il vino di Napoleone

Il programma segue la giornata militare. Si comincia con la presa in consegna del comando truppe napoleoniche a Palazzo Gherardini, poi lo schieramento e la presentazione delle truppe, il cambio della guardia al Comando Truppe, la requisizione dei viveri e la distribuzione di un rancio militare alle truppe.

Nel Duomo di San Giorgio si celebra una messa solenne in latino con rito tridentino, con la presenza del coro Nuova confraternita di San Giacomo di San Martino al Tagliamento.

I ristoratori di Porcia propongono degustazioni di prodotti locali con il Menù di Napoleone, e ci sono un mercato di prodotti gastronomici tipici e stand enogastronomici con prodotti tipici locali, aperti anche a cena con i rievocatori e i loro racconti. Il Vino di Napoleone ha una presentazione con degustazione, insieme al brindisi inaugurale.

Un plastico, una lapide e le memorie di un combattente

Grazie al Comune di Fontanafredda e ai volontari della Pro Fontanafredda, durante le giornate della battaglia è possibile ammirare il plastico che riproduce i momenti della Battaglia, con una cronostoria delle giornate prima e dopo il 16 aprile 1809; ci sono una mostra di documenti e oggetti vari nei locali dell'ex Distretto Sanitario in piazzetta Remigi e una di modellismo statico con concorso al Casello di Guardia; si inaugura una lapide commemorativa della Battaglia del 1809; e si fanno visite guidate sui luoghi della Battaglia.

Per le scuole ci sono lezioni didattico-dimostrative di attività militare di epoca napoleonica, e per tutti dimostrazioni di duelli e di attività varia dei reenactors.

Fra i libri presentati c'è l'edizione commentata delle memorie napoleoniche del generale Carlo Zucchi, che combatté a Porcia nel 1809, e si attinge ai Ricordi militari del Friuli (1797-1809) di Ernesto D'Agostini.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Porcia per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Pordenone, a 4,3 chilometri da Porcia, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Porcia ha davanti un percorso di 2,4 chilometri che in 3 minuti porta a destinazione.

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