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Cavalcata di Oswald von Wolkenstein a Castelrotto e il torneo equestre 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
13 giugno 2027
Dove Ponte Gardena, Castelrotto

Fonte: ovwritt.com, letta il 20/09/2026.

La Cavalcata di Oswald von Wolkenstein si tiene a Castelrotto, in provincia di Bolzano, una domenica fra la fine di maggio e la metà di giugno. Trentasei squadre altoatesine, ciascuna di quattro cavalieri, si sfidano in quattro tornei equestri disseminati fra Castelrotto, Siusi allo Sciliar e Fiè allo Sciliar, per conquistare lo stendardo dedicato al poeta e cavaliere medievale. La manifestazione nacque nel 1983 per idea dell'architetto e artista Hanspeter Demetz.

Trentasei quartetti per uno stendardo

Una domenica fra la fine di maggio e la metà di giugno, l'altopiano dello Sciliar smette di essere un posto dove si cammina e diventa un posto dove si corre a cavallo. Le squadre ammesse sono trentasei, tutte altoatesine, e ognuna è composta da quattro cavalieri. Rappresentano i paesi e i masi della zona di Bolzano, e si sfidano per lo stendardo di Oswald von Wolkenstein.

La gara si decide sul tempo. Ogni squadra affronta quattro tornei disseminati fra Castelrotto, Siusi allo Sciliar e Fiè allo Sciliar, e alla fine si sommano i tempi delle quattro prove, più i secondi di penalità accumulati lungo il percorso. Vince chi ha impiegato meno tempo di tutti. Precisione, velocità, affiatamento: servono insieme, perché una prova corsa male si paga nel conto finale anche se le altre tre sono andate bene. Contano pure lo spirito di squadra e il coraggio.

Quello che la squadra vincitrice porta a casa è lo stendardo, e lo custodisce per un anno, fino alla cavalcata successiva. C'è poi un secondo premio, che non si conquista in una giornata sola: un trofeo creato dallo scultore Erich Trocker, che diventa davvero della squadra soltanto dopo che questa ha vinto tre volte.

L'idea di Hanspeter Demetz nel 1983

Oswald von Wolkenstein nacque nel 1367 a Castel Trostburg, sopra Ponte Gardena. Fu poeta, cantore, compositore e cavaliere, uno dei Minnesänger del Tardo Medioevo tirolese, e la sua vita passò per i castelli e i borghi che stanno intorno all'Alpe di Siusi.

Sei secoli dopo, nel 1983, l'architetto e artista Hanspeter Demetz ebbe l'idea di un torneo che ripercorresse quei luoghi. La manifestazione nacque quasi per gioco e prese il nome del poeta a cui Demetz era affezionato. Da più di quarant'anni il torneo porta quel nome e attraversa gli stessi paesi.

Il legame con Oswald non è soltanto nel titolo: la corsa comincia a Castel Trostburg, a Ponte Gardena, il castello dove il poeta trascorse l'infanzia. Da lì le squadre si spostano di torneo in torneo, sventolando i propri vessilli, e il paesaggio fra prati, boschi e antichi manieri fa da percorso e da cornice insieme.

I quattro tornei sull'altopiano dello Sciliar

Il primo torneo è il passaggio degli anelli, e si svolge sul Monte Calvario di Castelrotto. Ogni cavaliere fa il giro del colle da solo, tenendo un'asta con cui deve infilare tre anelli appesi a intervalli regolari. Passati i tre anelli, consegna l'asta al compagno che parte dopo di lui. Qui i secondi di penalità non esistono, perché nessuno può passare l'asta se prima non ha infilato correttamente tutti e tre gli anelli: si resta in pista finché non ci si riesce.

Il secondo si corre a Siusi allo Sciliar, al Matzlbödele, e si chiama il labirinto. I quattro cavalieri partono insieme, fianco a fianco, impugnando tutti la stessa asta e cavalcando verso la fortezza. Arrivati lì si separano, e ciascuno affronta per conto proprio un percorso che ha la forma di un labirinto. Ogni pertica che cade vale cinque secondi di penalità, e altrettanti ne costa ogni cavaliere che viene impolverato. Quando tutti hanno finito, i quattro riprendono l'asta e tornano insieme verso il traguardo.

Il terzo è il galoppo con ostacoli, e comincia al Laghetto di Fiè, a Fiè allo Sciliar. I quattro galoppano insieme verso una serie di prove che comprende i cavalletti, il cannone e il cesto. Ogni cavaliere tranne quello che porta l'asta deve prendere una palla, lasciarla scivolare lungo uno scivolo, riprenderla al volo e lanciarla nel cesto. Vengono poi i cavalletti, e infine un cancello che va superato a ritroso.

L'ultimo torneo, quello che spesso decide la classifica, si corre sui prati ai piedi di Castel Presule, a Fiè. È il passaggio fra le porte: ogni cavaliere percorre da solo, all'andata e al ritorno, un tracciato fra otto pali, e su ciascun palo è montata una campanella. Questa prova finale è dedicata a Heinz «Bummi» Tschugguel, considerato uno dei padri storici della cavalcata, ed è al castello che si tengono poi la premiazione e la festa.

Le regole del campo e chi può partire

Per salire in sella a questa cavalcata non basta avere un cavallo. Ogni squadra è formata da quattro persone che abbiano compiuto sedici anni, e tre di loro devono avere la residenza anagrafica nello stesso comune dell'Alto Adige: la squadra rappresenta un luogo preciso, non un gruppo di amici che si è messo insieme. I cavalli possono essere di qualsiasi razza, purché sani e idonei alla monta, e devono compiere il quarto anno di età nell'anno della cavalcata.

Anche l'ammissione ha le sue strade. Accedono di diritto i vincitori dell'edizione precedente, le migliori squadre dei comuni che partecipano e alcune formazioni scelte in base ai risultati. Le altre se lo devono guadagnare: già due settimane prima della cerimonia di apertura, nella piazza del paese di Siusi, le squadre devono qualificarsi nel gioco degli anelli al Monte Calvario di Castelrotto. La prima prova del torneo, dunque, si corre due volte, e la prima volta serve soltanto a decidere chi ci sarà.

Tre giorni di sfilate e di festa

La cavalcata dura tre giorni, e la gara occupa soltanto l'ultimo. Già il venerdì sera Castelrotto entra in clima di festa: si apre ufficialmente la manifestazione, si spilla il primo fusto di birra e si presenta l'ordine di partenza delle squadre, così che tutti sappiano chi corre e quando.

Il sabato è il giorno della grande parata. Le squadre a cavallo attraversano Fiè accompagnate dalle bande musicali e dalle carrozze, insieme agli ospiti d'onore, e una sfilata parte da Sant'Antonio per arrivare alla piazza dove si tengono le feste campestri: ci sono tutte le squadre in gara. Fra un paese e l'altro, nelle ore che separano una prova dalla successiva, i cavalieri passano in costume per le strade di Castelrotto, Siusi allo Sciliar e Fiè allo Sciliar, sventolando gli stendardi e dando già qualche assaggio della loro abilità.

Chi guarda si trova davanti dame, cavalieri, soldati e contadini vestiti come si usava nel XIV secolo, fra Castel Presule e Castel Trostburg, ai piedi dell'altopiano. Sfilano gli sbandieratori, i figuranti in costume medievale, i giullari, le carrozze e i carri allegorici, e la musica dal vivo accompagna il passaggio nel centro di Castelrotto. Le associazioni di Siusi allo Sciliar si occupano del ristoro, i gruppi musicali suonano, la gastronomia altoatesina riempie i tavoli e per i bambini ci sono intrattenimenti.

La domenica arrivano le quattro gare, una dopo l'altra fra Castelrotto, Siusi e Fiè allo Sciliar. Quando anche l'ultimo cavaliere ha attraversato le porte davanti a Castel Presule, i conti si chiudono e i tempi si sommano. La cerimonia di premiazione si tiene proprio lì, al castello, con la festa che segue: lo stendardo passa di mano, e la squadra che se lo porta via lo terrà appeso per un anno intero.

Come arrivare alla festa

La Cavalcata di Oswald von Wolkenstein a Castelrotto si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Waidbruck-Lajen - Ponte Gardena-Laion, a 8,0 chilometri da Castelrotto, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Klausen-Gröden - Chiusa-Val Gardena ha davanti un percorso di 16 chilometri, quindici minuti di guida.

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