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Bauernhochzeit a Castelrotto 2027 - Gli abiti escono dagli armadi di casa, non da un noleggio
Il Bauernhochzeit, il matrimonio contadino, si rievoca a metà gennaio a Castelrotto/Kastelruth, in provincia di Bolzano, ed è la fedele ricostruzione di un antico matrimonio contadino, così come si celebrava un tempo ai piedi dell'Alpe di Siusi. Un corteo di slitte trainate da cavalli porta diciassette coppie in costume dai campi innevati fino alla piazza del paese. Ciò che rende unica questa manifestazione è l'autenticità: i Trachten indossati non provengono da associazioni folcloristiche o da noleggi, ma esclusivamente dagli armadi privati delle famiglie di Castelrotto.
Gli stessi abiti che si mettono ancora la domenica
Sono gli stessi abiti che gli abitanti indossano ancora oggi in occasione delle celebrazioni religiose e delle feste private, tramandati di generazione in generazione, e i magnifici abiti del corteo provengono tutti da proprietà private delle rispettive famiglie. Anche la coppia di sposi e i cosiddetti «Marenner», o conduttori della sposa, indossano costumi storici di proprietà privata.
Dentro quegli abiti si legge chi è chi: le nubili hanno i capelli raccolti sulla testa, le maritate dietro la nuca, le più anziane indossano un cappello a cono, il turmkappe; le bambine sono vestite con abiti bianchi, i bimbi in loden nero e camicia di ciniglia, mentre il maestro di cerimonia porta con orgoglio un grande cappello ornato di piume di struzzo nere e bianche.
Arrivati in paese, sulla scalinata della chiesa avviene la presentazione, con la spiegazione delle usanze matrimoniali rurali e dei costumi indossati. Chi vuole vederli anche fuori stagione può andare al Museo dei Costumi Tradizionali, ospitato nell'Ansitz Laechler, che custodisce e racconta l'eredità tessile e sartoriale della valle.
Ci si sposava d'inverno perché d'estate si lavorava
La scelta della stagione fredda non è casuale: nel mondo contadino ci si sposava d'inverno, quando i lavori nei campi e in stalla concedevano una tregua.
Un tempo i contadini svolgevano la maggior parte del lavoro sul maso e nei campi in primavera e in estate: per questo ci si sposava in inverno, quando si aveva più tempo a disposizione.
Dodici uova colorate, e dodici mesi di tempo
Il Matrimonio Contadino tradizionale prevedeva preparativi per le nozze che iniziavano fin dal fidanzamento. Il futuro sposo doveva indossare un cappello come segno d'amore e portare con sé dodici uova colorate, che lo impegnavano a sposarsi entro dodici mesi.
Il compito della sposa era invece portare una buona dote, di solito composta da lenzuola, piatti, pentole e tutto quello che poteva servire per la casa; e per dimostrare la sua abilità in cucina, invitava lo sposo e i suoi amici a mangiare a casa dei genitori.
Il giorno del matrimonio i fidanzati dovevano sottoporsi ad alcuni riti prima di arrivare alla chiesa, e le sorelle della sposa dovevano comprare una capra lungo la strada; poi il matrimonio incominciava con una grande sfilata, e tutto il paese accompagnava gli sposi a piedi, a cavallo o con le slitte. Il viaggio in slitta era tutt'altro che monotono: parenti e conoscenti creavano ostacoli lungo il tragitto e la sposa poteva persino essere «rapita», secondo un gioco rituale ancora oggi rievocato.
Diciassette coppie sui campi innevati
Il corteo nuziale è il fulcro della manifestazione e attraversa i campi innevati fino alla piazza del paese. In fila ci sono in tutto diciassette coppie di sposi, accompagnati da testimoni, genitori e amici, e le slitte trainate da cavalli, splendidamente decorate, sono tra le quindici e le venticinque: portano l'intera comitiva nuziale, dagli sposi ai Marenner fino al cerimoniere che invita alle nozze.
Il corteo parte dalla chiesa di San Valentino e termina nel centro di Castelrotto.
Lo fanno i compaesani: grazie alla collaborazione di molti di loro, che per l'occasione si vestono con costumi storici tradizionali, l'evento si è trasformato in uno dei più magnifici spettacoli in costume tradizionale dell'Alto Adige. Succede tutto ai piedi dello Sciliar e dell'Alpe di Siusi, la più vasta alpe d'Europa.
La Hoazetkuchl, dal Bauerngröstl ai Mohnkrapfen
Dalla piazza del villaggio si procede poi alla Hoazetkuchl, il banchetto nuziale, che viene consumato da un oste a Castelrotto, con zuppe, dolci e formaggi tipici delle nozze contadine.
I piatti hanno i loro nomi: il Bauerngröstl, il famoso «Hochzeitspfandl», i Mohnkrapfen o il formaggio grigio; e per chi resta in piazza ci sono canederli e spätzle, dolci fatti in casa secondo ricette tradizionali, e il caldo vin brulé. A servirli sono le contadine e le loro aiutanti, che offrono specialità tipiche, quelle che venivano servite in tempi passati alla festa di matrimonio.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Castelrotto richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Waidbruck-Lajen - Ponte Gardena-Laion, a 8,0 chilometri da Castelrotto, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Klausen-Gröden - Chiusa-Val Gardena ha davanti un percorso di 16 chilometri che in 15 minuti porta a destinazione.
Nello stesso periodo, poco lontano
Se ti fermi qualche giorno, ci sono anche queste.
- Cavalcata di Oswald von Wolkenstein a Castelrotto — maggio
- Krampuslauf a Dobbiaco — dicembre
- Corsa dei Krampus a Vipiteno — dicembre