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Folklore e Rievocazioni

Corsa dei Krampus a Vipiteno 2026 - I Tuifl senza maschera, col volto coperto di fuliggine

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
5 dicembre 2026
Dove Vipiteno, Dobbiaco

Fonte: ipc-vipiteno.edu.it, letta il 02/09/2026.

La sfilata dei Krampus di Vipiteno, in provincia di Bolzano, si tiene il 5 dicembre, vigilia di San Nicolò. I diavoli vipitenesi accompagnano il santo per l'intera giornata, inseguiti dai «Tratzer», i giovani che li rincorrono e che si prendono in faccia la loro fuliggine; la sera si chiude con la sfilata dei carri in centro.

Gli alunni di una scuola di Vipiteno hanno scritto una lettera ai Krampus, e i Krampus hanno risposto: «Non ci piace chiamarci Krampus, ma preferiamo essere i diavoli — o in dialetto i Tuifl.» E soprattutto: «Non indossiamo maschere, ma abbiamo il volto e le mani coperti di fuliggine nera, con la quale sporchiamo anche le facce dei "Tratzer" — i disturbatori, ovvero i giovani che ci rincorrono durante il giorno — e degli spettatori che non hanno troppo timore di noi.»

Nel resto dell'arco alpino i Krampus portano maschere di legno intagliato — sono famosi per queste realizzazioni gli intagliatori delle Valli di Tures e Aurina — e pelli di capra, con i campanacci legati addosso. A Vipiteno no: c'è la fuliggine.

Non è una sfilata: è il «Tuifltog»

La seconda cosa che i Tuifl tengono a precisare riguarda la durata. «Da noi non esiste solamente la sfilata per le vie del centro: i Krampus di Vipiteno accompagnano San Nicolò durante tutto l'arco della giornata del 5 dicembre. Proprio per questo si parla di "giorno dei diavoli", o "Tuifltog", e non semplicemente "sfilata".»

E la parte che i vipitenesi amano di più non è guardare: «è proprio questa la parte più coinvolgente e che piace maggiormente ai Vipitenesi: rincorrerci per tutto il giorno fino a sera, per chiudere in bellezza con la sfilata dei carri in centro».

Prima ancora, San Nicolò visita alcune case di Vipiteno, sempre accompagnato dai suoi diavoletti; poi percorre le vie della città accompagnato dal servo Ruprecht e dai mori, intenti a distribuire doni ai bambini, mentre a mantenere l'ordine ci pensano i Tuifl con le loro fruste e i volti anneriti. La sera, la chiusura è il corteo dei carri — fra cui il carro di Satana, dove un Krampus con le ali batte con un martello su un'incudine immersa nei carboni ardenti.

Le regole per essere un diavolo

Non ci si arruola: si viene ammessi. «I Krampus, oltre ad essere maschi, devono essere di Vipiteno, essere maggiorenni, non essere sposati, ma soprattutto aver partecipato in passato attivamente alla festa, poiché sono i Krampus stessi a decidere quali nuovi membri ammettere nel gruppo.»

C'è però un'eccezione: «Durante la Seconda Guerra Mondiale molti dei Krampus di Vipiteno si trovavano in guerra. Per mantenere viva la tradizione, sono state quindi le compagne dei Krampus ad accompagnare San Nicolò.» Le chiamarono «Krampe».

Che cosa succede davvero

Non è un corteo in costume da guardare da lontano. I diavoli «rincorrono, fra urla, mugugni e grida, i bambini, i ragazzi, ma anche gli adulti e i più anziani, spingono la gente, dando pesanti frustate e colpi di verga alle gambe di chiunque capiti tra i loro piedi».

E c'è un momento preciso in cui il gioco si fa più duro: «appena il sole tramonta, San Nicolò scompare dalla sfilata, lasciando incontrollati i demoni, che senza inibizioni rispondono colpo su colpo alle provocazioni dei ragazzi e degli adolescenti». I ragazzi, dal canto loro, provocano lanciando palle di neve o petardi.

A Vipiteno tutto questo fa parte del gioco: «per la tradizione vipitenese è uso inseguire i Krampus, stuzzicarli, venir imbrattati dal grasso di cui sono ricoperti e subire i colpi di frusta».

Dove la maschera invece c'è, due cose non si fanno mai: non si toglie in pubblico e gli spettatori non devono cercare di toglierla, «pena il disonore per lo smascherato»; ed è considerato un gesto di malaugurio togliere la maschera o afferrare le corna di un Krampus — «meglio non sapere chi c'è sotto, magari il diavolo stesso».

San Nicolò, i regali e il carbone

Nel frattempo il santo fa il suo mestiere. Interroga i bambini sulla loro condotta: per chi si è comportato bene ci sono piccoli regali, dolciumi e un biscotto dolce di pane bianco a forma di Krampus; per i disobbedienti, rimproveri e carbone.

Il rapporto fra i due, del resto, è gerarchico: nella tradizione il Krampus è un demone sconfitto da San Nicolò e per questo costretto a servirlo, e il santo ha anche il compito di placarne le ire verso gli spettatori.

La leggenda della carestia

La leggenda d'origine si racconta in tutto l'Alto Adige.

«Nei periodi di carestia, i giovani di alcuni paesi di montagna si travestivano da mostri indossando pellicce e corna di animali. Essendo così irriconoscibili andavano nei villaggi vicini e, terrorizzando la gente del posto, derubavano le loro provviste.» Poi la scoperta: «Dopo un po' di tempo si accorsero che tra di loro c'era un impostore: era il diavolo in persona. L'unico particolare che permetteva di riconoscerlo erano le zampe con gli zoccoli di capra.» In un'altra versione, raccontata a Vipiteno, erano i genitori a mandare i ragazzi a rubare nelle cantine, e il diavolo fu riconosciuto perché era l'unico che non riusciva a togliersi la maschera.

Il finale non cambia: fu chiamato il vescovo Nicolò, che con un esorcismo cacciò via l'inquietante presenza. E da allora, ogni anno alla vigilia di San Nicolò, i diavoli marciano al fianco del Santo.

Dietro la leggenda c'è però una storia più lunga. I cortei di San Nicolò «si ispirano alle antiche rappresentazioni drammatiche popolari, documentate già nel XV e XVI secolo», e l'usanza risale al periodo pre-cristiano — attestata almeno dal VI-VII secolo d.C. — ed è legata al solstizio invernale. In origine i Krampus «personificavano, per allevatori e agricoltori, gli spiriti maligni e i demoni del bosco», e la festa serviva «a scacciare gli spiriti dell'oscurità e del gelo, portando protezione e buon auspicio alla comunità». La parola Krampus pare derivi da un antico termine tedesco, Kramp, che significa «artiglio».

Oggi il rito è vivo in Slovenia, Germania, Croazia, Austria e, in Italia, in Trentino-Alto Adige, nella provincia di Belluno e in Friuli Venezia Giulia. Ma il Tuifltog è di Vipiteno.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della Corsa dei Krampus, a Vipiteno, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Sterzing-Pfitsch - Vipiteno-Val di Vizze è a 800 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Brenner - Brennero: da lì bastano 3 minuti di guida (1,7 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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