Home » Folklore e Rievocazioni
Cordovado Medievale 2027 - L'assedio del 1387 respinto cinque volte e le bombarde usate per la prima volta
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
Cordovado Medievale si tiene a Cordovado, in Friuli Venezia Giulia, l'ultimo fine settimana di agosto. Il paese rievoca l'assedio del 1387, quando Ridolfo da Cordovado respinse cinque assalti del capitano Andrea Trotto, e il Palio dei Rioni mette alla prova i quattro borghi storici in tiro con l'arco, corsa delle botti e tiro con la fune. La manifestazione è nata nel 1986 ed è fra le rievocazioni storiche più longeve della regione.
Cinque assalti e una resa
Il fatto che si rievoca è preciso. Nel 1381 il Papa nomina Filippo D'Alencon, nipote del Re di Francia, patriarca in commenda — cioè senza obbligo di risiedere — di Aquileia, che ha giurisdizione su tutto il Friuli. La nomina viene contestata da Udine, Sacile, Marano, Spilimbergo, dai Conti di Colloredo e di Maniago, appoggiati da Venezia, Duino e Verona, che si alleano formando la «Felice Unione»; D'Alencon è invece appoggiato da Cividale, dai Da Carrara di Padova e dal Re d'Ungheria. Scoppia così la Guerra di successione del Patriarcato, che dal 1381 al 1388 divide il Friuli in due fazioni contrapposte.
Nel 1387 il capitano Andrea Trotto, al servizio dei Da Carrara, investe con un esercito il castello di Cordovado in cinque violenti assalti con bombarde, impiegate qui per la prima volta. Dall'altra parte dei muri c'è Ridolfo da Cordovado, capitano della Felice Unione, che li respinge tutti e cinque, ne spegne l'impeto e costringe Trotto alla resa. La rievocazione mette in scena proprio quel giorno: quello in cui gli ambasciatori di Udine e Venezia, alleati di Cordovado, vengono a firmare la resa del capitano Trotto e la sua ritirata dai confini della patria del Friuli.
Alla manifestazione si lega anche un altro episodio, di segno opposto: le fastose nozze fra Riccarda d'Arcano e Francesco Ridolfi di Cordovado, celebrate nel 1571 e recuperate nell'archivio privato dei conti d'Arcano — un avvenimento non guerresco e cruento, ma gioioso e beneaugurante. Nella nobiltà di quei tempi, del resto, un matrimonio era un'occasione di grande importanza: si legavano fra loro importanti casate, si sospendevano guerre e lotte secolari, si riconciliavano rapporti compromessi.
Il Palio dei quattro rioni
Il cuore agonistico è il Palio dei Rioni, la sfida fra i quattro borghi storici del paese — Borgo, Saccudello, Suzzolins e Villa Belvedere —, che corrispondono alle vie principali di Cordovado. Il Palio testimonia la tradizione del campanilismo paesano, vecchio e mai sopito.
È nato con una gara di tiro con l'arco, che assegnava al rione più bravo il drappo dipinto, e si è poi evoluto con l'introduzione di altre due prove per rendere più difficile la conquista: la corsa delle botti e il tiro con la fune. Nel 2009, con la Rifondazione della Rievocazione Storica, si è messo mano al regolamento: le prove che assegnano punti sono diventate cinque, con punteggio decrescente — quattro, tre, due e un punto —, e comprendono anche la Domina Bella, il Palio teatrale e il Palio gastronomico, che si svolgono all'interno delle Feste Rionali.
Nell'albo d'oro il rione con più vittorie è il Borgo, con dieci successi; seguono Villa Belvedere con sette, Saccudello con cinque e Suzzolins con quattro. La domenica la contesa si articola in quattro specialità: la caccia al simbolo, dedicata ai più piccoli, il furto delle botti, la giostra delle bandiere e il tiro con l'arco. È una competizione che coinvolge intere famiglie e tiene viva la rivalità rionale di generazione in generazione.
La cena del Gastaldo e la Domina Bella
Il sabato della settimana che precede la rievocazione, all'interno del borgo medievale, si svolge una cena dall'ambientazione storica alla presenza dell'eroico difensore del castello, il Gastaldo Rodolfo. Gli ospiti vengono serviti e riveriti con pietanze d'epoca e antiche ricette, immersi in musiche e animazioni.
Fra una portata e l'altra si svolgono le prove di recita di brani della letteratura italiana in lingua volgare, di cultura medievale, con domande alle candidate: sono le quattro ragazze dei rioni, che sfilano davanti a una giuria di esperti per aggiudicarsi il titolo di Domina Bella. Nella stessa serata i capitani rionali lanciano i loro proclami in vista della contesa del Palio.
Nella settimana precedente si tengono anche le quattro Feste Rionali, autentici momenti di orgogliosa appartenenza alla propria borgata, con tutte le tradizioni di campanilismo e la voglia di primeggiare nell'organizzazione e di «stupire» gli avversari.
Le bandiere e i tamburi
Il Gruppo Sbandieratori di Cordovado nasce nel 1989, tre anni dopo l'inizio della rievocazione, quasi per necessità, visto il ruolo che l'alfiere assume fin dalla sua comparsa nel XV secolo: portare il vessillo del suo signore e difenderlo fino alla morte. Il repertorio comprende l'acrobatico lancio in aria delle bandiere e il disegno di figure complesse, con la difficoltà dell'incrocio aereo e delle prese millimetriche, il tutto ritmato dalla percussione dei tamburi.
Il corteo storico è la grande sfilata in costume d'epoca con nobili, dame, cavalieri, armigeri, musici, tamburini e sbandieratori: sono 300 i figuranti. La sfilata è guidata dal Gastaldo, e i gonfaloni dei quattro rioni vengono benedetti nel Duomo vecchio; al termine dell'itinerario il corteo entra a Palazzo Cecchini, dove su un grande prato con platee si disputa il palio.
La Notte dei Bifolchi
L'apertura è conviviale: un banchetto collettivo con il porco Conzo, specialità della cucina friulana medievale reinterpretata per l'occasione, al Parco di Palazzo Cecchini, dal pomeriggio fino a notte fonda. Il sabato è invece la Notte dei Bifolchi: i bifolchi erano i contadini, la parte più numerosa e meno romanticizzata della società medievale, e quella serata è la loro festa — osterie aperte con fiumi di sidro, taverne con la zuppa del bifolco e spiedi di carne con polenta, mercato medievale, spettacoli di fuoco e musicisti di strada. A Borgo Suzzolins si festeggia il cicolino, nome dialettale di un piccolo uccello selvatico, in memoria di una caccia tradizionale.
Lungo le strade, per tutta la durata della manifestazione, ci sono botteghe che riproducono i mestieri medievali: amanuensi che copiano manoscritti con le tecniche dell'epoca, forgiatori di spade, mastri vasari, mugnai di grani antichi, oltre ai laboratori per la produzione della carta e per la realizzazione di giochi in legno. Gli accampamenti militari propongono dimostrazioni di addestramento, combattimento e uso delle armi storiche, con un campo di tiro con l'arco e balestra; i falconieri mostrano l'antica arte della caccia col falco, e i rapaci volano nel centro storico.
La domenica si apre con una messa solenne celebrata in abiti d'epoca, poi il mercato medievale, e nel pomeriggio il Palio. Le taverne restano aperte per tutto il tempo, con piatti tradizionali preparati secondo ricette antiche, dolci speziati, zuppe fumanti servite in ciotole di terracotta e vini locali; la sera arrivano i concerti a lume di candela, e la manifestazione si chiude con uno spettacolo di fuoco.
Corte presso il guado
Il nome del paese racconta la sua origine: Cordovado deriverebbe dal latino «curtis de vado», corte presso il guado, a indicare un antico insediamento longobardo sorto in prossimità del guado su un antico ramo del fiume Tagliamento, che i vescovi di Concordia fortificarono nell'XI-XII secolo. L'area fu abitata in età romana e forse anche prima, ma la storia documentata comincia nel Medioevo, quando Cordovado era sede di un castello patriarcale, conteso da nobili famiglie e custodito da possenti mura. Oggi il paese ha una delle aree fortificate meglio conservate del Friuli Venezia Giulia — ed è dentro quelle mura che, ogni fine agosto, torna il 1387.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Cordovado è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Cordovado - Sesto si trova a 400 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Sesto al Reghena dista 9,2 chilometri, cioè 11 minuti di strada.
Altre feste in provincia di Pordenone
A agosto, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.
- Rievocazione storica della Macia a Spilimbergo — agosto
- La Giornata Medievale a Caneva — luglio
- Giostra dei Castelli a Pordenone — settembre